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DOPO L'AQUILA/ Ore 3.36, ancora una volta il mostro si sveglia puntuale

I soccorsi ad Amatrice, distrutta (LaPresse) I soccorsi ad Amatrice, distrutta (LaPresse)

L'Aquila ha messo a disposizione anche l'ospedale che con quello di Rieti è punto di riferimento per i soccorsi.
Purtroppo si contano i morti, si spera che i feriti gravi possano vincere la loro battaglia. Intere famiglie, tanti bambini non ce l'hanno fatta. Nel 2009 arrivò Berlusconi, oggi tocca a Renzi e Boldrini girare nelle zone terremotate e dare garanzie di un futuro diverso a chi è sopravvissuto ma ha perso tutto. Le abitazioni rimaste in piedi sono tutte lesionate e inagibili. Paesi che non esistono più. Accanto agli aiuti umanitari la preghiera. Anche nelle tendopoli immediatamente spuntate nelle aree colpite dal sisma si prega. La vicinanza di Papa Francesco ha stimolato molti a chiedere aiuto, forse anche a ringraziare che nel dramma si guarda ancora avanti. E nel Teramano è morto un anziano. Il padre del parroco di Civitella del Tronto, ultimo baluardo borbonico, al confine con le Marche e le terre del Papato. La sua casa ha tremato per il terremoto, nessun danno, ma l'anziano è morto d'infarto. Per la paura. Torna la solidarietà in maniera evidente, ma la paura fa trasparire anche la volontà di stare insieme, così nei paesi genitori, figli, fidanzate, nipoti si ritrovano a pranzare allo stesso tavolo. La frenesia del quotidiano trova una pausa che fa riscoprire sentimenti spesso assopiti.

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