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TERREMOTO 6.0/ Il sismologo: la "legge" dell'after shock dice che non è ancora finita

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L’evoluzione normale di un terremoto di tale forza prevede che vada via via scemando nel tempo. Le scosse successive alla principale, note come “after shock”, solitamente tendono a diminuire. In passati terremoti come quelli di Irpinia e Friuli, purtroppo è capitato che alcune delle scosse di after shock siano state se non superiori almeno di uguale entità rispetto a quella principale. Quindi non è assolutamente escluso che si possa ripetere una scossa di intensità anche importante. Tanto è vero che sta avvenendo, nel senso che in queste ore si stanno registrando scorse tra il 4° e il 5° grado di magnitudo, e la scorsa notte 5.4. Quindi non escludiamo assolutamente che si possa riproporre una situazione del genere anche nelle prossime ore.

 

Lei prima ha detto che sono tante le zone a rischio sulla penisola italiana. Quali?

A essere a rischio è un po’ tutta la dorsale appenninica, la parte montuosa della Penisola. Sicuramente le zone dall’Appennino umbro fino al Molise con il Massiccio del Matese, e ancora più giù con l’Irpinia, nonché la zona calabro-sicula dove in particolare lo Stretto di Messina è ad altissimo rischio. La stessa zona del Gargano ha visto terremoti in passato.

 

(Pietro Vernizzi)



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