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IL CASO/ La "decadenza" dietro la moda dei tatuaggi

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Sino a quindici o venti anni fa il tatuaggio era una cosa di nicchia, solo una parte ridotta della popolazione si segnava il corpo e per lo più erano non evidenti, se non quando si era a torso nudo. Mentre ora, diventato volgare fenomeno di massa, banale vezzo consumistico, vede sempre più larghe fasce di popolazione, maschile e femminile, imbrattarsi intere aree del corpo, braccia, gambe, schiena, petto, collo; in un proliferare di pseudo simboli tribali, ideogrammi cinesi, zampette di animali, farfalline, coccinelle, fiori, nomi di mariti/mogli, fidanzate/i, figli, il tutto in spregio all'estetica e al senso del ridicolo.

E che si stia cadendo in basso è testimoniato dal fatto che sono sempre più le femmine che giocano a ridicolizzare se stesse, imbrattando il proprio corpo di tatuaggi in ogni dove, e questo è un segnale molto negativo perché, come ricorda Blondet nel suo libro sopra citato: "A imporre la Cavalleria furono le donne…Le donne medievali fecero alzare la civiltà di un livello decisivo, insegnarono ai giovani tutto, dalle buone maniere all'onore militare, insegnarono a essere occidentali".

Ecco, la cosa che più mi sconcerta è che se nel nostro mondo occidentale l'uomo ha caratterizzato se stesso con l'uniforme, la divisa, per quanto riguarda la donna, la sua presenza estetica si è caratterizzata nel saper trasformare il proprio aspetto tramite l'acconciatura, il taglio e il colore dei capelli, il trucco del viso, dalle labbra agli occhi, la decorazione del proprio corpo con accessori che ne sapessero valorizzare l'aspetto, come collane, orecchini, anelli, bracciali, senza considerare vestiario e calzature.

La donna non ha mai necessitato d'imbrattarsi in maniera indelebile il corpo perché ha avuto, e ha tuttora, un ventaglio di possibilità che la possono rendere sempre diversa e sempre mutevole nell'estetica, anche seguendo e rispettando sé stessa nello scorrere del proprio tempo! Pensare di fermare tempo ed esperienze segnandole sul proprio corpo con il tatuaggio è un non senso, un ridicolo paravento dietro al quale celare che in realtà si tratta di un volgare conformismo modaiolo.

Forse il recupero del senso estetico, della percezione del bello senza volgarità, porterà un segnale di ripresa civica e civile nel nostro esteticamente e materialmente corrotto mondo occidentale.

 

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