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ISIS NEWS / Siria, video choc alla famiglia di una cooperante Usa rapita e uccisa: la “routine” di Daesh (oggi, 26 agosto 2016)

Pubblicazione:venerdì 26 agosto 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 26 agosto 2016, 16.26

Isis, Califfo Al Baghdadi (Foto: LaPresse) Isis, Califfo Al Baghdadi (Foto: LaPresse)

ISIS NEWS, STATO ISLAMICO ACCERCHIATO IN IRAQ E SIRIA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 26 AGOSTO 2016). VIDEO CHOC SU COOPERANTE USA RAPITA - L’Isis non è solo guerra e purtroppo sono tantissimi i casi, oltre agli attentati in giro per il mondo e i combattimenti delle milizie del Califfato in Siria e Iraq, di rapimenti e torture/esecuzioni di innocenti vittime occidentali. Una pratica che prosegue la terribile “tradizione” di Al Qaeda e altri gruppi islamisti jihadisti: «ho bisogno del vostro aiuto. Sono stata qui troppo a lungo e sono stata malata», sono le prime parole del video che oggi l’Abc ha messo online dopo esserne entrata in possesso dopo la morte della ragazza, Kaya Mueller, morta due anni fa per mano dell’Isis. ll video venne mandato tre settimane dopo il rapimento della cooperante Usa lo scorso 4 agosto 2013 alla famiglia della ragazza, provocando lo choc e il comprensibile disgusto per il trattamento subito da Kaya. La richiesta era chiara, 5 milioni di euro dopo aver fatto intravedere brevi fotogrammi impressionanti per far capire a chi assiste la crudeltà dei carcerieri e la tragicità della vicenda, in modo da pagare il riscatto. Per decisione del governo Usa, non si volle e tuttora non si pagano ufficialmente i riscatti per americani presi ostaggio, con la famiglia che lamenta tutt’oggi quel mancato intervento che ha lasciato in mano ai suoi assassini la giovane Kaya. Ma il metodo Daesh resiste, con moltissimi casi ancora sconosciuti che lasciano scia di sangue in tutto il medio oriente e non solo…

ISIS NEWS, STATO ISLAMICO ACCERCHIATO IN IRAQ E SIRIA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 26 AGOSTO 2016). CURDI SI RITIRANO, TURCHIA “VINCE” - Le ultime notizie che arrivano sul fronte Isis - mentre gli jihadisti dello Stato Islamico esultano sul web per il tragico terremoto avvenuto in Italia, “è la punizione di Allah” - vedono una vittoria delle milizie di Turchia che ottengono dalla coalizione anti-Isis il ritiro dei curdi, il vero obiettivo neanche tanto nascosto di Erdogan. Il Presidente turco dopo l’avanzata del fronte siriano contro Daesh e dopo le città liberate verso Raqqa, aveva lanciato l’ultimatum: “se i curdi rimangono, noi ci ritiriamo”. A quel punto è entrato di peso il governo Usa che ha intimato alle forze curde, per non perdere un alleato prezioso in Ankara, di ritirarsi: ricatto ottenuto, ora però Erdogan è “in debito” e probabilmente il piano americano è a più ampio raggio. Come giustamente riporta il collega Da Rold sul Sole 24ore, per Ankara un rafforzamento dei curdi anche a livello internazionale spingerebbe le lotte indipendentiste interne alla Turchia e questo il “sultano” non lo vuole assolutamente. Buone notizie arrivano però dalla Russia che ha accettato una tregua di 48 ore dai raid su Aleppo per consentire le operazioni di soccorso della popolazione civile che vive nella morsa dei raid e dello Stato Islamico sul territorio.

ISIS NEWS, STATO ISLAMICO ACCERCHIATO IN IRAQ E SIRIA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 26 AGOSTO 2016). LE CONQUISTE DELLA COALIZIONE ANTI-DAESH - La battaglia contro l’Isis in Medio Oriente è lunga e massacrante ma prosegue con successo da parte delle varie coalizioni contro lo Stato Islamico sia in Siria che in Iraq: la giornata di ieri è stata campale da questo punto di vista, dato che in Siria la Fds - Forze democratiche della Siria - alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa si avvicina sempre di più verso Raqqa, roccaforte Isis in Siria. Il problema è che quella coalizione sarebbe sostenuta anche dalla Turchia di Erdogan, il quale continua a non tollerare la presenza curda delle Ypg all’interno delle Fds. Come riporta il Sole 24Ore, il vicepresidente Usa Joe Biden ha detto chiaramente ad Ankara che le forze curde siriane devono ritirarsi ad est dell’Eufrate altrimenti verrà escluso l’appoggio americano in caso contrario. In Iraq invece le truppe di Obama che sostengono gli iracheni governativi hanno riconquistato una città strategica per la rotta averso di Mosul, la “Raqqa” irachena del Califfato. Il primo ministro iracheno, al Abadi, ha annunciato oggi che le forze governative hanno strappato all’Isis la città di Qayyara, a sessanta chilometri sud di Mosul. Liberata la città, ora i combattimenti si faranno sempre più a ridosso della città roccaforte di Al Baghdadi che però minaccia di tenere in ostaggio i cittadini, come del resto sta giù facendo da due anni. Il rischio umanitario è sempre altissimo sia in Siria e Iraq e l’Onu - a parole, ora vediamo cosa succederà nei fatti - sta cercando di trovare una soluzione che non condanni la popolazione al massacro (Niccolò Magnani).



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