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BIMBA MORTA SOTTO LE MACERIE/ "Scusa Giulia se siamo arrivati tardi", la lettera del pompiere (Terremoto nel Centro Italia, 27 agosto 2016)

Giorgia e Giulia terremoto Centro Italia: le due sorelle sono diventate il simbolo della tragedia. La più grande è morta sotto le macerie, a lei un pompiere ha scritto un messaggio di scuse.

Terremoto (Foto Lapresse) Terremoto (Foto Lapresse)

GIORGIA E GIULIA, ANGELI DEL TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA: LA LETTERA DEL POMPIERE ALLA BAMBINA MORTA, "SCUSA SE SIAMO ARRIVATI TARDI" (OGGI, 27 AGOSTO 2016) - Sono due sorelline il simbolo del devastante terremoto che ha sferzato il Centro Italia. Giorgia e Giulia, anime innocenti in mezzo ad un caos impossibile da spiegare, sono diventate controvoglia il simbolo della vita e della morte. La bambina più piccola, Giorgia, è stata tratta in salvo dalle macerie: i soccorritori l'hanno estratta a sedici ore di distanza dal terremoto. Aveva la bocca piena di macerie, il respiro flebile e a individuarla per primo è stato uno dei tanti eroi di queste ore: Leo, il cane dell'unità cinofili della polizia di Pescara e di Ancona risultato decisivo nelle ricerche. Ma se non fosse stato per la sorella maggiore di 10 anni, Giulia, questa bambina di 4 anni e mezzo non ce l'avrebbe fatta ad uscire viva dal terremoto. Giulia, infatti, nei momenti di terrore della scossa, ha avuto la lucidità o l'istinto, non sappiamo in che modo definirlo, di fare da scudo con il suo corpicino della sorella Giorgia. In quei frangenti ha pensato che la vita della piccola di casa valesse più della sua, che pure grande non era. E così facendo l'ha salvata. C'è però chi non si dà pace per non aver salvato anche lei: è uno dei pompieri che hanno tratto in salvo Giorgia, il quale, come riportato da La Repubblica, ha scritto un biglietto indirizzato proprio a Giulia e lo ha lasciato sulla sua bara. Queste le sue parole:"Ciao piccola, ho solo dato una mano a tirarti fuori da quella prigione di macerie. Scusa se siamo arrivati tardi, purtroppo avevi già smesso di respirare ma voglio che tu sappia da lassù che abbiamo fatto tutto il possibile per tirarvi fuori da lì. Quando tornerò a casa mia a L'Aquila saprò che c'è un angelo che mi guarda dal cielo e di notte sarai una stella luminosa. Ciao Giulia, anche se non mi hai mai conosciuto ti voglio bene. Andrea". È il dolore dei soccorritori, il senso di colpa ingiusto che viene fuori pensando a quello che si sarebbe potuto fare per salvare una vita in più, anche quando si è fatto davvero tutto il possibile. Ma in questo caso non c'è spazio per i rimorsi: Giulia ha scelto di proteggere Giorgia al prezzo della sua stessa vita e l'ha salvata, c'è spazio solo per l'amore nei giorni intrisi dal dolore.

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