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DALLA GERMANIA/ Pro o contro Erdogan? Attenti al sogno di un islam "illuminato"

Pubblicazione:domenica 7 agosto 2016

Recep Tayyip Erdogan (Lapresse) Recep Tayyip Erdogan (Lapresse)

Quest'ultima paradossalmente non è in grado di comprendere realmente la differenza tra politica e religione e quindi si trova spiazzata di fronte alla frase di papa Francesco pronunciata durante il volo di ritorno da Cracovia, quando ha detto cioè che la ragione ultima della guerra non è la religione, ma gli interessi di potere ("una sola parola vorrei dire per chiarire: quando parlo di guerra intendo guerra sul serio, non di guerra di religione. Parlo di guerre di interessi, per soldi, per le risorse della natura, per il dominio dei popoli, non parlo di guerra di religione. Le religioni, tutte le religioni, vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri … Il terrorismo cresce quando non c'è un'altra opzione. Ora dico qualcosa che può essere pericoloso … quando si mette al centro dell'economia mondiale il dio denaro e non l'uomo e la donna, questo è già un primo terrorismo. Hai cacciato via la meraviglia del creato e hai messo al centro il denaro. Questo è un primo terrorismo di base… pensiamoci"). 
Questa posizione di Francesco mi sembra più dialogante e critica del sogno di Ourghi, espresso nella sua pagina Facebook in questo modo: " Sogno la stabilizzazione di un islam moderno ed umanistico nella mia patria tedesca. Un islam che si rispetta e che rispetta a sua volta gli ebrei, i cristiani e gli atei, insomma tutti gli uomini, qualsivoglia fede essi abbiano. Sogno di un Dio che unisce tutti gli uomini. Il mio Dio è convinto che non c'è una comunità migliore, che non ci sono graduazioni. Il mio Dio è il Dio dell'amore, della tolleranza e della pace eterna. Noi musulmani dobbiamo finalmente riconciliarci con la libertà, in modo da potere noi e gli altri vivere in pace". 



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COMMENTI
07/08/2016 - Abdel Hakim vs. Wael (Giuseppe Crippa)

Ho letto con interesse (come sempre) l’articolo del prof. Graziotto col suo confronto tra le dichiarazioni di Abdel Hakim Ourghi (che non conoscevo) e quelle di Wael Farouq. Credo però che Graziotto sbagli a concentrarsi sulla frase tipicamente illuminista del primo – la religione è una cosa privata tra Dio e l’uomo – frase che fatico a credere abbia scritto e non sulla sua riflessione sul crescente radicalismo di alcune precise frange di musulmani che vivono in Germania, riflessione che richiede un certo coraggio, coraggio che non mi pare di aver ancora riscontrato nelle esternazioni di Farouq, la cui distinzione semantica tra musulmani ed islamisti non mi sembra legga la realtà in modo sufficientemente nitido. Vorrei spiegarmi meglio con questo esempio: secondo Farouq sono musulmani gli abitanti dei villaggi iracheni e siriani e islamisti i tagliagole dell’Isis che li hanno occupati ma i cristiani e gli yazidi che ne sono stati scacciati, quando non massacrati, non mi risulta abbiano notato nel momento di quell’orrore alcuna differenza.