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PAPA FRANCESCO / Giornata del Creato: “Non rispettare la natura è peccato” (Oggi, 1 settembre 2016)

In occasione della giornata mondiale della preghiera per la cura del creato, papa Francesco ha inviato un messaggio in cui sottolinea i passaggi della sua enciclica sull'argomento

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GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO, PAPA FRANCESCO: "NON RISPETTARE LA NATURA E' PECCATO" (OGGI, 1 SETTEMBRE 2016) - Nel corso del suo intervento in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato Papa Francesco ha diffuso un messaggio molto forte contro il mancato rispetto della natura, arrivando a disporre l'obbligo della confessione per chi commette il peccato di non rispettare la natura, casa comune degli uomini: maltrattare la terra equivale a maltrattare l'intero genere umano. Richiamandosi all'invito fatto da Giovanni Paolo II, in occasione dal precedente Giubileo del 2000, a fare ammenda per le intolleranze religiose e le ingiustizie, passate, presenti e future, verso ebrei, donne, popoli indigeni, immigrati, poveri e nascituri, Papa Francesco coerentemente con quanto affermato nell'Enciclica ambientale Laudato si', invita non solo i fedeli ma ogni uomo, donna e bambino del pianeta ad abbracciare ecologia e rispetto dell'ambiente, invitando ciascuno a farsi un esame di coscienza circa il suo rapporto con natura e ambiente.
Papa Francesco ha invitato tutti ad abbracciare il fermo proposito di cambiare stile di vita e di non arrendersi o rimanere indifferenti di fronte alla distruzione della biodiversità e di interi ecosistemi per comportamenti egoistici ed irresponsabili dettati spesso e volentieri da apparenti vantaggi economici a breve termine o da stili di vita provocati da una errata cultura del benessere e del consumismo sfrenato che porta al consumo irresponsabile delle risorse. Questi comportamenti, ha proseguito il Papa, portano a stravolgimenti dell'ordine naturale con la distruzione e l'inaridimento di interi ambienti che sono poi la causa, tra le altre cose, anche dell'emigrazione di massa di intere popolazioni spinte ad abbandonare territori ormai sterili e spogliati di ogni attrattiva per raggiungere aree dove si possa ottenere un maggior benessere e vivere in un ambiente meno alterato. La logica dell'ottenere profitto ad ogni costo senza curarsi della distruzione della natura e dell'esclusione sociale provocata è peccato e come tale se ne deve rispondere al cospetto di Dio in confessionale.
Nell'anno giubilare, tuttavia, come per gli altri peccati è possibile, però, ottenere l'indulgenza per i peccati contro la natura, a patto di compiere adeguate opere di misericordia. Bergoglio enumera queste opere in un elenco canonico di sette iniziative corporali e spirituali che vanno dal nutrire gli affamati, dissetare gli assetati, effettuare visita agli infermi e anche ai carcerati, dare giusta sepoltura ai defunti, all'essere vicino a chi soffre delle afflizioni della vita, essere pronti al perdono con chi offende e sopportare con pazienza le persone moleste. A queste opere materiali e spirituali canonicamente elencate Papa Francesco ha aggiunto un invito complementare alla cura della casa comune, intesa come natura e ambiente indicando quali esempi di atteggiamenti e comportamenti concreti un oculato uso di carta e plastica, evitare lo spreco di acqua, cibo ed energia elettrica, effettuare con cura la raccolta differenziata dei rifiuti ed evitare, in sostanza, ogni spreco inutile.
Un particolare appello è stato rivolto da Papa Bergoglio agli uomini politici con responsabilità amministrative e legislative, invitandoli orientare per il bene comune a lungo termine le politiche economiche, la cultura e la società, abbandonando mentalità e idee studiate per il profitto finanziario o elettorale a breve termine. Rivolto a tutti coloro che governano il mondo, Papa Francesco ha esortato a rispettare gli impegni stabiliti nell'accordo di Parigi del 2015. Infine, Papa Bergoglio si è rivolto alle imprese invitandole ad assumersi la responsabilità di fare la loro parte, in particolare nel rifondere il debito ecologico che il nord del mondo ha verso il sud, ripristinando il più possibile condizioni di ecologia e sostenibilità idonei ad una sopravvivenza dignitosa per quei popoli che sono stati per secoli depredati dei loro beni e, soprattutto, dell'integrità e dell'equilibrio dei propri territori.

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO (OGGI, 1 SETTEMBRE 2016) - Oggi è la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, argomento che sta molto a cuore a papa Francesco e a cui ha dedicato anche una enciclica. In tale occasione il pontefice ha reso noto un messaggio (“Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”) in cui fra le altre cose dice come esista un peccato contro la cura del reato e specialmente in questo anno della Misericordia esso vada confessato. Da qui il proponimento di iniziare una nuova vita meno egoista, meno inquinante e meno consumistica. Alle sette opere tradizionali di misericordia corporali e spirituali  il papa ne aggiunge così altre due che sostanzialmente sono una sola: avere cura della casa comune. Bergoglio ha sottolineato come quello che lui sostiene non è una ecologia "della madre terra" una natura cioè che eliminerebbe l'uomo, ma una "ecologia umana" in cui natura e umori sono legati. Non manca la denuncia preoccupanta della situazione attuale: “Il pianeta  continua a riscaldarsi, in parte a causa dell’attività umana: il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato e probabilmente il 2016 lo sarà ancora di più. Questo provoca siccità, inondazioni, incendi ed eventi meteorologici estremi sempre più gravi. I cambiamenti climatici contribuiscono anche alla straziante crisi dei migranti forzati. I poveri del mondo, che pure sono i meno responsabili dei cambiamenti climatici, sono i più vulnerabili e già ne subiscono gli effetti”. Aggiungendo che “Il pianeta – spiega il Messaggio - continua a riscaldarsi, in parte a causa dell’attività umana: il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato e probabilmente il 2016 lo sarà ancora di più. Questo provoca siccità, inondazioni, incendi ed eventi meteorologici estremi sempre più gravi. I cambiamenti climatici contribuiscono anche alla straziante crisi dei migranti forzati. I poveri del mondo, che pure sono i meno responsabili dei cambiamenti climatici, sono i più vulnerabili e già ne subiscono gli effetti”. Tutti passaggi ampiamente citati nell'enciclica Laudato sì. Concludendo che “come opera di misericordia spirituale, la cura della casa comune richiede «la contemplazione riconoscente del mondo» (Enc. Laudato si’, 214) che «ci permette di scoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuole comunicare» (ibid., 85). Come opera di misericordia corporale, la cura della casa comune richiede i «semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo […] e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore".

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