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COMUNIONE AI DIVORZIATI/ Francesco risponde ai suoi vescovi e chiude il "dibattito"

Papa Francesco (LaPresse) Papa Francesco (LaPresse)

È vero però che qualche volta potrà anche essere possibile far confessare e comunicare il divorziato che è in una "nuova unione" (ovviamente il documento dei vescovi non usa mai l'espressione "risposato" che tecnicamente è per un cattolico qualcosa di non possibile). Quando si darà questa possibilità? Nel documento vengono offerti degli spunti di riflessione che non devono essere presi come un'elencazione esaustiva né in senso positivo né in senso negativo. La cornice — parrebbe di capire — è quella di proporre in ogni caso di vivere astenendosi dai rapporti sessuali (p. 5). Qualora però la coppia temesse che vivendo "come fratello e sorella" si potrebbe incorrere in un disordine esistenziale che finirebbe per mettere in pericolo il bene di eventuali figli, il processo di discernimento — che in ogni caso non è mai definitivo (p. 10) — potrebbe continuare. 

Questa ulteriore apertura pastorale — che sarebbe possibile quando determinate circostanze personali attenuano radicalmente la responsabilità e la colpevolezza — non deve mai essere intesa come una facilitazione ad ogni costo (p. 7). Sarebbe così, se non si valutasse con grande attenzione la circostanza di chi viene "da un recente divorzio" o "la situazione di chi è ripetutamente venuto meno ai propri impegni familiari"; o, ancora, quando c'è una sorta di apologia o di ostentazione della propria situazione "come se facesse parte dell' ideale cristiano". Infine, e questo è l'ultimo punto, si deve tener in conto il rischio di scandalo della comunità ecclesiale: anche se, si aggiunge subito (p. 9), una comunità che fosse così chiusa andrebbe adeguatamente stimolata ad un'adeguata capacità di comprensione e di accoglienza.

Quello che ho appena terminata è una silloge breve anche se piuttosto esaustiva: giusto per incoraggiare alla completa lettura del documento.

C'è da aggiungere che il documento non sarebbe uscito probabilmente dal ristretto giro degli "addetti ai lavori" se non ci fosse stata l'eccezionale circostanza per cui il Papa ha, il medesimo giorno, lodato il lavoro dei vescovi di Buenos Aires: "il testo — ha scritto il Papa — è molto buono e spiega in modo eccellente il capitolo VIII di Amoris laetitia. Non c'è altra interpretazione".

"Non c'è altra interpretazione" è espressione che suona come definitiva e che lo è. E sono parole molto forti sulle labbra di un pontefice che non ha mai avuto paura ad utilizzare espressioni di apertura e di comprensione. Non è difficile leggere dietro questa nettezza il desiderio di rispondere a chi, in questi mesi, ha scritto al Pontefice perché desse lui stesso l'interpretazione autentica delle parti di un documento che, a loro parere, era "per lo meno confuso". Quest'estate, per esempio, è circolato un documento di critica al documento redatto da 45 tra filosofi e teologi, che chiedeva a 218 cardinali e patriarchi di intervenire presso Papa Francesco perché ritirasse o correggesse le proposizioni a loro parere confuse o erronee contenute in Amoris Laetitia; e corre voce che qualche cardinale si sia rivolto al Papa in tal senso argomentando che "Amoris Laetitia sta distruggendo la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio". 


COMMENTI
10/09/2016 - Sì ma anche no, insomma come vi pare? (Carlo Cerofolini)

Rispettosamente ma non è che non essendo evidentemente chiara l’interpretazione e quindi la successiva applicazione da dare al capitolo VIII di “Amoris Laetitia” - che sembra ricalcare nella sua formulazione nebulosa, il classico sì ma anche no, ovvero come vi pare - questo sia in contrasto con quanto riporta il Vangelo (Mt. 5-37): “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”?

RISPOSTA:

Io non avrei paura della confusione altrui, anzi, quello che mi rassicura molto dell’Amoris Laetitia è che si tratta di un cambiamento pastorale e non dottrinale. Cioè la questione è tra il pastore e la sua pecora. Chi è a posto con la dottrina, deve stare tranquillo. A lui non viene tolto nulla e neanche alle sue certezze. Chi pensa che da domani si risposeranno tutti, deve stare tranquillo ugualmente. Non cambia nulla riguardo il matrimonio e i suoi diritti e doveri. Quello che cambia è che si ricomincia a parlare di coscienza personale e di direzione spirituale. L’unione di queste due “cose” ritorna al centro della nostra fede. Forse pensare meno a come sta messo a sacramenti chi sta in fila davanti a me per prendere la comunione, ci aiuterà a pensare di più a chi sto per incontrare e mangiare. ML

 
10/09/2016 - Un altro proverbio (Giuseppe Crippa)

I 45 filosofi e teologi cui accenna l’articolo avevano rispettosamente formulato alcune richieste di chiarimento a sua Santità all’inizio di luglio e non hanno ricevuto finora risposta mentre i Vescovi argentini che hanno scritto al Papa il 5 settembre sono stati lo stesso giorno gratificati di un ringraziamento. Due pesi, due misure.

RISPOSTA:

Io, come scrivo nell'articolo, ritengo che questa sia una scelta deliberata di Papa Francesco per venire incontro a chi gli ha chiesto di interpretare il suo scritto. Più di così non può fare altrimenti, visto che non si tratta di proporre un nuovo "meccanismo" al posto del vecchio. ML