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LA STORIA/ Laura, paralizzata, dalla Sicilia a Roma per incontrare il papa

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Papa Francesco bacia Laura Salafia (Foto d'archivio)  Papa Francesco bacia Laura Salafia (Foto d'archivio)

In quel periodo le suore di clausura di San Benedetto hanno deciso di "adottare" la coppia di Sortino e di accoglierla nella propria foresteria. Fu allora che gli occhi di Nino cominciarono a illuminarsi per la commozione e a guardare Catania come una seconda patria. Per quasi un anno la coppia ha vissuto la vita del monastero. Di giorno in ospedale, al fianco di Laura, la sera in convento.

Finalmente è arrivato un altro passo importante per Laura e la sua famiglia: le dimissioni dall'ospedale e il trasferimento in una casa attrezzata messa a disposizione dal Comune.

E mentre papà Nino continuava a risolvere problemi o a cercare aiuto presso amici, con meraviglia il pensionato di Sortino ha scoperto che Laura non si era arresa. E la sentiva, mentre diceva agli amici: "Il mio corpo è pieno di limiti, ma nessun limite ferma il mio desiderio di gustare ogni momento dell'esistenza". Così, osservando discretamente la figlia, ha visto che ella ha cominciato a rivivere, pur tra mille problemi e difficoltà. E, cosa ancora più strana, ha visto che tanti cercavano, e trovavano, conforto in lei. Ha osservato Laura allacciare nuove amicizie. Con coetanee, per esempio. E poi con i volontari e i bambini dell'associazione Cappuccini, che appena possono, vanno a incontrarla. A Roma c'erano anche loro.

Così quella sensazione di essere un "carcerato" — "da 6 anni, ci ha confidato la sera prima dell'incontro col Papa, siamo stati privi di qualsiasi libertà, con la campagna abbandonata, il paese natio lontano" — a poco a poco è diventata una tenue possibilità di un bene diverso. "Ad agosto, quando tramite il parroco della Cattedrale di Catania ci è arrivata la risposta positiva del Vaticano all'incontro col Papa tutto ha cominciato a prendere un'altra piega". L'incontro è avvenuto il 10 settembre. "Chi lo doveva dire che questo evento — commenta il signor Nino — doveva accadere proprio nel giorno di Santa Sofia la patrona del nostro paese, Sortino". Un segno. "Coraggio, non mollare", ha detto Papa Francesco a Laura, mentre s'inchinava per abbracciarla. E quell'invito è arrivato fino a papà Nino, che, "carcerato per amore paterno", ha avvertito quelle parole come rivolte a sé. "Forza Nino, non mollare", ripeteva nella sua mente sabato scorso mentre a pranzo, con Laura e i suoi amici, rifletteva su quello che era appena accaduto. E con gli occhi a tutti diceva: grazie.



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