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MARIELLA CIMÒ / Il 27 settembre la requisitoria del processo: probabile condanna per il marito (Storie Vere, oggi 13 settembre 2016)

Il caso Mariella Cimò a Storie Vere, oggi 13 settembre 2016: sbloccato il processo al marito accusato di omicidio. In studio il nipote Massimo Cicero in vista della nuova udienza.

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MARIELLA CIMO', IL 27 SETTEMBRE LA REQUISITORIA DEL PROCESSO: PROBABILE CONDANNA PER IL MARITO ACCUSATO DI OMICIDIO? (STORIE VERE, OGGI 13 SETTEMBRE 2016) Durante la puntata di oggi, 13 settembre 2016, del programma di Rai Uno "Storie Vere", si è tornati a parlare di Mariella Cimò, la donna scomparsa il 25 agosto del 2011 dalla sua villa di San Gregorio di Catania dopo una lite furibonda con il marito, Salvatore Di Grazia. Proprio quest'ultimo in maniera fortemente sospetta, ha denunciato la scomparsa della donna soltanto dieci giorni dopo la lite, fornendo anche una versione errata dei suoi spostamenti nel giorno della scomparsa della moglie.  Nello studio di Storie Vere era presente il nipote della Cimò che in vista della requisitoria del 27 settembre ha chiesto una "giusta pena" per quella che ha definito una "benefattrice" e una "persona dal grande cuore". Anche l'Associazione Penelope si sta battendo per avere giustizia:"Questo è un processo altamente indiziario, l'unico imputato è il marito. Ci aspettiamo che venga data una risposta ai familiari. Sicuramente Mariella Cimò è scomparsa, sicuramente non è stato trovato un cadavere". Secondo Roberta Bruzzone, presente in puntata come opinionista "ci fu un significativo ritardo nella segnalazione della scomparsa della Cimò" ma nonostante ciò ci sono "almeno una 40ina di indizi" che sembrano portare nella direzione di una condanna dell'unico imputato, il marito di Mariella Cimò, Salvatore Di Grazia.

MARIELLA CIMO', SBLOCCATO IL PROCESSO AL MARITO ACCUSATO DI OMICIDIO (STORIE VERE, OGGI 13 SETTEMBRE 2016) - Nel corso della nuova puntata di Storie Vere, trasmissione di Rai1 condotta da Eleonora Daniele, verrà trattato il caso di Mariella Cimò. Attualità e cronaca nera sono due temi affrontati dal programma in onda oggi, martedì 13 settembre, alle 10: verrà ricostruito il caso della scomparsa della 72enne e in studio ci sarà il nipote Massimo Cicero. In vista del processo a carico del marito della signora, si proverà a fare luce sulla vicenda. Imputato per omicidio e soppressione di cadavere è Salvatore Di Grazia: il 79enne, marito di Mariella Cimò, è accusato di averla uccisa al culmine di una lite per motivi economici e passionali e di aver fatto poi sparire il corpo. Si avvia, dunque, alla conclusione il processo, che era fermo da tempo. La Corte d'assise di Catania lo ha "sbloccato", accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Angelo Busacca - d'accordo con la difesa - di acquisire agli atti del processo le informazioni sommarie rese dalla domestica dei vicini di casa della coppia. Nonostante le richieste dei giudici, la donna non si era presentata in udienza.

MARIELLA CIMO', SBLOCCATO IL PROCESSO AL MARITO ACCUSATO DI OMICIDIO (STORIE VERE, OGGI 13 SETTEMBRE 2016) Torna d'attualità il caso della scomparsa di Mariella Cimò, che infatti verrà affrontato da Storie Vere, programma di Rai1 condotto da Eleonora Daniele. Verrà, dunque, nuovamente affrontata la vicenda relativa all'omicidio della 72enne. La presenza in studio del nipote Massimo Cicero servirà a fare ulteriore chiarezza su alcuni punti della vicenda in attesa che il procedimento venga aggiornato il 27 settembre prossimo per la requisitoria. La donna è scomparsa dalla sua abitazione, dove viveva col marito Salvatore Di Grazia, il quale è accusato di omicidio e di aver fatto sparire il cadavere, il 25 agosto 2011, ma la denuncia è stata presentata dal marito il 5 settembre successivo. La coppia, sposata da 43 anni anni, stava attraversando un momento molto difficile: c'erano dei contrasti sulla gestione di un autolavaggio self service per autovetture di proprietà della donna e nel quale lavorava il marito. Mariella Cimò voleva vendere l'attività, mentre il marito era contrario. Secondo gli investigatori si sarebbe opposto anche perché "utilizzava gli uffici per incontri legati a relazioni extraconiugali".

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