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BAMBINI NO GENDER / La lettera choc della bimba di 10 anni: ‘sono nel mezzo, né maschio né femmina’

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Scuola e bambini (LaPresse)  Scuola e bambini (LaPresse)

BAMBINI NO GENDER, LA LETTERA CHOC DELLA BIMBA DI 10 ANNI: “SONO NEUTRO” (OGGI, 19 SETTEMBRE 2016) - “Ciao mi chiamo Leo e non sono né femmina né maschio, sono nel mezzo e mi sento neutro”. Così una lettera choc che rientra nel complesso caso di gender che la storia contemporanea pone sempre più all’attenzione e di cui non si può far finta che non esista. Una bambina di 10 anni scrive così nella sua lettera aperta alla Bbc Magazine in Inghilterra (e pubblicata in Italia dal Corriere della Sera), confessando la sua estrema distanza dalla categorizzazione naturale maschio/femmina e ribadendo come voglia sentirsi tutt’altro da quello che naturalmente si trova ad essere, ovvero una bimba di 10 anni. «Non sono un bambino. Pensavo di essere un ragazzo, perché non mi sento del tutto una ragazza. Ci ho provato per un po’, ma non funzionava... Continuo a mettermi i pantaloni, perchè per il momento non sarei in grado di indossare un reggiseno. Non sarei a mio agio». Positivo il racconto ai suoi genitori, continua Leo, visto che hanno compreso e l’hanno aiutata senza metterle fretta: la richiesta di Leo è unica. «Non sono un ragazzo, non sono una ragazza: sto nel mezzo». E questa condizione potrà cambiare nel tempo. «Io in realtà non credo di essere nessuno dei due. Sono entrambi. Non ho bisogno che la gente capisca, solo che le persone non siano scortesi», afferma con il grado di ingenuità che è rimasto in quello che è comunque una piccola ragazzina di 10 anni.

La lettera va avanti, parla di tutte le volontà di questa bambina negli anni a venire ma il problema resta abbastanza inquadrato: il gender, il genere di ogni singola persona, torna ad essere discusso. La libertà di sentirsi quello che si è, di affermare quanto ci si senta addosso o di sottostare alle regole della natura? Ma bisogna stare attenti, visto che forse un è sul grado di libertà che ci perde di solito: “se si è liberi non si può sottostare alle regole della natura, della convivenza e della famiglia”. Accolto questo assunto, la scelta di Leo e di tanti altri come lei è accettabile e condivisibile. Ma siamo certi che la libertà è “quello che ci si sente di essere”? Non è che si tratti di un lento, graduale ma costante riconoscimento di cosa ci tiene effettivamente attaccati alla vita? Di qualcuno che possa aiutarci nel farci vedere sempre di più la realtà, e non la pur presente visione che abbiamo nella nostra testa? Ma sopratutto, stiamo parlando alla fine di una bimba-ragazzina di 10 anni: siamo così certi che vi sia la necessaria "scelta" a questa età presa ultimamente da sola? Le domande rimangono aperte, la discussione pure: la libertà di prenderle sul serio pure. Ma esse restano, a prescindere. (Niccolò Magnani)



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