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SALVATORE PAROLISI / Omicidio Melania Rea news: appello del padre della vittima sul trasferimento in un carcere normale (Oggi, 2 settembre 2016)

Pubblicazione:venerdì 2 settembre 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 2 settembre 2016, 17.21

Melania Rea e Salvatore Parolisi Melania Rea e Salvatore Parolisi

SALVATORE PAROLISI, OMICIDIO MELANIA REA NEWS: IL PADRE DELLA VITTIMA CHIEDE TRASFERIMENTO IN UN CARCERE NON MILITARE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 2 SETTEMBRE 2016) - Il caso dell'omicidio di Melania Rea avvenuto nell’aprile del 2011, ha fatto spesso discutere su più fronti. Oltre alla condanna definitiva a venti anni a carico del marito, anche la sua presenza nel carcere militare di Maria Capua Vetere aveva fatto indignare soprattutto la famiglia della vittima 29enne, uccisa con oltre 30 coltellate. Il carcere nel quale si trova attualmente Parolisi, infatti, è stato definito dal padre di Melania decisamente più confortevole rispetto ai comuni penitenziari. Proprio Gennaro Rea, padre della vittima, come riporta il sito mainfatti.it, aveva commentato il reato commesso da Parolisi asserendo: "Non ha nulla a che vedere con i reati militari e anzi lede l'immagine dei militari, quale sono io stato, avendo ricoperto la carica di primo maresciallo dell'Aeronautica Militare prima del pensionamento". Per questo motivo aveva chiesto a gran voce di far trasferire l'assassino della figlia "presso un normale carcere, con i delinquenti e gli assassini comuni, quale egli è".

SALVATORE PAROLISI, OMICIDIO MELANIA REA NEWS: L'ANALISI DELLA GRAFIA DEL MILITARE E LE IPOTESI SULLA SUA PERSONALITA' (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 SETTEMBRE 2016) - Nonostante una condanna definitiva a 20 anni di carcere, Salvatore Parolisi fa ancora parlare di sé. Il militare è stato ritenuto l'autore dell'omicidio della moglie Melania Rea avvenuto il 18 aprile 2011 con 35 coltellate. Lo scorso giugno è stata confermata dalla Cassazione la condanna: il ricorso di Salvatore Parolisi contro la condanna ridotta nell'appello bis è stato "rigettato" ed è stato convalidato quanto deciso dalla Corte di Assise di Perugia, nel secondo processo d'appello, con la sentenza emessa il 27 maggio 2015. La personalità di Salvatore Parolisi è stata indagata anche attraverso l'analisi della sua grafia. Secondo quanto riportato da Il Giornale nei giorni scorsi, dall’analisi di una lettera scritta da Salvatore Parolisi emerge "una persona apparentemente socievole e comunicativa, con note di incertezza nel procedere". La grafia di Parolisi "denuncia segnali di autocontrollo, ma ciò che forse lo ha portato a uscire dal seminato, sia affettivamente, sia come azione, è stata l’aggressività covata per tanto tempo (vedi tagli “t” a lazo) che ha prodotto un Io instabile e nel contempo agguerrito" (clicca qui per leggere tutto).

SALVATORE PAROLISI, OMICIDIO MELANIA REA NEWS: LA CASSAZIONE HA INDIVIDUATO NELL'EX MILITARE ACCUSATO DEL DELITTO UN COMPORTAMENTO FALSO (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 SETTEMBRE 2016) - Si torna a parlare di Salvatore Parolisi, l'ex caporalmaggiore dell'Esercito accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea con 35 coltellate nell'aprile del 2011. Lo scorso giugno, a carico di Parolisi è arrivata la condanna definitiva a 20 anni di reclusione, confermata anche dalla Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dell'uomo ed ha ribadito la pena già stabilita nel maggio 2015 dalla Corte d'Assise d'Appello di Perugia. Il quotidiano CronacaQui.it ha rivelato quali sono state le motivazioni con le quali la Cassazione ha messo definitivamente la parola fine ad uno dei casi di cronaca più cruenti degli ultimi anni. In Salvatore Parolisi sono state intraviste "doppiezza e falsità" nel rapporto avuto con la moglie e vittima Melania Rea e con l'amante Ludovica e proprio questi elementi avrebbero costituito "l'humus psicologico per lo scatenamento della furia" che portò l'ex militare ad infierire con 35 coltellate sulla moglie 29enne. Per i supremi giudici, Salvatore Parolisi si macchiò dell'atroce delitto della moglie e poi mise in atto una "strategia di depistaggio". Non solo provò a cancellare le prove di una relazione extraconiugale ma rese false testimonianze agli inquirenti. Ma perché avrebbe ucciso Melania? Cosa si cela dietro il possibile movente? A queste domande hanno cercato di rispondere i giudici che, proprio nel documento depositato in cancelleria a fine luglio hanno sottolineato come "la povera vittima era stata avvertita come un fastidioso ostacolo e come un pericolo per la sua carriera". Ricordiamo inoltre che sebbene non sia stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà - come invece richiesto dalla Cassazione nella sentenza del 10 febbraio 2015 -, all'ex soldato Salvatore Parolisi sono state negate le attenuanti generiche richieste dalla sua difesa. Questo non ha rappresentato tuttavia l'espulsione dai ranghi dell'esercito chiesta nei giorni scorsi dal procuratore generale di Perugia, come pena accessoria alla condanna definitiva.



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