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TERREMOTO/ L'esperto: edifici sicuri? Renzi dia agli italiani 350 euro al mq

Pubblicazione:venerdì 2 settembre 2016

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Se la conclusione è che l’edificio non è sicuro, non si potrà utilizzare e sarà dichiarato inagibile. Bisogna quindi passare a un progetto di rinforzo dell’edificio per renderlo sicuro.

 

Noi italiani abbiamo le competenze per realizzarlo?

Anche in questo noi italiani siamo all’avanguardia dal punto di vista della conoscenza e della ricerca. L’aspetto più grave è quindi il fattore umano, cioè la coscienza civile. E’ questo che manca sempre, e poi soprattutto i cittadini sono lasciati soli. Attuare una verifica e poi l’eventuale successivo progetto di rinforzo è piuttosto costoso, si può arrivare anche a 300-350 euro al metro quadro. Un proprietario privato non è detto che possa permettersi di investire tanti soldi. Se lo Stato non lo aiuta potrebbe banalmente non avere i fondi per farlo.

 

Per Vittorio Cioni, responsabile dei lavori alla scuola crollata ad Amatrice, “l’adeguamento al 100% sarebbe l’ideale. Ma è costosissimo, infatti non lo fa nessuno” …

Da questo punto di vista c’è un problema morale. Gli edifici si dividono infatti in due categorie. Da un lato ci sono le abitazioni civili che hanno una vita utile di progetto prevista pari a 50 anni. Per questi edifici si potrebbe accettare una situazione meno sicura, nel senso che il terremoto previsto più gravoso danneggia l’edificio ma consente alle persone di rimanere incolumi. Viceversa c’è una serie di edifici cosiddetti “strategici”, che hanno una vita di progetto di cento anni, e che dovrebbero servire proprio nell’emergenza.

 

Di quali edifici si tratta?

In particolare mi riferisco a ospedali, ponti e scuole. Questi edifici è necessario che siano sicuri, perché se sono fortemente danneggiati non consentono più di garantire la gestione dell’emergenza post terremoto. Dire quindi che “l’adeguamento al 100% è costosissimo” è una frase che non si deve e non si può dire, perché non si può dare un prezzo alla sicurezza.

 

(Pietro Vernizzi)



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