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AMEDEO MANCINI / E' colpevole? Avvocato "sorpreso" dalle perizie dei Ris (Oggi, 25 settembre 2016)

Amedeo Mancini: assenti le tracce del nigeriano ucciso a Fermo sul paletto con cui avrebbe colpito l'ultrà: i testimoni hanno mentito? News del 25 settembre 2016. 

Chinyeri Nnamdi Chinyeri Nnamdi

AMEDEO MANCINI È COLPEVOLE? PERIZIA DEI RIS SORPREDE L’AVVOCATO DELL’IMPUTATO (ULTIME NOTIZIE OGGI, 25 SETTEMBRE 2016) - Si torna a parlare del caso del nigeriano Emmanuel Chidi Nnmdi ucciso a Fermo il 5 luglio scorso e per il cui delitto finì in carcere l'ultrà Amedeo Mancini. Nelle passate ore sono state rese note le analisi compiute dai Ris sul cartello stradale al centro della vicenda. A quanto pare, le tracce di Dna ritrovate sul paletto smentirebbero le dichiarazioni dei testimoni che deponevano in favore di Mancini, confermando invece la versione della vedova di Emmanuel. La vicenda era ruotata sin dall'inizio su chi per primo avesse scagliato il paletto. Secondo i testimoni era stata proprio la vittima ad iniziare, contro Amedeo Mancini, le cui tracce sarebbero state rinvenute sia sul manico che in altre parti del paletto. Secondo quanto riporta il quotidiano online Il Giornale, l'avvocato dell'uomo imputato - ed attualmente ai domiciliari - si sarebbe detto "sorpreso" dal risultato delle perizie dei Ris ma a sua detta ciò non escluderebbe l'aggressione da parte del nigeriano ucciso. "La traccia di Emmanuel potrebbe essersi cancellata, visto che il paletto è stato posto sotto sequestro solo tre ore dopo il triste evento", scrive in merito Il Giornale.

AMEDEO MANCINI E' COLPEVOLE? LA PERIZIA DEL RIS DA' RAGIONE ALLA VEDOVA DI EMMANUEL NNAMDI (OGGI, 25 SETTEMBRE 2016) - Importanti sviluppi sul caso di Fermo, dove Emmanuel Chidi Nnamdi ha perso la vita durante una lite con Amedeo Mancini. Erano state molte le versioni date dai testimoni e dalla moglie della vittima, molte delle quali discordanti. Ora potrebbero trovare un esito definitivo, grazie alle analisi genetiche fatte sul paletto con cui il nigeriano avrebbe colpito l'ultrà e sul cartello stradale con cui quest'ultimo è stato minacciato. Sulla prima arma non sono state trovate tracce di DNA di Nnamdi, mentre nel cartello ce ne sono molte di Amedeo Mancini. Questo particolare smentisce quindi quanto riferito dai testimoni oculari e va invece a favore della vedova, che fin dall'inizio aveva sostenuto una tesi completamente diversa. Secondo la donna infatti era stato Mancini ad avviare la lite ed a reagire con ferocia ingiustificata. Chinyere quindi ha detto la verità, se non si conta l'accusa di falsa testimonianza che l'ha portata a modificare la prima versione dei fatti. Per il difensore della donna, l'avvocato Letizia Astorri, non ci sarebbero quindi dubbi, soprattutto perché alla perizia era presenza anche il consulente di parte Adriano Tagliabracci, aggiungendo anche che si attende l'esito che riguarda invece le analisi fatte sugli indumenti di Emmanuel e di Amedeo Mancini. Stupore invece per quest'ultimo ed il legale, che ha precisato come sul paletto fossero assenti anche le tracce del vigile urbano che l'ha maneggiato dopo la lite. L'avvocato Francesco de Minicis ha inoltre sottolineato come alcuni interrogativi siano rimasti aperti, come le contusioni presenti sul corpo di Mancini. 

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