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SPILLO/ Pa & clientele, per curare il Malato torniamo alla raccomandazione

Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (LaPresse) Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (LaPresse)

Paradossalmente il sistema migliore sarebbe proprio quello delle raccomandazioni, intendendo con ciò la valutazione da parte di una commissione qualificata e super partes dei migliori elementi su segnalazione dei diretti superiori, come avviene nel sistema anglo-sassone, dove sono espressamente richieste almeno tre raccomandazioni oltre al curriculum, e in molte aziende private.   

Ora, è facile comprendere come questa modalità possa funzionare perfettamente nel settore privato dove un imprenditore ha tutto l'interesse ad avere dirigenti capaci per far crescere la propria azienda e i risultati raggiunti sono facilmente misurabili, pertanto chi raccomanda un impiegato per una assunzione o una promozione impegna il proprio buon nome e la propria credibilità (se non il proprio posto di lavoro) nel garantirne la competenza e l'affidabilità. 

Al contrario, nel settore pubblico italiano questo sistema non funziona perché chi seleziona antepone il proprio vantaggio personale in una logica di scambio di favori, e non valuta quasi mai su base meritocratica. Né si potrà mai sperare in un'inversione di rotta finché non si agirà sulla causa che determina la tendenza a perseguire unicamente l'interesse del proprio ristretto nucleo o partito e il mancato riconoscimento della "cosa pubblica" come patrimonio collettivo da salvaguardare e proteggere per il benessere di tutti.  

Il termine "familismo amorale",  riferito alla società italiana, fu coniato nel 1958 dall'antropologo Banfield, il quale ha anche descritto gli effetti devastanti di tale comportamento (definito appunto "amorale") riguardo alla vita politica e alla gestione del bene pubblico: "nessuno persegue l'interesse comune, salvo quando ne può trarre un vantaggio personale, e chiunque afferma di farlo è ritenuto un truffatore; i pubblici dipendenti non si identificano con l'organizzazione che servono, tendono a farsi corrompere ma anche se non lo fanno sono comunque ritenuti corrotti; i cittadini si sentono autorizzati ad infrangere la legge ogni qual volta sembrerà possibile evitarne le conseguenze".

Nepotismo, favoritismi e corruzione esistono anche all'estero, ovviamente, basta leggere le recriminazioni di cittadini inglesi, tedeschi o francesi che sui social network lamentano la difficoltà di accedere a posizioni di rilievo senza appoggi influenti. D'altra parte lo spoils system non lo abbiamo inventato noi. Tuttavia è innegabile che nelle altre nazioni occidentali (e non solo quelle) le competenze, la diligenza e la rettitudine sono elementi imprescindibili per l'avanzamento di carriera. L'amministrazione pubblica è considerata la più alta espressione della nazione e i "servitori civili" (civil servants) si sentono investiti della responsabilità di rappresentare degnamente la loro patria e i loro concittadini perché esiste un forte senso dello stato, l'impegno condiviso di salvaguardare l'immagine del proprio paese e una severa condanna sociale per chi non rispetta le regole.