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Cronaca

ISIS NEWS / Egitto, chi sono i giovani jihadisti andati a combattere in Siria (Oggi, 26 settembre 2016)

Isis news, Giordania: ultime notizie e news live sullo scrittore ucciso da un imam per una vignetta anti-Isis. Reazioni mondo islam, la confessione choc

Isis News (Foto: LaPresse)Isis News (Foto: LaPresse)

Di recente, il sito arabo Ida’at ha fornito un lungo e dettagliato rapporto contenente i dati relativi agli egiziani che si sono trasferiti negli ultimi anni in Siria e che sarebbero entrati a far parte dell'Isis. A riportare oggi alcuni numeri è il sito di Panorama che evidenzia come, in Egitto, dalla caduta di Morsi dopo il golpe del luglio di tre anni fa, sono stati quasi tremila i giovani che avrebbero lasciato il Paese per giungere in Siria e combattere al servizio dei gruppi jihadisti. Tra di loro, circa 700 si sarebbero affiliati ai qaedisti di Jabhat Al Nusra, oggi noti col nome di Fateh al-Sham, mentre i restanti combatterebbero nelle fila dello Stato Islamico del Califfo Abu Bakr Al Baghdadi. Gran parte degli egiziani che si sono trasferiti in Siria sarebbero ex militanti della Fratellanza Musulmana che hanno deciso di raggiungere i territori occupati dall'Isis per tornare in patria dopo essere stata addestrati a combattere e organizzare la resistenza contro il governo dei militari.

Due uomini marocchini legati all'Isis sono stati individuati ed arrestati dalla polizia spagnola con l'accusa di sostenere i militanti islamici e di aver pianificato un attacco terroristico in Europa. Lo riferisce questa mattina l'agenzia di stampa LaPresse citando il ministro dell'Interno secondo il quale, uno dei due uomini arrestati aveva progettato di entrare nello Stato Islamico in Siria. L'uomo accusato aveva raggiunto il confine del Paese con la Turchia e qui avrebbe dovuto incontrare un membro dell'Isis in grado di addestrarlo prima di fare ritorno nuovamente in Europa e sferrare l'attacco terroristico in programma. L'uomo è stato inizialmente arrestato dalla polizia Turca prima di attraversare il confine e riportato in Spagna. Qui sarebbe stato rilasciato ma avrebbe ugualmente continuato ad avvicinarsi all'Isis fino al recente arresto. Il secondo uomo invece sarebbe accusato nello specifico di aver favorito i viaggi verso la Siria del primo al fine di legarsi all’Isis in via ufficiale.

Isis, è purtroppo sempre questo il motivo dei tanti attentati sparsi per il mondo in questo periodo: dalla Siria all’Iraq fino alla Libia, ma quest’oggi ci concentriamo sulla Giordania dopo l’increscioso omicidio di Nahed Hattar, lo scrittore freddato con un colpo alla nuca davanti ad un tribunale mentre si recava al processo contro di lui per aver condiviso una vignetta anti-Isis. Il noto e celebre scrittore giordano è di origini cristiane ma al momento si professava ateo e in quanto tale aveva ironizzato condividendo su Facebook una vignetta che recitava pressapoco così: un jihadista Isis si trova a letto con due donne in una lussuosa tenda, e Dio si affaccia dall'esterno per porgli alcune domande, ma il terrorista risponde “prossima volta bussa prima di entrare, sua beatitudine". Secondo la traduzione in inglese di Anwar el-Iraqi, l'analista per gli affari arabi del Clarion Project riportato dall’Ansa, Hattar per ragioni di satira modifica la parola 'Subnallah', cioè 'Gloria ad Allah' in 'Subhanekh' cioè 'Sua Beatitudine', una formula che può suonare blasfema. Ma il problema è duplice, visto che viene processato ora l’intero stato della Giordania per aver mandato nella bufera lo scrittore “condannandolo” mediatamente dopo quella vignetta condivisa sui social. Una sorta di “condanna a morte” preventiva, l’ha definita così il cugino di Nahed, Saad Hattar: «Il primo ministro è stato il primo a incitare l'odio contro Nahed ordinando il suo arresto e mandandolo a processo. Questo ha acceso il pubblico contro di lui e ha portato al suo assassinio». Ancora più stordente la notizia per cui è un imam di Amman ad aver ucciso a colpi di pistola lo scrittore ateo: un rappresentante della cultura islamica ha deciso che quella vignetta non era un offesa verso l’Isis bensì verso l’intero Islam per via della presenza di Allah nelle immagini. Riad Abdullah, proveniente da un quartiere povero della capitale. L'uomo subito arrestato ha confessato alla polizia di essere rimasto sconvolto dalla vignetta condivisa dallo scrittore, che raffigurava un jihadista a letto con due donne in una tenda, mentre chiedeva a Dio di portargli vino e anacardi.

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