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Ladislao José Biro / Incubo per insegnanti e simbolo degli studenti: la penna-cerbottana (oggi, 29 settembre 2016)

Ladislao José Biro, l'inventore della penna a sfera omaggiato da Google. Qual è la storia del giornalista che ebbe l'intuizione che ha cambiato la vita di miliardi di studenti negli anni

Il Doodle di Google per Ladislao José Biro Il Doodle di Google per Ladislao José Biro

LADISLAO JOSÉ BIRO: LA PENNA-CERBOTTANA, SIMBOLO DI GENERAZIONI INTERE - Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha usato l’invenzione di Ladislao José Biro per colpire insegnanti, compagni di scuola o belle ragazze per richiamare l’attenzione? Su dai, non vediamo possibilità o scelta vostra perché quella mano non debba rimanere alzata quasi a vita: la bic, o biro per celebrare il grande inventore ungherese, è rimasta e rimarrà sempre nei nostri pensieri di dolce scuola d’infanzia, di medie e liceo, non tanto per i compiti segnati sul diario o per il tema non esattamente uscito come un testo di Dante. Eh no, quel piccolo oggetto inseparabile ci ha fatto così tanta compagnia che le battaglie a biglie o figurine erano nulla a confronto: palline di carte come cartucce, biro smontata e… via di cerbottana! Dai non fate gli schizzinosi, la biro vi è servita eccome per colpire nel fondoschiena la bella insegnante che però vi faceva dannare l’anima col terrorismo psicologico da interrogazioni o quant’altro. Oppure per quel vostro compagno insopportabile che vi stava per rubare la ragazza, o ancora per la stessa ragazza di cui sopra per attuare semplicemente l’attenzione dei suoi belli occhi dolci. Dolci, esatto, come i ricordi di quel tempo: ma è una tradizione che ai vostri figli potete trasmettere quando volete. Cosa serve poi, solo una bella, semplice, e utile invenzione del maestro Ladislao José Biro…

LADISLAO JOSÉ BIRO: MA COME SI FANNO LE PENNE A SFERA? - Dobbiamo davvero tanto a Ladislao José Biro, l’inventore della penna a sfera, per averci donato anni e anni di scuola senza calli alle mani o con macchi d’inchiostro indelebili sui nostri vestiti migliori: ma qualcuno si è mai chiesto come si fanno a livello pratico, materiale e dunque anche industriale, le penne cosiddette moderne? Focus oggi ha pubblicato un breve riassunto dei passaggi industriali per produrre le belle penne a sfera che così tanto ci hanno semplificato la vita: per prima cosa la sfera inserita è fatta di acciaio inox oppure di carburo di tungsteno; da secondo, la punta è fatta di rame e forata per poter lascare scendere l’inchiostro. Terzo punto, il tubetto è fatto di polipropilene o polietilene, materie plastiche che hanno come base l’etilene e in secondo luogo l’inchiostro è fatto di glicol nei quali sono sciolti pigmenti come blu di Prussia, fucsina e croceina. Quinto processo, il corpo viene fatto di polistirolo, materia plastica derivata anch’essa da sottoprodotti del petrolio  viene iniettata una sostanza che salifica raffreddando il polistirolo. Da ultimo, per lo scacco completo in sette mosse, tappino e cappuccio sono prodotti con lo stesso sistema del corpo… caro Ladislao José Biro, un grazie immenso (anche da parte degli instrustiali, of course).

LADISLAO JOSÉ BIRO: L'ASTEROIDE DEDICATO ALL'INVENTORE DELLA PENNA A SFERA - E' stato dedicato l'asteroide (327512), scoperto nel 2006, a Ladislao José Biro, l'inventore della penna a sfera, il cui anniversario della nascita si celebra oggi. Questo il tributo e il riconoscimento per l'invenzione realizzata dal giornalista e inventore ungherese naturalizzato argentino. Prima di essere commercializzata, la penna biro fu sottoposta a molti perfezionamenti che richiesero ingenti investimenti finanziari. Quando iniziò la commercializzazione però i costi di produzione erano elevati: per questo motivo Ladislao José Biro cedette il brevetto al barone italiano, naturalizzato francese, Marcel Bich, che invece, utilizzando materiali più economici riuscì a produrre una penna abbattendo i costi del 90%. Da qui il successo della biro come la conosciamo oggi. Ladislao José Biro quindi, a differenza di Bich, non si arricchì con i guadagni della sua invenzione, e da quel momento in poi condusse una vita modesta: lavorò dapprima per un'altra azienda argentina produttrice di penne a sfera, e poi al servizio del governo argentino per conto del quale studiò l'uranio arricchito.

LADISLAO JOSÉ BIRO: DALLA PENNA A SFERA AL DIRIGIBILE, TUTTE LE INVENZIONI DEGLI UNGHERESI - Ricorre oggi il 117esimo anniversario della nascita di Ladislao José Biro, l'inventore della celebre penna a sfera ricordato anche da Google attraverso un suo tradizionale quanto originale doodle. Una scoperta, quella compiuta dall'ungherese, che rivoluzionò il mondo intero e che si va ad aggiungere ad una delle tante invenzioni ungheresi che hanno contribuito a fare la storia cambiando (o migliorando) il nostro modo di vivere. Fanpage.it ricorda l'invenzione della penna a sfera brevettata nel 1943, alla vigilia del secondo conflitto mondiale e che rivoluzionò il mondo della scrittura. Accanto al suo nome però, se ne associano altri sempre relativi ad eccelsi inventori che con la loro mentre aperta sono riusciti a realizzare importanti innovazioni: si passa da Jànos Csonka, che insieme a Donàt Bànki contribuì all'invenzione del carburatore per motore stazionario a Zoltàn Bay, che diede vita al primo radar della storia, passando per David Schwarz e Francesco Illy, rispettivamente inventori del dirigibile e della celebre (ed omonima) azienda di caffè. Indimenticabile poi Rubik, designer e architetto ungherese nonché padre del celebre cubo e di altri giochi di logica. L'Ungheria, dunque, negli anni è diventata la culla di importanti nomi che hanno lasciato un'impronta fondamentale nel mondo e nella storia internazionale.

LADISLAO JOSÉ BIRO: LA PENNA ALL1ESIMO POSTO TRA LE INVENZIONI PREFERITE DAGLI INGLESI - Gli inglesi non tengono in grande considerazione l’invenzione di Ladislao José Biro; la penna a sfera infatti, che ha rivoluzionato la scrittura nel Novecento, utilizzata anche oggi come principale oggetto di scrittura, resistita addirittura al boom di tecnologia per gli usi comuni di tutti i giorni. Eppure per chi spadroneggi nel mondo con la lingua parlata e anche scritta non tiene in fortissima considerazione questo straordinario oggetto inventato dal buon Ladislao José Biro. Un sondaggio condotto qualche tempo fa sul popolo inglese mirava a conoscere quali fossero le migliori invenzioni per gli oggetti di uso comune: e i risultati sono sorprendenti. All’undicesimo posto, appena fuori dalla top ten, troviamo la penna a sfera: a salire invece troviamo l’auto, appena dietro alla cucina a gas e all’orologio. Al settimo posto il telefono, al sesto il thermos e al quinto invece la lampadina; ai gradini del podio l’accendino, e udite udite al terzo posto è la chiusura a zip. Le lenti per gli occhiali il secondo mentre la miglior invenzione per il popolo inglese è il cavatappi. Astenersi insulti, di certo per gli inglesi le invenzioni nella loro vita quotidiana hanno “qualche” punto distante dalla nostra tradizione: viva l’Italia, e viva semmai la penna a sfera.

LADISLAO JOSÉ BIRO: ANTESIGNANO DELL’UOMO MULTITASKING - Se vi dicessimo che Ladislao José Biro dopo aver inventato la penna a sfera - eh si quel cognome la dice lunga - ha collaborato per il governo argentino per studiare e migliorare l’uranio arricchito, ci credereste? Eh sì, un uomo per tutte le stagioni che con i guai della guerra e una non particolare spiccata dote nelle gestioni  imprenditoriali, si è dovuto trovare ad armeggiare con più lavori e più emergenze nel corso della sua lunga vita da emigrante non voluto. Verso la fine della sua vita, dopo aver venduto il brevetto della penna a sfera, facendo le fortune del signor Bich, si è trovato a dover studiare per lo stato argentino - che comunque lo venera come uno dei più grandi inventori, adottati dal popolo argentino in pratica - per poter migliorare e vedere gli effetti dell’uranio arricchito. Si spense a Buenos Aires il 24 ottobre 1985, dopo che cono l’uranio non gli riuscì lo stesso miracolo che venne con la penna “biro” molti anni prima. Un inventore, ma anche un antesignano del concetto tanto caro negli anni Duemila di “multitasking”.

LADISLAO JOSÉ BIRO: TUTTI I MESTIERI DELL'INVENTORE DELLA PENNA A SFERA - Ladislao José Biro fece i lavori più diversi prima di arrivare a inventare la penna a sfera. Studiò alla facoltà di Medicina e già durante il primo anno, come ricorda il Post, scoprì di avere un grande talento come ipnotizzatore: aiutò vari medici in questo trattamento e per questo riuscì a guadagnare tanto da poter abbandonare gli studi. Poi Ladislao José Biro si dedicò a vari mestieri. Negli anni '20 e '30 fece tra gli altri il pilota di automobili, il doganiere, l’agente di borsa, il pittore di quadri surrealisti, lo scultore e il giornalista. Proprio qust'ultimo lavoro lo porterà a inventare la biro visto che all'epoca si utilizzava la penna stilografica, uno strumento poco pratico per scrivere perché andava ricaricata molto spesso, macchiava e bisognava sempre aspettare che l’inchiostro si asciugasse. Ladislao José Biro all'inzio provò a sostituire il normale inchiostro di una stilografica con quello che veniva usato nelle rotative che stampavano i giornali, che si asciugava velocemente senza lasciare macchie: questo tipo di inchiostro però si rivelò troppo viscoso se messo all’interno di una penna e la scrittura era poco fluida.

LADISLAO JOSÉ BIRO: IL GIORNO DEGLI INVENTORI IN ARGENTINA - Oggi è il giorno di Ladislao José Biro, celebrato da Google ma sopratutto ricordato in Argentina che in suo onore da anni festeggia il Giorno degli Inventori: un’idea carina e socialmente divulgativa per le grandi scoperte che i più dimenticano o non sanno neanche chi ha inventato oggetti di uso comune. Proprio come la penna a sfera o per l’appunto “biro”: l’invenzione del mitico giornalista ungherese che rivoluzionò il modo di scrivere nel Novecento. “Il Dia dell’Inventor” si festeggia oggi in Argentina, patria della consacrazione della biro dopo la fuga per la guerra nazista dell’inventore di origini ebraiche: ma la tradizione ha contagiato tutto il mondo che in vari momenti dell’anno festeggia proprio le invenzioni e le grandi menti del passato. Un esempio? Negli Stati Uniti ogni 11 febbraio si festeggia l’Inventors’Day per decisione nel 1983 del presidente Reagan, su indicazione del Congresso con un proclama tutto teso ad esaltare la potenza economica dell’America. Con un primo brevetto Usa del 1790, « si avviò "la trasformazione degli Stati Uniti da importatore di tecnologia a leader mondiale nell'innovazione tecnologica" e che "chiave del nostro successo futuro sarà la dedizione e la creatività degli inventori», celebra il Congresso americano. Ma perché quella data? Beh, a differenza di Ladislao José Biro per l’Europa e il sud America, gli americani ricordano la nascita nel 1847 di Thomas Alva Edison che tra mille brevetti inventa anche fonografo e lampadina.

LADISLAO JOSE BIRO: L'IDEA NATA DAL GIOCO DELLE BIGLIE - Si ricorda oggi la nascita, 117 anni fa, di Ladislao José Biro, il cui vero nome era László József Bíró, l'inventore della penna a sfera, uno strumento che tutti abbiamo usato e che ancora oggi porta il suo cognome. Nacque a Budapest, in Ungheria, il 29 settembre del 1899. Biró nacque in una famiglia di origine ebraica, e da giovane fece diversi lavori. Come ricorda il Post, Ladislao José Biro ebbe l'intuizione per l'invenzione della penna a sfera quanto un giorno gli capitò di osservare dei bambini che giocavano a biglie: si accorse che le sfere, dopo essere passate in una pozzanghera, lasciavano per terra una traccia uniforme e regolare. Quindi iniziò a studiare il modo di inserire nella punta di una penna una piccola sfera che consentisse di sfruttare lo stesso principio, in modo da far uscire l’inchiostro in modo uniforme e veloce. Il fratello di Ladislao José Biro invece cercò di produrre un inchiostro che si asciugasse rapidamente ma che fosse comunque di buona qualità.

LADISLAO JOSE BIRO: L'INTUIZIONE, IL MARCHESE BICH E IL LUPO DI WALL STREET - Forse avrebbe voluto sentirselo dire Ladislao José Biro, nelle immediate settimane dopo la realizzazione della sua invenzione, nel suo primo prototipo: “Vendimi la biro”. Invece per Ladislao José Biro a causa anche dell’incalzare della seconda guerra mondiale, questa frase fù la più grande maledizione. “Vendimi la biro”. Una scena cult, di un film di culto come The Wolf of Wall Street è forse meglio di tutte l’immagine che sintetizza cosa sia, oggi, una geniale intuizione di un giornalista ungherese, Ladislao José Biro, realizzata con l’aiuto del fratello chimico, György Biro. Si sa, che i giornalisti in realtà cercano di tutto pur di non fare fatica, di tendere a una sorta di otium lavorativo in cui qualsiasi cosa sia lo distolga dall’espressione dei suoi pensieri e non la favorisca è un problema da eliminare. Ladislao José Biro lo ha risolto brillantemente. Perché sprecare tempo ad asciugare le sbavature della penna stilografica quando i giornali asciugavano cosi meravigliosamente prima. E poi, perché non cercare un modo di evitare quelle macchie di inchiostro sulle maniche della camicia e sui fogli di bella copia? Insomma, Ladislao José Biro è partito da un bisogno e da una intuizione, che ha portato a un oggetto che oggi è cosi tanto diffuso da essere diventato scontato. Anche se - purtroppo per i bravi fratelli Biro - chi fu veramente capace di vendere la biro in tutto il mondo fu un barone italiano, naturalizzato francese, Marcel Bich. Troppo costoso, troppo macchinoso il meccanismo di fabbricazione della biro del suo inventore, ma una volta abbattuti i costi di oltre il 90% vendere biro è diventata la cosa più facile (e redditizia) del mondo. Peccato per Lazlo, non ci arrivò e morì in miseria. E forse un po’ si maledì in cuor suo. Oggi, Ladislao José Biro forse non sentirebbe il bisogno di inventare la sua penna a sfera. Semplicemente magari avrebbe migliorato Siri o avrebbe elaborato un sistema di video scrittura a onde celebrali, o forse avrebbe accettato di fare un po’ di fatica e imparare a dattilografare. Ad ogni buon conto, oggi la biro è un oggetto talmente comune, talmente diffuso da essere di fatto un’icona dell’oggetto senza tempo, che c’è, in modo scontato. Per questo “Vendimi la biro”, come diceva il Leonardo Di Caprio ai broker di wall street, può diventare una frase icona del giorno d’oggi in cui serve solo ciò di cui si sente il bisogno, e il bisogno può essere creato. Per poterlo soddisfare con una comunissima biro di nessun conto. Un paradosso di un tempo che cambia. E oggi il lupo di Wall Street si sarebbe forse fatto beffe di un inventore geniale come il buon Ladislao José Biro, applaudendo invece il grande capitale, l’aristocratico e spregiudicato Marcel Bich. Lui sì, in grado di vendere una biro. Non di inventarla, ma chi se ne importa. 

LADISLAO JOSE BIRO: IL DOODLE DI GOOGLE PER L'INVENTORE DELLA BIRO - Interessante, in ogni caso la decisione di Google di tributare a Ladislao José Biro il proprio doodle nel giorno della sua nascita. Nell’era del digitale, con le tecnologie di riconoscimento vocale, nell’era del copia incolla, del diritto di autore violato, dei nani che furiosamente si arrampicano sulle spalle dei giganti e non si accorgono di essere semplicemente saliti poco più alti di altri nani prima di loro, ecco che irrompe una impronta personale. Vero che la biro viene celebrata come invenzione di massa, ma è anche vero che in mano a chiunque è uno degli strumenti più personali che esistano. La grafia dice della personalità, dei disordini e dello stato d’animo di chi scrive e dalla biro escono solo pezzi unici. Mai due tratti uguali, come invece siamo abituati nell’era della comunicazione di massa. Dove in effetti Google più di tutti ha messo la firma. Non sappiamo se con la penna di Ladislao José Biro, ma di certo con la sua inventiva (e anche con le capacità di marketing e capitali degne un certo barone italiano naturalizzato francese…). Nel doodle di Google a Ladislao José Biro una firma in bello stile con una biro di pregio si anima con un filmato che ne svela il significato, perché fin da bambini, sfido chiunque, il mistero di come funzionasse una biro non è mai stato del tutto risolto…

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