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CHARLIE HEBDO/ Denigrare i morti del terremoto è ancora libertà?

Pubblicazione:sabato 3 settembre 2016

La vignetta di Charlie Hebdo La vignetta di Charlie Hebdo

A ciascuno il suo pensiero, se è tale e non il mero stimolo del muscolo cerebrale formato e pagato per stupire e scioccare per qualche copia in più. Ma la morte tragica di 300 uomini, donne e bambini sotto le pietre e la polvere di Lazio e Marche, che centra? Era forse un attacco al nostro paese, alla legenda che lo iconizza come pasticcione e corrotto e incapace di essere Stato? E' roba vecchia, ci chiamano maccheronì da decenni, i cugini d'Oltralpe. Spaghetti-mafia titolò qualche anno fa un noto settimanale tedesco. Ma sferzate la politica, schiaffeggiate lo Stato, non la sua gente vittima, inerme, oltraggiata. 

Perché quegli uomini feriti, bruciati, ridotti a cumuli di ossa infangati e lesi nella loro dignità da scritte dementi? Un qualunque assessore comunale farebbe ricoprire scritte analoghe dai muri della sua città, una preside neanche severa andrebbe a caccia di graffitari simili nei bagni, e comminerebbe una salutare sospensione. 

Si può sospendere un disegnatore, un direttore, per una vignetta sbagliata? Qui da noi ha perso il posto un professionista cui è scappato il titolo sulle tiratrici cicciottelle, e credo sia esagerato e ingiusto. Ma ai francesi tutto è permesso, ed è questa l'idea di libertà? Per questo l'episodio, in sé trascurabile, trascurabilissimo, vale la riflessione. Non cediamo di un passo sulla nostra identità, sull'orgoglio per la nostra storia e cultura, sulla rabbia per chi la vuol calpestare. Ma quel che difende Charlie Hebdo non è la nostra identità, noi italiani, europei non siamo così. Manco i francesi, lo so. Per qualche fighetto parigino che si diverte con le sofferenze altrui, vale la pena fare una battaglia, farsi rappresentare?



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COMMENTI
03/09/2016 - vignette di Charlie Hebdo (Maria Elena Petrazzini)

Milano, 3 settembre 2016. Bene adesso ci si scandalizza per le vignette di quel giornale orrendo perchè fa satira sui morti del terremoto. Però quando prendeva in giro in modo pesante, osceno e blasfemo i valori dei cattolici o quando faceva satira su persone o altro dell'Islam, ecco che allora era la libertà di satira... Come cambiano le valutazioni se siamo toccati noi o gli altri... Davvero giudizi discordanti: quel giornale è una peste per tutti, non ha rispetto per nessuno ed avrebbero dovuto chiuderlo dopo l'attentato. Non che si possa accettare l'uccisione di persone, ma si può capire che alla fine si sia stufi di essere sbeffeggiati in nome di una libertà, che è solo nelle loro teste bacate... Grazie! Mariele