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Mario Spezi / È morto il cronista del Mostro di Firenze: il sindaco Nardella, “ha lavorato con passione” (news oggi, 9 settembre 2016)

Pubblicazione:venerdì 9 settembre 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 settembre 2016, 17.32

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MARIO SPEZI, È MORTO IL GIORNALISTA CHE SI OCCUPO' DEL MOSTRO DI FIRENZE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 9 SETTEMBRE 2016): IL SINDACO DEL CAPOLUOGO TOSCANO, "HA LAVORATO CON PASSIONE" - Arriva il cordoglio del sindaco del capoluogo toscano per la morte di Mario Spezi, il cronista del Mostro di Firenze. Dario Nardella, come riporta Nove da Firenze, ha infatti dichiarato: “Ci lascia un bravo professionista che ha lavorato per una vita a Firenze e che ha dedicato al suo lavoro passione e dedizione fino all’ultimo. Spezi ha seguito fin dall’inizio il tragico caso del ‘mostro’ di Firenze, da giornalista e poi anche da scrittore”. Il sindaco Nardella ha poi rivolto un pensiero ai familiari di Mario Spezi: “Alla famiglia giungano le condoglianze mie personali e della città”. Mario Spezi è morto nel capoluogo toscano dopo una lunga malattia. Oltre alle inchieste sul Mostro di Firenze, Spezi è stato autore di numerosi romanzi e saggi, tra cui un libro scritto con il giornalista americano Douglas Preston intitolato "Dolci colline di sangue".

MARIO SPEZI, È MORTO IL GIORNALISTA CHE SI OCCUPO' DEL MOSTRO DI FIRENZE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 9 SETTEMBRE 2016) - E' morto oggi Mario Spezi, il giornalista autore delle inchieste sul Mostro di Firenze. Spezi aveva 71 anni e si è spento nel capoluogo toscano. Era nato a Sant'Angelo in Vado, in provincia di Pesaro-Urbino ma la sua carriera si è svolta a Firenze. Mario Spezi è stato cronista di giudiziaria e poi delle pagine culturali del quotidiano La Nazione dal 1975. Si è occupato a lungo del caso del Mostro di Firenze, gli otto duplici omicidi avvenuti nelle campagne del capoluogo toscano tra il 1968 e il 1985. Più recentemente Mario Spezi si è occupato dell'omicidio di Meredith Kercher. Proprio per le sue inchieste sul Mostro di Firenze è stato anche in carcere per 23 giorni nel 2006, un momento della vita del giornalista che il suo storico avvocato Alessandro Traversi ricorda così su La Repubblica: "Un arresto vergognoso, tutte le accuse si sono sempre sciolte come neve al sole, temo però che quella drammatica esperienza in carcere sia stata deleteria per la sua salute".



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