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DANIELA ROVERI / News, i dettagli sulla ferita frenerebbero l'ipotesi del serial killer (Quarto Grado, oggi 13 gennaio 2017)

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Daniela Roveri  Daniela Roveri

DANIELA ROVERI NEWS, CADE DEFINITIVAMENTE L'IPOTESI DEL SERIAL KILLER? (QUARTO GRADO, OGGI 13 GENNAIO 2017) - Le indagini sul giallo che ruota attorno al delitto di Daniela Roveri proseguono spedite e secondo le ultime novità rese note dal quotidiano online L'Eco di Bergamo, alcuni dettagli relativi alla dinamica di questo omicidio e di quello di Gianna Del Gaudio escluderebbe l'ipotesi del serial killer. Gli esami e i confronti tra i medici legali che hanno eseguito l'autopsia sui corpi delle due donne uccise in circostanze simili e a distanza di pochi mesi l'una dall'altra, sarebbero ancora in corso. Tuttavia, secondo le indiscrezioni emerse dalle indagini sull'omicidio di Daniela Roveri, pare che la coltellata sferrata dal suo assassino avrebbe una traiettoria inusuale. Il fendente sarebbe stato realizzato da un destrorso il quale avrebbe aggredito la manager 48enne alle spalle. Il taglio sarebbe stato inflitto da destra verso sinistra e non viceversa. Una manovra inedita in merito alla quale non è chiaro se sia il frutto di un addestramento o la conseguenza di una circostanza fortuita. I dettagli che emergeranno dalla ferita inferta potrebbero definitivamente frenare l'ipotesi del serial killer.

DANIELA ROVERI NEWS, IL RACCONTO DEL VICINO DI CASA CHE SCOPRÌ PER PRIMO IL CORPO (QUARTO GRADO, OGGI 13 GENNAIO 2017) - E' un giallo ancora senza una soluzione, quello di Daniela Roveri, la manager 48enne uccisa lo scorso 20 dicembre nell'androne del palazzo dove abitava con la madre. E' qui che il suo cadavere è stato ritrovato, davanti all'ascensore, esattamente da un vicino di casa. Quest'ultimo è stato intervistato ieri dalla trasmissione Chi l'ha visto 12.25, ripercorrendo quanto da lui visto e avanzando alcune inquietanti ipotesi. A sua detta, l'assassino di Daniela Roveri avrebbe potuto tranquillamente attenderla davanti all'androne senza farsi notare. Ha dichiarato il vicino, il quale si sarebbe accorto del corpo alle 21 del 20 dicembre scorso: "Ho visto questo corpo steso e mi sono spaventato, son risalito e ho avvisato... Son risceso per constatare la gravità". La visibilità, a sua detta, era limitata al punto da essere riuscito a scrutare solo la faccia della vittima, della quale ricorda alcuni particolari indelebili: "occhi sbarrati, bocca spalancata, testa reclinata come se guardasse le porte dell'ascensore". "Un momento prima di uscire, all'interno dell'appartamento mio figlio ha sentito come un po' di rumori abbastanza forti ma nessun urlo", ha poi aggiunto. Il rumore era simile a un tonfo, come se il corpo fosse finito contro la porta dell'ascensore. La donna ha avuto una colluttazione con il suo assassino? E' possibile che abbia atteso nell'androne? "Ci sono tante possibilità, secondo me era già all'interno, credo non sia entrato dalla porta principale, se ne sarebbe accorto. Secondo me è un'esecuzione su commissione, non penso che la signora abbia avuto conoscenze di quel genere perché bisogna essere un professionista, uno che sapeva il fatto suo", ha infine chiosato il vicino.

DANIELA ROVERI NEWS, PARLA IL PROCURATORE CAPO DI BERGAMO: NESSUN SERIAL KILLER, GIALLO INTRICATO E ASSENZA DI MOVENTE (QUARTO GRADO, OGGI 13 GENNAIO 2017) - La trasmissione Quarto Grado riparte con la prima puntata del nuovo anno, ricca come sempre di approfondimenti e novità sui casi di cronaca. A distanza di oltre tre settimane dall’inizio del giallo sull’omicidio di Daniela Roveri, la manager 48enne di Colognola, Bergamo, gli inquirenti hanno continuato a scandagliare la sua vita privata senza tuttavia trovare alcuna ombra sospetta. E’ questo uno dei gialli al centro del nuovo appuntamento di stasera che farà luce sull’ultima novità relativa al capello trovato tra le mani della vittima ed ora sottoposto ai dovuti accertamenti. Si sa che si tratta di un capello maschile, corto e dotato di bulbo, motivo per il quale lascia ben sperare gli inquirenti poiché da esso potrebbe essere ricavato il Dna, forse appartenente all’assassino. All’appello mancherebbero invece la borsa e il cellulare di Daniela, un iPhone 6 rimasto acceso per un giorno e mezzo dopo il suo omicidio. Per tutto questo tempo il telefonino avrebbe agganciato la cella di un ripetitore distante solo 500 metri dalla sua abitazione a Colognola. Il giallo sul delitto violento di Daniela Roveri, si colloca a distanza di soli quattro mesi da un altro misterioso assassinio, quello di Gianna Del Gaudio. Le modalità di uccisione, la zona e le vittime avrebbero molto in comune, ma la procura ha smentito con forza l’ipotesi di un serial killer a piede libero, secondo quanto invece diffuso di recente da alcuni organi di stampa, alla luce delle inevitabili somiglianze tra i due casi. A tal proposito, la trasmissione Chi l’ha visto, nella puntata in daytime trasmessa ieri, ha raccolto le dichiarazioni del procuratore capo di Bergamo, Walter Mapelli. “Non credo che ci sia un serial killer a Bergamo. Non c'è nessuna evidenzia di un serial killer in città”, ha chiarito il procuratore ai microfoni del programma di Rai 3. Tuttavia, alla luce delle somiglianze riscontrate nei due casi di cronaca sopra citati, si è reso necessario un confronto tra i medici legali che si sono occupati delle autopsie delle due vittime. Tale confronto, a detta di Mapelli, aiuterebbe a sgomberare definitivamente il campo dall'ipotesi di un serial killer. Il caso di Daniela Roveri, tuttavia, resta ad oggi avvolto nel mistero: “Le piste sono tutte aperte, noi stiamo verificando sia l'ambiente professionale che quello familiare e al momento dal punto di vista della ricostruzione dei rapporti affettivi e familiari della signora Roveri non emergono elementi concludenti", ha chiarito il procuratore capo. Il giallo appare ancora più intricato poiché la vittima 48enne aveva una vita regolare, un buon lavoro, poche amicizie ed era molto riservata. La violenza con la quale è stata uccisa, tuttavia, racconterebbe un’altra storia, condita da un profondo quanto ingiustificato odio nei confronti della manager d’azienda. “E’ una persona perbene con una vita regolare e sotto questo profilo è difficile da individuare ambiti o moventi”, ha commentato in merito Mapelli. Sul reperto attualmente al vaglio della Scientifica e relativo al capello ritrovato, il procuratore lo ha definito un elemento importante, ma occorre attendere i risultati delle analisi del reparto di investigazione per ulteriori congetture al riguardo. Infine, alla domanda se dietro l’assassino di Daniela Roveri possa esserci la mano di un professionista, il procuratore capo di Bergamo si è limitato a dichiarare: “Questo non sta a me dirlo, aspettiamo anche qui indicazioni specifiche del medico legale".

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