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Cronaca

Meningite / News, Brescia: bimba 5 anni morta dopo dimissioni, indagato medico (ultime notizie oggi, 13 gennaio 2017)

Meningite, ultime notizie e casi di oggi 13 gennaio 2017: Torino, ricoverato bambino di 10 anni di Novara. Profilassi scattata per compagni di scuola e famigliari. Consigli ministero Salute

Allarme meningite (LaPresse)Allarme meningite (LaPresse)

E' indagato il medico che ha dimesso la bambina di 5 anni poi morta per meningite. La tragedia è avvenuta all’ospedale Civile di Brescia. La bambina, di origini pakistane è morta a causa di una meningoencefalite da Pneumococco: era arrivata all'ospedale, come riferisce il Corriere della Sera, da Inzino con la sua famiglia con febbre alta e dissenteria il 7 gennaio, poi era stata dimessa. Il giorno seguente, l'8 gennaio, la bimba è tornata all'ospedale di Brescia ed è morta dopo due giorni di ricovero. Ora però il medico del pronto soccorso pediatrico che la notte dello scorso 7 gennaio ha dimesso la bambina dall'ospedale è stato iscritto nel registro degli indagati. Nei suoi confronti è stata formulata l'accusa di omicidio colposo. E' stata inoltre sequestrata la cartella clinica. Il prossimo 17 gennaio è prevista l’autopsia sul corpo della bimba. Dall'ospedale di Brescia è stato specificato che "le meningoencefaliti e le sepsi da Pneumococco si presentano in forma sporadica e non sono diffusive" quindi non sarebbe indicata alcuna profilassi come invece succede per le altre meningiti da meningococco.

La paura per la meningite sta facendo correre molti italiani verso la vaccinazione. A Genova, come riporta il Secolo XIX, molti cittadini si sono presentati davanti agli sportelli degli ambulatori della Asl 3. Per quanto riguarda la meningite la Regione ha programmato di offrire un vaccino gratuito del meningocco di tipo C a 4300 ragazzi che vivono sul territorio della Asl 3 e che stanno per compiere 18 anni: questi ragazzi, spiega Alessandra Robotti, direttore della struttura complessa di Igiene e Sanità pubblica della Asl 3, potranno vaccinarsi da febbraio. Intanto a Novara è ancora ricoverato il bambino di 10 anni che è stato ricoverato lo scorso mercoledì sera all'ospedale Regina Margherita per una meningite da meningococco: il piccolo è ancora sotto osservazione anche se le sue condizioni di salute non sarebbero gravi. Il bambino sta reagendo alle cure, fanno sapere dall'ospedale, ed è sotto osservazione.

Resta difficile comprender quanti dei tanti casi di meningite siano realmente tali o se spesso si rimanga preda dell’ansia o psicosi da contagio: sta di fatto che dal Ministero della Salute e dalli asp regionali coinvolte nelle ricerche e distribuzioni dei vaccini arriva sempre un coro unanime, “non siamo in emergenza, i dati dei casi di meningiti sono in linea con quelli degli anni scorsi”. Intanto però in Piemonte pare essere scoppiato un nuovo caso di infezione da meningicocco: nella serata di ieri un bambino di 10 anni originario di Novara è stato ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino perché colpito da meningite, anche se ancora non si è in possesso dei dettagli sul ceppo specifico del virus. Il bimbo era arrivato all'ospedale di Borgomanero con febbre alta e, dopo la diagnosi della meningite, è stato trasferito a Torino; intanto, come riporta il responsabile della struttura di igiene pubblica dell’Asl di Novara Aniello Esposito, «Abbiamo già effettuato la profilassi su tutte le persone venute in stretto contatto con il bimbo, ovvero famigliari e compagni di classe. Domani (oggi, ndr.) sarò a Maggiora dove, su invito del sindaco, spiegherò alla popolazione che non c'è alcun allarme, che ogni anno ci sono casi di meningite e che non c'è stata nessuna recrudescenza». Resta da capire tempi e modi degli ulteriori esami, oltre ovviamente alle condizioni di salute del piccolo di dieci anni, con la speranza che il virus posa essere attaccato e sconfitto immediatamente.

Sul fronte della lotta alla meningite, detto che non si tratta di emergenza nazionale visto che i dati sono perfettamente nella norma degli scorsi anni, è intervenuto in questi giorni il direttore generale della Prevenzione saniate del Ministero della Salute. Lo ha fatto all’agenzia Sir riportando l’unico vero allarme presente in questi mesi sul fronte meningite: «La meningite nel nostro Paese c’è sempre stata, i dati sono stabili. Non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica a livello nazionale tuttavia c’è una particolare circolazione del meningococco C in Toscana. Il vero problema è la copertura vaccinale dei soggetti a rischio: uno degli obiettivi del nuovo piano di prevenzione fino al 2019 entra in vigore con i nuovi Livelli essenziali di assistenza e consentirà alle Regioni di unificare i diversi calendari regionali e migliorare le coperture rendendo gratuita in tutta Italia la vaccinazione contro la meningite».

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