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Cronaca

TERZA GUERRA MONDIALE/ Corea del Nord, la Cina esorta Trump a riprendere i negoziati

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 12 ottobre 2017: il ministro degli Esteri di Pyongyang si augura che gli Usa vengano puniti con una pioggia di fuoco

Terza Guerra Mondiale, Kim Jong-un (LaPresse)Terza Guerra Mondiale, Kim Jong-un (LaPresse)

TERZA GUERRA MONDIALE. Secondo quanto riportato dall’Asian Business Daily il regime della Corea del Nord è pronta a sparare nuovo test missilistico nei prossimi giorni, alimentando il fuoco della terza guerra mondiale che, con gli Usa di Trump sempre più intenzionati a reprimere, non promette nulla di buono per la situazione internazionale dei prossimi mesi. Nello specifico, il governo di Kim Jong-un starebbe pensando di effettuare lancio multiplo di razzi a corto raggio in vista del prossimo 19esimo congresso del Partito Comunista Cinese, dunque il 18 ottobre 2017. Il quotidiano cita alcuni militari statunitensi e sudcoreani che avrebbero rilevato il trasporto di 30 razzi Scud da Hwangju, a sud di Pyongyang, all'impianto di manutenzione di Nampo, sulla costa occidentale: secondo lo stesso network sudcoreano, in questo modo le provocazioni di Kim andrebbero ancora una volta oltre il limite per far vedere agli Usa che non si scherza e che le testate nucleari ci sono e possono entrare in azione. Solo propaganda? 

I TIMORI DELLA CINA E IL RECENTE SONDAGGIO TRA GLI AMERICANI

Il discorso di Donald Trump all’ultima assemblea generale dell’ONU e i venti di guerra che soffiano attorno alla macchina bellica a stelle e strisce (con la ripresa delle esercitazioni militari) ha riacceso il dibattito non solo negli Stati Uniti ma anche in Cina. Infatti, in un editoriale pubblicato dal Quotidiano del Popolo, si ammonisce l’amministrazione che fa capo al magnate originario di New York a non sottovalutare la minaccia della Corea del Nord e, citando alcuni alti ufficiali dell’esercito cinese, si parla di pressioni continue nelle ultime ore da parte di Pechino per riprendere la strade del dialogo. Dal canto suo, anche il portavoce del Ministro degli Esteri cinese ha sollecitato che le due parti in causa riprendano i negoziati condotti sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ad ogni modo, pare che anche vaste fasce dell’elettorato repubblicano non approvino “in toto” la linea dura sposata dal Presidente americano: nelle ultime ore sono stati diffusi diversi sondaggi e in particolare uno, realizzato dalla Chapman University di Orange (California), mostra come un campione significativo di intervistati tema che davvero la Corea del Nord possa ricorrere all’uso di armi atomiche al termine dell’escalation di provocazioni tra la Casa Bianca e il regime guidato da Kim Jong-un. Infatti, nel sondaggio che -per inciso- mirava a indagare il modo in cui alcuni cittadini americani si rapportassero a 80 diversi tipi di paure, è emerso che circa il 48 per cento degli intervistati ritiene concreta l’ipotesi di poter esser coinvolto in una Terza Guerra Mondiale, mentre il 41 per cento teme in particolare l’evenienza di un attacco nucleare diretto proprio contro gli Stati Uniti. (agg. di R. G. Flore)

RUSSIA, “PORTAEREI USA VICINO ALLA NORD COREA”

La Russia “denuncia” alcune manovre “pericolose” degli Usa a pochi giorni da quella che purtroppo potrebbe essere l’inizio di una guerra mondiale (per scoprire se sarà la terza bisognerà attendere lo sviluppo degli eventi inquietanti). Secondo il ministero degli Esteri del Cremlino, una portaerei della Marina Usa - la Ronald Reagan - è di nuovo in fase di avvicinamento ai confini della Corea del Nord e potrebbe di nuovo passare come una provocazione e un avvertimento contro il regime nordcoreano. «Alle coste nordcoreane si avvicinano le navi americane con a capo la Ronald Reagan e cominciano a navigare nei dintorni, si rischia la provocazione. La situazione è molto pericolosa, ci ha molto preoccupato, anche perché noi confiniamo con la Corea del Nord. Abbiamo parlato con gli americani più volte, chiedendo loro di risolvere il problema esclusivamente con mezzi politico-diplomatici. Crediamo che si può sempre negoziare sulla base delle reciprocità, per evitare uno sviluppo catastrofico», spiega Gregory Borisenko (direttore del dipartimento Nord America agli Esteri russi) in una intervista a Ria Novosti. 

PYONGYANG, “SUGLI USA PIOGGIA DI FUOCO”

Ormai è difficile anche chiamarla “l’ultima” minaccia della Corea del Nord: piuttosto dovremo chiamarla “nuova”, o “l’ennesima”: il risultato non cambia, la terza guerra mondiale non è così lontana come si potrebbe pensare, al netto delle accuse di mera propaganda che tutti gli attori protagonisti della Crisi sul Pacifico stanno rilasciando da qualche mese a questa parte. Sentite il ministro degli Esteri di Pyongyang ieri impegnato in un colloquio con la Tass a Mosca - sì, quella Russia che finora è l’unica a cercare un dialogo e una modalità di accordo anche economico con il regime di Kim -: «Donald Trump con il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu ha acceso la miccia nella penisola coreana e il popolo della Corea del Nord ora desidera che gli Usa vengano puniti con una pioggia di fuoco», la stessa figura utilizzata anche dal dittatore comunista qualche giorno fa davanti al partito convocato in plenaria. Secondo il ministro Ri Yong-ho, «il giro di vite sanzionatorio equivale a un atto di guerra e aggressione e il programma nucleare rappresenta per il paese una garanzia di pace». Il rischio fortissimo che le minacce di Trump si uniscano a quelle incrociate da tempo di Kim è sempre più alto, con la Cina che rimane attore silenzioso e inoperoso gravemente e con Putin che da solo non riesce a combinare nulla per fermare il programma nucleare di Pyongyang: il tutto tra l’altro mentre due bombardieri strategici B-1B provenienti dalla base militare Usa nel Pacifico di Guam sono entrati la scorsa notte nella zona di identificazione aerea di Difesa della Corea del Sud, e hanno compiuto due simulazioni di sgancio di missili assieme a due caccia F-15K sud-coreani. Il vento di guerra mondiale soffia forte: ci sarà qualcuno disposto a fermarlo per davvero?

IL COLONNELLO DELL'ESERCITO USA: "SIAMO TRANQUILLI"

Il furto o, presunto tale, di documenti riservati lungo l'asse Corea del Sud-U.S.A. non preoccupa affatto gli Stati Uniti d'America. Nonostante la fuga di notizie abbia spaventato seriamente tutto il mondo, l'entourage di Trump non mostra segni di debolezza e appare granitico e sicuro di sé. Secondo il sito internet agenzianova.com, il colonnello dell'Esercito Rob Manning avrebbe rasserenato l'ambiente asserendo di 'essere tranquilli sulla sicurezza dei piani operativi targati U.S.A. e riguardo alla capacità di fronteggiare ogni minaccia proveniente dal regime di Pyongyang". Il portavoce del Pentagono ha poi glissato sulla fuga di notizie, minimizzando il tutto come una 'questione relativa alla sola intelligence". Manning, inoltre, si è espresso favorevolmente sul rapporto tra Stati Uniti d'America e Corea del Sud che, alla luce di queste ultime notizie, sarebbe potuta saltare; niente di tutto ciò. Il colonnello dell'Esercito americano ci ha tenuto a rafforzare l'alleanza U.S.A.-Corea del Sud sul fronte dell' 'impegno congiunto a mantenere la sicurezza e la riservatezza su questioni riservate '. (agg. Francesco Agostini)

PARLA STEVE BANNON

Terza guerra mondiale, tra nuove provocazioni e tentativi di riconciliazione. Corea del Nord e Stati Uniti d'America continuano i litigi a distanza, con gli States protagonisti nella notte di una simulazione di attacco aria-terra. Clima di tensione, tra chi auspica un compromesso tra le parti e le continua punzecchiature tra Donald Trump e il dittatore Kim Jong Un. L'obiettivo è quello di trovare una soluzione ed è arrivato anche il commento di Steve Bannon, stratega del presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio al 18 agosto 2017. Intervistato in esclusiva da Matrix, programma condotto da Nicola Porro in onda su Canale Cinque, Steve Bannon ha commentato così la situazione: "Strategia per la Corea del Nord? Credo che la soluzione della Corea del Nord sia la Cina: tutte le chiacchiere sulle testate nucleari sono chiacchiere - il commento del giornalista, politico e cineasta statunitense - so che tutti cercano di fare strategie per evitare questo coinvolgimento". (Agg. Massimo Balsamo)

PARLA ANTONIO RAZZI, IL MEDIATORE

Clima di alta tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti d'America, clima da terza guerra mondiale. L'auspicio è quello di trovare un compromesso tra le parti e c'è chi si candida in Italia: parliamo del senatore Antonio Razzi, membro di Forza Italia. Intervenuto a Coffee Break, su La 7, Razzi ha commentato così: “Penso di essere l’unico occidentale che ha parlato con il maresciallo Kim Jong Un. Ci vuole un mandato di governo, posso andarci anche a titolo personale ma servirebbe un mandato. Non mi credono? Un po’ pensano che dico storie impossibili, ma non è così: anche Matteo Salvini, che è venuto con me, ha visto come mi trattano. Ho parlato con Kim, che ora è il capo, e ho riscontrato questa sua apertura". E il senatore proverà a mediare tra le parti: "Ho mandato una lettera al presidente Trump, sarei disposto ad aiutarlo a trattare con Kim Jong Un. Kim, tramite l’ambasciatore, mi ha mandato una lettera e mi ha detto che non ha accettato le parole di Trump alle Nazioni Unite. Si devono sedere a tavolino, fare muro contro muro non porta a nulla di buono”. (Agg. Massimo Balsamo)

USA SIMULANO ATTACCO ARIA-TERRA

La crisi tra Corea del Nord e Stati Uniti d'America continua, lo scenario di una possibile Terza guerra mondiale non è più così remoto. Dopo le continue provocazioni di Kim Jong Un, dittatore nordcoreano, gli USA hanno deciso di rispondere. Secondo quanto riferisce il comando di stato maggiore congiuntodi Seul, due bombardieri americani strategici B-1B hanno volato nella notte con i jet di Seul nei cieli della penisola coreana. L’ultima prova di forza dunque nei confronti della Corea del Nord: i bombardieri sono partiti ieri da Guam, isola nell'oceano Pacifico occidentale, e sono entrati nella zona di identificazione di difesa aerea coreana (Kadiz) intorno alle ore 20.50 locali, le ore 13.50 italiane come sottolinea Rai News. I caccia americani hanno simulato un attacco aria-terra sul Mare del Giappone con due jet militari sudcoreani, per poi volare via tagliando la penisola. Dopo l'attacco hacker dei nordcoreani nei confronti di Seul, ecco l'esercitazione delle forze militari di Donald Trump... (Agg. Massimo Balsamo)

TERZA GUERRA MONDIALE. La notizia arriva direttamente dalla Sud Corea e riguarda un punto decisivo per le sorti della terza guerra mondiale, per ora per fortuna solo ipotetica, tra Usa, Corea del Nord e super potenze internazionali: «Hacker nordcoreani sono riusciti a violare la rete intranet delle forze armate sudcoreane e a sottrarre 235 gigabyte di documenti militari classificati, fra cui il Piano operativo 5015 elaborato da Seul insieme a Washington come risposta in caso di guerra, dettagli delle esercitazioni congiunte Usa-Corea del Sud in programma ogni anno nella regione e informazioni su siti militari cruciali e centrali elettriche». Lo scrive il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando il deputato del Partito democratico Rhee Cheol-Hee, rimbalzato poi sulle agenzie mondiali nelle ore in cui si attende purtroppo da un momento all’altro un nuovo test missilistico contro gli Stati Uniti. Nello specifico, quel piano violato ai servizi di sicurezza sudcoreani sarebbe il temuto e chiacchierato annientamento di Kim Jong-un, ovvero la sua eliminazione qualora il livello dello scontro mondiale divenisse incontrollabile. Come scrive il ministero della Difesa sudcoreano, vanno ancora identificati l’80 per cento dei documenti sottratti: «Seul ritiene che la Corea del Nord disponga di 6.800 specialisti di cyber attacchi». Il timore per le prossime settimane è altissimo con i venti di guerra che spirano tra le allusioni di Trump e le minacce di Kim Jong-un: il dialogo tentato da Russia e Sud Corea - imbarazzante il silenzio della Cina - per ora non sortisce gli effetti per nulla sperati.

CONSIGLIO UE, “NUOVE MISURE RESTRITTIVE A PYONGYANG”

La terza guerra mondiale e la possibili crisi nucleare: l’Europa vuole “entrare” nelle decisioni, prendendo ovviamente le parti di Onu e Usa, e si pone nell’unica maniera ad oggi in mano al Vecchio Continente, le sanzioni economiche. Secondo quanto sancito oggi dal Consiglio dell’Unione Europea, sono pronte a breve nuove misure restrittive nei confronti della Corea del Nord in linea con l’ultima risoluzione Onu per la crisi nel Pacifico. «Il Consiglio ha ulteriormente rafforzato le sue misure restrittive nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK), recependo le sanzioni settoriali imposte dalla risoluzione 2375 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (2017). Questa risoluzione è stata adottata l'11 settembre 2017 in risposta alle attività di sviluppo delle armi nucleari e dei missili balistici in corso nella Corea del Nord in violazione e flagrante inosservanza delle precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», si legge nel comunicato rilasciato dal Consiglio Ue in linea con la decisione delle Nazioni Unite.

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