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Cronaca

COMANDANTE ISIS ARRESTATO A SOFIA/ Video, produceva e distribuiva illegalmente tabacco: la maxi operazione

Comandante Isis arrestato a Sofia: era a capo di una organizzazione criminale che usava come copertura e fonte di finanziamento e che produceva illegalmente tabacco.

Comandante Isis arrestato a Sofia (da Video)Comandante Isis arrestato a Sofia (da Video)

Lo scorso 29 settembre, un cittadino bulgaro di origine siriana legato all'Isis è stato arrestato nell'ambito di un'operazione speciale che si è compiuta a Sofia. A darne notizia solo oggi è l'agenzia di stampa della Capitale bulgara Novinite che ha spiegato come due uomini e una donna siano attualmente in carcere con le accuse di produzione e distribuzione illegali di tabacco per narghilè e terrorismo. Stando a quanto emerso dai servizi, il capo del gruppo si sarebbe trasferito in Bulgaria dove nel 2008 avrebbe assunto la cittadinanza. Cinque anni più tardi sarebbe entrato nell'Isis in Siria partecipando attivamente ad operazioni di combattimento e svolgendo funzioni manageriali. A conferma di ciò, un documento che è stato reso pubblico, ritenuto autentico, e dal quale trapelano le informazioni dell'organizzazione, secondo il quale aveva il diritto di muoversi liberamente nella zona di combattimento. Nel 2016 aveva quindi in Bulgaria e qui, senza mai interrompere i suoi rapporti con l'Isis, aveva realizzato un gruppo criminale atto alla produzione illegale ed alla distribuzione di tabacco per narghilè.

PRINCIPALE FONTE DI FINANZIAMENTO PER IL JIHADISTA

La produzione di tabacco e la predisposizione alla vendita, stando alle indagini compiute, avveniva all'interno di una stanza nel popolare Wagon-Restaurant di Sofia, in assenza delle condizioni igienico-sanitarie. Il tabacco veniva quindi trattato con diverse sostanze chimiche e poi acquistato da produttori del Paese, quindi venduto in tutta la Capitale. Alle dipendenze del comandante dell'Isis, diversi lavoratori impiegati a nero che si occupavano del confezionamento in varie forme, predisposte poi alla vendita anche all'estero. Secondo le indagini, venivano venduti circa 300-500 kg al giorno tra la Bulgaria, i Paesi Bassi, la Germania e la Francia. Tale attività, in realtà, serviva come copertura nonché come principale fonte di finanziamento per il jihadista. Al momento però, a parte le immagini pubblicate e relative alla produzione illegale di tabacco, il portavoce del procuratore generale Rumyana Arnaudova, ha ammesso di non poter aggiungere altro. Al tempo stesso, si è fortemente rifiutato di fornire ulteriori dettagli anche in merito al comandante Isis arrestato.

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