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Cronaca

“HA ABUSATO DI MIO FIGLIO DISABILE, MA RESTA LIBERO”/ Cuneo, ira della famiglia dopo condanna beffa (Le Iene)

“Ha abusato di mio figlio disabile, ma resta libero”. A Le Iene Show la richiesta di giustizia di una famiglia dopo che l'orco ha patteggiato 22 mesi e non dovrà neppure andare in carcere

“Ha abusato di mio figlio disabile, ma resta libero”: il caso a Le Iene“Ha abusato di mio figlio disabile, ma resta libero”: il caso a Le Iene

Ieri la famiglia del ragazzo disabile abusato dall'amico di famiglia ha incontrato il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo. La procura generale ha già annunciato nel frattempo che presenterà ricorso in Cassazione contro la sentenza del Tribunale di Cuneo. Il padre adottivo del ragazzo, che era riuscito a filmarlo mentre ammetteva le sue colpe, è rimasto deluso dalla sentenza di condanna a 22 mesi. «Quell'uomo non si farà nemmeno un giorno di carcere e oltretutto è libero di girare dove vuole e quindi di incontrare nostro figlio, anche sotto casa», ha dichiarato alla Stampa. Inoltre, il risarcimento, ritenuto congruo dai giudici, ammonta a circa 5mila euro. «Un'ulteriore beffa in tutta questa vicenda», ha spiegato il padre della vittima. L'incontro di ieri mattina ha ridato speranza alla famiglia: «Siamo grati per l'interessamento da parte del procuratore e speriamo ancora di poter ottenere giustizia per nostro figlio». (agg. di Silvana Palazzo)

LE IENE SUL CASO DI CUNEO: ORCO PATTEGGIA 22 MESI

Una storia di abusi sessuali verrà raccontata da Nina Palmieri oggi, martedì 14 novembre 2017, nella nuova puntata de Le Iene Show. È quella di un ragazzo autistico e disabile al 100% che ha subito abusi sessuali da parte del migliore amico del padre. Il processo si è concluso qualche settimana fa con una condanna che per la famiglia del 22enne sa di beffa, perché il Tribunale di Cuneo ha accolto la richiesta di patteggiamento dell'uomo, applicando tutte le attenuanti del caso e fissando la pena a 22 mesi di carcere, che però l'uomo non sconterà mai, stando a quanto raccontato dal padre. Eppure le prove nei confronti dell'ex pasticcere di 60 anni della provincia di Cuneo sono schiaccianti: ci sono infatti le videoregistrazioni raccolte dal padre della vittima. Per anni ha abusato sessualmente del ragazzo, che per i medici avrebbe un'età mentale di un bambino di appena 6 anni, anziché occuparsi di lui, visto che i genitori del giovane lo avevano affidato a lui per qualche ora al giorno perché erano impegnati al lavoro. Non dovrà scontare neppure un giorno di carcere e, come riportato dal Corriere della Sera, se la cava con un risarcimento di appena cinquemila euro.

RAGAZZO AUTISTICO ABUSATO DA AMICO DI FAMIGLIA

I genitori adottivi del ragazzo sono sconvolti per la decisione del Tribunale di Cuneo: «È lecito chiedersi a questo punto se valgano di più i diritti di un predatore sessuale o quelli di un ragazzo autistico disabile mentale e purtroppo la risposta appare scontata», il commento riportato dal Corriere della Sera del padre della vittima di violenze. L'uomo che doveva accudire il ragazzo quando i genitori erano fuori casa ha approfittato della loro fiducia per abusarne. Ora i genitori sono turbati per come è stato seguito il caso: «Le pm Chiara Canepa e Carla Longo della Procura di Cuneo hanno praticamente concordato con l'imputato la pena e dato il benestare al patteggiamento. Quest'uomo non farà nemmeno un giorno di carcere. Ma i danni che ha creato a nostro figlio dureranno tutta la vita. Ora il suo carnefice è libero, senza nemmeno il divieto di avvicinarsi». Già, non è stato nemmeno deciso di vietargli di avvicinarsi al ragazzo. Perché la magistratura non ne ha ordinato l'arresto? Perché non è stata decisa alcuna misura, neppure gli arresti domiciliari? Sono queste le domande che si fanno i genitori del 22enne. Il giudice Alberto Boetti ha ridotto la pena per violenza sessuale, partendo dalla pena minima di 5 anni e poi applicando tutte le attenuanti, quindi la pena concordata è scesa a 22 mesi. Ma il padre della vittima non vuole affatto darsi per vinto: ha scritto al procuratore capo di Torino Armando Spataro chiedendogli di intervenire, nella speranza che scatti anche un'ispezione del ministero.

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