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ALBERTO BIGIOGGERO / Super testimone caso Uva uccide il padre: coltellata al culmine di una lite? (Oggi, 16 febbraio 2017)

Pubblicazione:giovedì 16 febbraio 2017

Immagini di repertorio (Foto: LaPresse) Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)

ALBERTO BIGIOGGERO, SUPER TESTIMONE CASO UVA UCCIDE IL PADRE: COLTELLATA AL CULMINE DI UNA LITE? (OGGI, 16 FEBBRAIO 2017)Alberto Bigioggero, il super testimone del caso Uva, ieri ha ucciso suo padre con una coltellata. L'omicidio potrebbe essere avvenuto al culmine di una lite: alle 19 circa l'uomo ha sferrato un fendente all'addome del padre, Ferruccio Bigioggero. La Polizia di Stato di Varese lo ha arrestato dopo essere intervenuta nell'appartamento di viale dei Mille, dove l'uomo viveva con i genitori, e poi lo ha condotto in Questura. La madre di Alberto Bigioggero, presente in quel momento nell'appartamento, ha chiamato i soccorsi, che però sono intervenuti quando il 78enne era già morto. La dinamica dell'episodio verrà accertata dalla Squadra mobile. Stenta a crederci Lucia Uva, sorella di Giuseppe: «In questo periodo Alberto era tranquillo, mi ha mandato un messaggio ieri invitandomi a teatro, al suo spettacolo, perché stava studiando recitazione. Aveva smesso di bere e di assumere droghe» ha dichiarato, come riportato dall'Ansa. 

ALBERTO BIGIOGGERO, SUPER TESTIMONE CASO UVA UCCIDE IL PADRE: IL PROCESSO PER LA MORTE DELL'AMICO (OGGI, 16 FEBBRAIO 2017) - Alberto Bigioggero nel 2007 fu fermato dai carabinieri con Giuseppe Uva la notte del 14 giugno 2008 mentre spostavano alcune transenne nel centro di Varese. È poi diventato testimone nel processo per la morte dell'amico: sosteneva di aver sentito l'amico urlare e chiedere aiuto in caserma. Questa testimonianza è stata fornita nel processo a carico dei carabinieri e poliziotti accusati di omicidio preterintenzionale, che poi sono stati assolti dalla Corte d'Assise di Varese. Durante il processo Uva, però, emerse come Alberto Bigioggero avesse una personalità borderline e abusasse di alcol e stupefacenti. Il pm Daniela Borgonovo, che aveva chiesto l'assoluzione, lo definì non attendibile perché aveva «prima affermato una cosa e poi un'altra» e che, oltre a essere tossicodipendente, «quella sera era completamente ubriaco». Il pm disse che non ricordava neppure il contenuto della denuncia che aveva presentato.



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