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Cronaca

DIVORZIO NEGATO/ Il giudice: incompatibilità dopo 39 anni? Solo lamentele da mogli

Divorzio negato a 66enne: scoppia il caso in Gran Bretagna dopo che un giudice ha respinto la richiesta di una donna bollandola come “lamentele da mogli” (oggi, 16 febbraio 2017) 

Londra (Foto LaPresse)Londra (Foto LaPresse)

Una donna di 66 anni che aveva chiesto di divorziare dal marito si è vista negare dal giudice la richiesta di divorzio. Il caso, come riporta Il Messaggero, è scoppiato in Gran Bretagna. La richiesta di divorzio è stata fatta dopo 39 anni di matrimonio: la donna si chiama Tini Owens e ha affermato di essere "disperatamente infelice" e di sperare di avere una vita migliore almeno per "qualche altro anno". Tini è sposata con Hugh Owens che ha 78 anni. Contro la sentenza di primo grado la donna ha fatto ricorso in appello: le udienze si sono appena concluse e la 66enne è in attesa di un nuovo verdetto che è previsto a giorni. Intanto è valida la decisione del giudice che le ha negato il divorzio. Secondo il giudice Robin Tolson le ragioni presentate dalla donna per ottenere lo scioglimento del matrimonio non rifletterebbero "una reale e insanabile incompatibilità di coppia", ma si tratterebbe di lamentele "del tipo che ci si può aspettare in ogni matrimonio" dopo molti anni di convivenza. Secondo la Bbc la decisione è "estremamente insolita" per la giustizia britannica.

Dopo la decisione del giudice di non concedere il divorzio alla 66enne sono scoppiate le polemiche in Gran Bretagna. La corte che ha deciso sul caso, riferisce la Bbc, si è sentita dire che il matrimonio era ormai rotto ma il signor Hugh Owens non era d'accordo con la moglie e ha sostenuto che la coppia avesse ancora un "po' di anni" da godersi. Nonostante la signora Tini Owens, come è stato riferito ai giudici, avesse avuto una relazione durata meno di un anno e la coppia, che ha figli adulti, dormisse in stanze separate. Parere contrario rispetto al giudice è stato espresso dall'avvocato divorzista Ayesha Vardag che ha sostenuto che i giudici non dovrebbero invece costringere la gente a rimanere sposata. "Questo caso mette in luce l'assurdità del divorzio per colpa", ha affermato l'avvocato che ha sottolineato come sia "arcaico" che un divorzio debba essere provato di fronte a un giudice.

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