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HITLER & I PALESTINESI/ Alleanza nazisti-arabi: “abbiamo gli stessi nemici, inglesi, ebrei e comunisti”

Hitler & palestinesi, alleanza nazisti-arabi: le prove e le carte dei dialogi con il gran Muftì di Gerusalemme. "Abbiamo stessi obiettivi, comunisti, inglesi ed ebrei". L'alleanza choc

Copertina della biografia di Adolf Hitler (LaPresse) Copertina della biografia di Adolf Hitler (LaPresse)

Anni e anni dopo emergono sempre nuovi dettagli sulla Seconda Guerra Mondiale: alcuni falsi ma anche tante rivelazioni che rendono ad allargare il già complesso scenario di quegli anni bui giocati tra alleanze, tradimenti e ideologie pervicaci. Hilter e i palestinesi, i nazisti e i movimenti arabi che facevano capo al gran Muftì di Gerusalemme: un legame fortissimo che viene riportato alla memoria in questi giorni da un dossier pubblicato da Repubblica a firma Umberto Gentiloni. «Il gran Mufti inizia il colloquio ringraziando il Führer per l'onore di averlo ricevuto e per l'opportunità di poter riferire della grande ammirazione che il mondo arabo prova nei confronti del Reich tedesco», sono queste le parole riportate in una delle tantissime conversioni tra il leader e fondatore del Partito Nazionalsocialista Adolf Hitler e Haj Amin al-Husseini, gran Mufti di Gerusalemme. La causa degli arabi e quella dei nazisti si incontrarono nel 1941 quando ancora per Hitler la guerra “sorrideva” e il destino per Ebrei e europei sembrava segnato in una rapida conquista totale e totalizzante delle truppe tedesche. L’odio per gli inglesi e i comunisti, oltre a quella comune contro gli ebrei, resero possibile l’avvicinamento tra le due ideologie all’epoca ancora molto nascoste nel loro “dialogo” intrinseco.

Il muftì aveva già provato a farsi “vedere” con azioni anti-inglesi e anti-occidentali sia in Palestina che in Iraq; venne però sempre sconfitto e per questo sbarcò in Europa per offrire una “collaborazione” alla Germania nazista; «La sua appare come la posizione di un leader nazionalista arabo impegnato nelle strategie di lotta di un movimento di liberazione che vuol essere riconosciuto e difeso», scrive Gentiloni leggendo le carte delle conversazioni tra Hitler e Al Husseini. Mentre poi a livello effettivo non ci furono grosse azioni condivise e comuni, anche perché la guerra (per fortuna) iniziò a mettersi molto male per la Germania nazista, rimase quel tentativo e intento mai raccontato dagli storici fino a pochi anni fa: «La Germania non fa richieste su territori arabi in Medio Oriente mentre riconosce e apprezza le spinte d' indipendenza e libertà che animano le popolazioni arabe. Tale sostegno si accompagna alla convinzione di dover eliminare e combattere l' aspirazione nazionale ebraica a una casa comune», riportano ancora le conversazioni tra il muftì e il Fuhrer. Un obiettivo criminale comune e un seme lanciato poi anche per gli anni a venire, un odio di una parte dell’Islam sunnita contro la razza ebraica e gran parte dell’Europa che sconfisse i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. 

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