BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

GIOVANI FAVOREVOLI ALLA PENA DI MORTE?/ “Giusta per pedofilia e terrorismo”

Giovani favorevoli alla pena di morte? Millenials divisi sulla pena capitale e sulla politica, i risultati (anche shock) del rapporto fornito dall'Osservatorio Generazione Proteo

Giovani, millenials e pena di morte (LaPresse)Giovani, millenials e pena di morte (LaPresse)

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Generazione Proteo sui valori e le tendenze degli studenti di tutta Italia tra i 17 e i 19 anni si apre con un risultato subito choc: il favore alla pena di morte come “giusta punizione” per alcuni tipi di reato viene scelto dal 31,7% dei millenials partecipanti al questionario della Link Campus University (circa 20mila per questo 2017). I reati visti come meritevoli di una pena capitale sono pedofilia e terrorismo, «fenomeni che non si possono controllare né per strada né chiudendosi in casa. I giovani assumono infatti il rischio terrorismo come un fatto della vita, che per l'80% degli intervistati non ha modificato le abitudini quotidiane», riporta l’Osservatorio nei suoi risultati. Di contro, va riconosciuto, il 35% dei giovani si dice invece del tutto contro ad ogni scelta che provochi la morte dei condannati: divisi, lacerati su questioni fondanti la nostra società, i nuovi millenials tracciano lo stato di “cose” al nostro tempo in Italia. Non sfiduciati ma neanche rassegnati, ma con un preoccupante status di vendicativi: i giovani che hanno risposto al questionario hanno anche alcuni tratti il ottimismo per il futuro, ma sono completamente staccati dalla politica (per mancanza di figure carismatiche) e hanno paura di non poter realizzare i propri sogni. «I nativi digitali vogliono leggere i libri di carta, vogliono avere qualcosa da toccare e da fare, e da grandi vogliono scrivere romanzi e canzoni anziché diventare youtuber o food blogger», racconta Nicola Ferrigni, il professore della Link Campus University che ha condotto la ricerca.

Una sorta di “cult generation” (come la definisce la stessa ricerca pubblicata oggi anche su Repubblica) che cerca di lasciare un segno tangibile al tempo che passa, alle volte anche calcando troppo la mano: ad esempio, i risultati sul fronte droghe e alcol sono preoccupanti. Il 38,4% di loro sostiene di fare uso di droghe leggere, il 46,7% di bere alcool fino a perdere il controllo, per puro divertimento (49,1%) o per semplice curiosità (30,6%). Molti amano ancora l’Italia (il 38% di loro) ma ritengono che comunque l’estero possa compierli meglio, sono molto pochi quelli che si dicono dispositivi a fare sacrifici, il 29,7% del complesso generale. Non isolati però intenti a provare esperienze che risvegli l’apparente banalità delle loro giornate, il 10% ha dichiarato di aver provato l'eyeballing, (l’ebrezza che consiste nell'assumere alcool come un collirio) e nel 10,9% dei casi hanno scattato selfie in situazioni estremamente pericolose. Un cult generation che vede ancora una volta il “consueto” problema di guida davanti: la curiosità e volontà di essere protagonisti (elementi assai positivi per questi giovani millenials) se non educata rischia di trasformarsi in una società quantomeno preoccupante…

© Riproduzione Riservata.