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ISMAIL TOMMASO HOSNI/ Milano, 20enne pro-Isis indagato per terrorismo internazionale (video, ultime notizie)

Ismail Tommaso Hosni, video aggressione Stazione Centrale: ecco chi è il 20enne pro-Isis che ha accoltellato i militari a Milano. La sua storia e l'ipotesi terrorismo

Tommaso Hosni, il 20enne che ha aggredito i militari a Milano Tommaso Hosni, il 20enne che ha aggredito i militari a Milano

E' stato indagato per terrorismo internazionale Ismail Tommaso Hosni, il 20enne che nella serata di ieri si è reso autore di una violenta aggressione presso la stazione di Milano, nella quale sono rimasti feriti due militari ed un agente della Polfer. A darne notizia Corriere.it, in seguito all'apertura di un fascicolo da parte della procura di Milano che sta compiendo tutti i necessari accertamenti sul profilo Facebook del giovane al fine di accertare o smentire l'esistenza di una possibile rete di contatti con personaggi legati in qualche modo all'Isis. Dallo scorso autunno, infatti, Ismail Tommaso Hosni aveva iniziato a postare sul social video che immortalavano combattimenti nei territori controllati dallo Stato Islamico. Ad attirare in modo particolare l'attenzione degli investigatori Antiterrorismo, sarebbe il video pubblicato lo scorso 24 settembre, prelevato da YouTube e che rappresenterebbe un vero inno all'esercito dell'Isis. Il suo profilo Facebook da questa mattina è stato oscurato nell'ambito delle indagini condotte dalla Digos sull'aggressione di ieri sera. Nel mirino degli investigatori anche la traduzione del commento al video che starebbe attirando la loro attenzione e che, secondo le indiscrezioni, suonerebbe come il "miglior inno dell'Isis mai ascoltato". Compito degli inquirenti è ora quello di risalire alla cerchia di amicizie e contatti del 20enne arrestato e che si sentirebbe "solo e abbandonato". (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Si chiama Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni ed è il 20enne che ieri notte in Stazione Centrale di Milano ha risposto con un aggressione a mano armata di coltello contro due militari che stavano compiendo un normale controllo documenti. La situazione ha preso una piega ancora più inquietante questa mattina dopo che il ragazzo 20enne, subito arrestato dopo l’aggressione, è stato scoperto postare nel recente passato video su Facebook inneggianti all’Isis. Un agente della Polfer e due militari dell'esercito sono stati feriti alla stazione, per fortuna non sono in pericolo di vita ma sono comunque stati colpiti in varie parti del corpo, anche alla gola: un passato per droga, il ferimento è avvenuto attorno alle 20 di ieri sera. In un primo momento pareva essere una rivolta, l’ennesima, di un migrante dei tanti che “albergano” nei meandri della Stazione Centrale, ma in un secondo momento tutto è stato smentito per via della nazionalità di Hosni: padre tunisino e madre italiana, come tradisce il nome completo del giovanissimo accoltellatore. È venuto ad abitare in Stazione dopo che il padre è stato arrestato per stupro e la madre ha sulle spalle una condanna a 8 anni per violenza privata e maltrattamenti sessuali con minori, insomma una “bella” famiglia che non ha certo aiutato nella crescita del ragazzo, considerato da chi l’ha visto dopo l’aggressione come uno “sbandato” dei tanti che albergano sotto la Stazione milanese.

Ismail Tommaso Hosni ha postato sul suo profilo Facebook non più di qualche giorno fa un video che inneggia all’Isis, il sedicente Stato Islamico che spaventa il mondo interno con attacchi terroristici. Il ragazzo non ha contatti con il radicalismo organizzato, ma questa informazione è bastata per non far cadere l’ipotesi terrorismo sull’atto di aggressione avvenuto ieri sera in Stazione Centrale. La traduzione dall'arabo del commento del giovane che accompagna il filmato è: "Il più bell'inno dello Stato Islamico che abbia mai sentito in vita mia". Pare fosse arrabbiato e impaziente di “vendicarsi” contro non si sa neanche chi, ma è ipotizzabile vista la sua giovane vita segnata solo da violenze e odio; il rischio è che si stesse radicalizzando in questi ultimi tempi, anche se non vi sono tracce ufficiali. Non è iscritto nei registri dei sospettati per terrorismo, ma questo non significa che “per forza” sia immune dall’attrazione per la forma più estrema di jihad. 

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