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Cronaca

UCCISERO E TORTURARONO CANE ANGELO / Processo, pm chiede 16 mesi per i 4 giovani aguzzini (La vita in diretta)

Uccisero e torturarono cane Angelo, processo a carico dei 4 giovani aguzzini: il pm chiede al giudice 1 anno e 4 mesi per ciascuno di loro, le parole della difesa.

Immagine di repertorioImmagine di repertorio

La trasmissione La vita in diretta, su Rai1, ha posto l'accento sul caso del cane Angelo, il randagio seviziato e ucciso a Sangineto, in Calabria, il cui video fu pubblicato su Facebook dai suoi stessi aguzzini. La vicenda risale allo scorso anno, resa tristemente celebre anche dalla trasmissione Le Iene Show ed ora approda nelle aule di un Tribunale dove Nicolas Fusaro, Giuseppe Liparato e i fratelli Francesco e Luca Bonanata sono indagati con l'accusa di "uccisione di animali". Proprio il video dagli stessi postato sul social e che immortalava le violenze assurde a scapito del povero animale, impiccato ad un albero e poi finito a colpi di pala sulla testa, permise ai Carabinieri di individuare i responsabili, quattro ventenni di Sangineto, ora a processo con rito abbreviato. Nelle passate ore, il pm del Tribunale di Paola dove si sta svolgendo il procedimento a carico dei quattro imputati, ha chiesto per ciascuno di loro 1 anno e 4 mesi di reclusione, ribadendo come l'uccisione dell'animale non fosse "necessaria" poiché il cane Angelo non risultava essere pericoloso. Non solo: secondo la pubblica accusa, i quattro aguzzini avrebbero tratto compiacimento dal commettere l'uccisione del povero animale a quattro zampe.

"I miei assistiti hanno finito per diventare essi stessi vittima della loro azione, perché da un anno hanno ricevuto svariate minacce e una misura di prevenzione dal questore che evidentemente per questo battage mediatico ha dovuto adottare dei provvedimenti e hanno avuto la gogna mediatica": così ha commentato ai microfoni de La vita in diretta Giuseppe Gagliardi, avvocato della difesa. A sua detta, i quattro giovani avrebbero già pagato duramente. Il giudice di Cosenza, intanto, ha rigettato la richiesta della difesa relativa alla "messa in prova ai servizi sociali". La sentenza è stata rinviata al prossimo 26 maggio. Un caso, quello legato all'uccisione del cane Angelo, che ha visto la partecipazione attiva ed il coinvolgimento dell'opinione pubblica nazionale e che, anche in occasione dell'udienza che si è tenuta ieri ha visto la partecipazione di decine di attivisti.

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