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Cronaca

BLUE WHALE/ Tredicenne sviene in classe a Pescara: altro che bufala, era pronta all'ultima sfida

Una ragazzina di 13 anni sviene in classe a Pescara: sul corpo i segni della sfida suicida Blue Whale, lei stessa ammette che vi stava partecipando, ecco di cosa si tratta

Foto Pixabay.comFoto Pixabay.com

Dunque è una bufala o no? Negli ultimi giorni, anche per via della scarcerazione del presunto ideatore del gioco assassino che imperversa sui social network, si era cercato di ridurre la gravità della sfida mortale chiamata Blue Whale a una bufala. Si citava ad esempio che, a fronte dei circa 150 giovanissimi morti per il gioco, in Russia nello stesso periodo di tempo sono circa 900 gli adolescenti che si suicidano. Un fenomeno conclamato dunque, di cui avrebbero fatto parte anche questi 150. Nessuna emergenza?

Forse andrebbe seguita un'altra pista: che ci sia o no un inventore singolo (il giovane russo che avrebbe detto che il suo scopo era eliminare dalla società i più deboli, coloro che non sanno dire di no alla sfida del suicidio) questo pseudo gioco è sfuggito di mano a tutti, soprattutto ai responsabili di social network come Facebook. D'altro canto se youtube non rimuove o ci mette sei mesi a farlo i video dell'Isis dalla sua piattaforma, chi vuoi che vada a indagare se i ragazzini si sfidano a suicidarsi? Una conferma in questo senso viene dal caso di una ragazzina di 13 anni di Pescara svenuta in classe perché priva di forze. Soccorsa ha rivelato: "sì è vero sto partecipando al Blue Whale": Sarebbe giunta alla 50esima sfida finale quella di gettarsi nel vuoto; sul suo profilo facebook il suo volto triste affacciato sul vuoto. Sul suo corpo i segni inflitti durante le prove, come la balena disegnata con lamette da barba. Adesso è ricoverata in un reparto di neuropsichiatria, ha ammesso ancora di aver preso parte alla sfida.

La polizia italiana non parla di Blue Whale, dice che non esistono ancora prove ufficiali. Ma è così difficile capire che chiunque oggi, grazie anche alla pubblicazione sui giornali, può diffondere le 50 sfide come un passaparola che nessun Zuckerberg sa o vuole controllare? Dice la psichiatra che segue la ragazzina: "È importante mettere dei filtri, limitare gli accessi ad internet. I genitori arrivano dove possono arrivare, anche quelli più attenti. Il gioco della trasgressione, della sperimentazione e del rischio fanno parte dell'adolescenza, della spinta a crescere e a sganciarsi". E se fosse troppo tardi? C'è chi dice che non si devono censurare i social network e internet, che dipende da come li usi. Il problema è che un 13enne non è in grado di stabilire cosa è reale e no, di chi fidarsi o meno. La mia generazione è cresciuta andando a letto dopo Carosello. Forse biosgnerebbe tornare a quei tempi là, almeno da una certa età in giù.

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