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CORPUS DOMINI/ Non più giovedì ma domenica: così papa Francesco vuol bene agli uomini

A Roma la prossima processione del Corpus Domini si farà domenica 18 giugno e non giovedì 15. Perché questa scelta di papa Francesco? MAURO LEONARDI

Papa Benedetto XVI durante il Corpus Domini nel 2005 (Lapresse) Papa Benedetto XVI durante il Corpus Domini nel 2005 (Lapresse)

Arriva ieri la conferma ufficiale di quello che da tempo si sentiva dire in certi ambienti: a Roma la prossima processione del Corpus Domini si farà domenica 18 giugno e non giovedì 15, cioè si farà la domenica come nel resto del paese e non il giovedì.

Potrebbe sembrare una notizia da bollettino parrocchiale e invece, essendoci di mezzo persone del calibro di Papa Francesco e di san Giovanni Paolo II, è una faccenda da prima pagina.

Tutto comincia quando Karol Wojtyla giunge in Vaticano. Siamo nel 1978 e all'approssimarsi della festa del Corpus Domini il Papa scopre che la "sua" processione con il Santissimo esposto — quella che faceva per le vie di Cracovia nonostante il regime comunista — si sarebbe svolta non per le vie della capitale ma per i vialetti della Città del Vaticano. Uno che avrebbe fatto cadere il muro di Berlino non poteva certo indugiare dinanzi al centrosinistra italiano e così ben presto la processione si trasferì dalle siepi vaticane ad un tracciato imponente che, bloccando piazza San Giovanni in Laterano, arrivava a santa Maria Maggiore chiudendo via Merulana e dintorni al già agonizzante traffico del centro nel pieno pomeriggio di un ansimante giorno feriale. Non uso toni drammatici: sono gli aggettivi che si impiegano quando si parla di qualcosa di simile a quelle processioni, cioè, per esempio, un corteo di protesta per uno sciopero generale. E tutto ciò accadeva mentre il resto cattolico d'Italia — e la stessa diocesi di Roma — spostava la solennità del Corpus Domini dal giovedì alla domenica successiva. 

Si va avanti così per circa trent'anni cioè fino a ieri, quando Greg Burke, il direttore della sala stampa vaticana, annuncia che si cambia tutto e si fa come fanno tutti gli altri, cioè si passa dal giovedì alla domenica.  Le motivazioni, dice, sarebbero due: "Vogliamo dare la possibilità ad un maggior numero di fedeli di partecipare alla cerimonia e, nello stesso tempo,  evitare i disagi che ogni anno la  processione creava al centro della città a causa della chiusura di via Merulana che collega le due basiliche, proprio nell'ora del rientro".

Ora, è possibile che qualche monsignore possa credere vero che di giorno festivo ci sia più gente in processione: ma di certo chi abita a Roma sa che una domenica a metà di giugno i romani stanno al mare, ai castelli, in campagna, sui monti, insomma dappertutto tranne che nel centro della città. Che diventa infatti per poche ore vivibile, cioè deserto. Più ancora, sembra stranissimo che un Papa che ha fatto dell'antitrionfalismo e del disinteresse per i numeri una bandiera, sposti la cerimonia per far crescere la partecipazione che, secondo i giornali, sarebbe diminuita. Vivo a Roma dal 1986 e credo di essere uno dei pochi ad aver fatto quasi tutte le processioni e assicuro che la quantità di persone è stata sempre più o meno la stessa. Verissima invece, secondo la logica bergogliana, appare la seconda preoccupazione e cioè la squisita intenzione di Papa Francesco di togliere disagi a chi lavora e di rispettare la società civile, anche quella di chi non crede e che se trascorre un giovedì pomeriggio imbottigliato nel traffico certo non leva lodi al Cielo né esprime atti di adorazione a Cristo Eucarestia.

Non voglio giocare a "Bergoglio contro Wojtyla" ma non si può tacere il diverso rapporto con la società civile di questi due pontefici. Nella festa del Corpus Domini al centro della festa c'è Cristo eucaristico che vive nel nostro quotidiano: parlo di quel Gesù che è "Dio con noi" e che quindi non può che essere felice di un Papa che decide di stare attento ai disagi degli uomini, soprattutto a quelli che in processione non ci vogliono andare e che quindi sono fermi nel traffico.

Come Gesù guariva le persone di sabato senza aspettare il giorno dopo, così Papa Francesco decide che adorare Dio oggi significa stare attenti ai particolari della vita anche di chi in Dio non crede e che si lamenta dell'invadenza clericale di una festa cristiana da cui si sente lontano. Forse così, con la processione tolta dal giovedì a bloccare il traffico, se dovesse sentir parlare di un Dio fatto carne che cammina con l'uomo magari non arriverebbe lo stesso a credere in Dio, però potrebbe sentire credibile il cristiano che Lo festeggia: perché quel cristiano sta attento alle persone nella sua normale vita quotidiana. 

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
20/05/2017 - Articolo sconcertante (Massimo Lavagnini)

W San Giovanni Paolo II

RISPOSTA:

Sono stato ordinato quasi 30 anni fa da san Giovanni Paolo II e lo amo tantissimo ma la storia è la storia. Ho scritto nell'articolo di non voler fare "Bergoglio contro Wojtyla" ma è un fatto che le storie personali di questi pontefici erano profondamente diverse e quindi anche le loro sensibilità. Sono stanco di chi, per parlare bene di Papa Francesco, non perde occasione per dire che anche Ratzinger ha fatto come Francesco o che anche Wojtyla ha fatto come Francesco. Sono tre pontefici profondamente diversi accomunati dal fatto di essere ciascuno di loro successori di Pietro e tutti e tre scelti dal Spirito Santo. Per questi anni lo Spirito Santo ha scelto Bergoglio. E Bergoglio sposta la Processione dal giovedì alla domenica. ML

 
20/05/2017 - Corpus Domini: atto di carità verso tutti (mauro bazzi)

Ci sono delle ottime ragioni per essere d'accordo Leonardi. Sicuramente Gesù non ne avrebbe fatto un problema, e presumibilmente non avrebbe voluto essere d'inciampo al traffico romano. Però, mi chiedo: porre al centro della città di Roma il Corpo di Cristo, Signore del Cosmo e dell'universo, Destino ultimo di tutti gli uomini, anche quelli che al momento non sono interessati a Lui, è meno importante di un corteo sindacale o di un gay pride,? Infatti Roma ne vede tantissime di queste manifestazioni durante tutto l'anno! La processione del Corpus Domini non può essere, invece, un'occasione di carità per tutti gli uomini, proprio perchè capita nel bel mezzo della settimana, mentre gli uomini sono affacendati nelle loro cose, distratti dalle cose del mondo e quindi incoscienti che quell'Ostia che gli sta passando davanti agli occhi è il senso ultimo della vita? Proposta: perchè non fare come in molte città italiane (come Bergamo per esempio, in cui io vivo), dove la processione del Corpus Domini si svolge per le vie cittadine il giovedì verso sera?

RISPOSTA:

Roma vede tantissime di queste manifestazioni e infatti i romani - tranne quelli di quella parte specifica - si arrabbiano molto per quelle manifestazioni. Ora, fare arrabbiare la gente in nome di Gesù Cristo non mi sembra una gran trovata. Comunque la processione terminava già poco prima delle 22.00, cioè la sera. ML