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DOMENICO D’AMATO/ Vittima di Igor Vaclavik? L’elemento che smentirebbe la tesi dell’allontanamento volontario

Domenico D'Amato, ultime news: nuova vittima di Igor Vaclavik? L'avvocato della famiglia del rapper scomparso mette in dubbio l'allontanamento volontario.

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L’inizio della fuga di Igor Vaclavik è andato a combaciare con una scomparsa ad oggi misteriosa, quella del giovane Domenico D’Amato, 28enne residente nella “zona rossa”, amante della musica rap e noto nel Bolognese come “Dome Dama”. Da alcuni giorni, mentre sui media impazzano le notizie del killer di Budrio, delle sue vittime e delle ardue operazioni di ricerca che però non avrebbero ancora prodotto i frutti sperati, la famiglia di Domenico è assillata da un dubbio atroce: e se il ragazzo fosse la terza vittima di Norbert Feher? Al momento, l’unica certezza è che Domenico D’Amato avrebbe fatto perdere le tracce lo scorso 9 marzo, quando sarebbe stato avvistato per l’ultima volta in un bar di Molinella, ovvero nella zona e nei giorni di azione di Igor Vaclavik.

Una coincidenza che avrebbe dovuto far riflettere gli investigatori i quali però, dopo solo 7 giorni hanno deciso di archiviare il caso bollandolo come allontanamento volontario. A pochi giorni dalla chiusura delle indagini, tuttavia, sarebbe emerso un nuovo particolare che avrebbe contribuito ad aumentare i timori della famiglia del giovane con la passione per il rap e per i video amatoriali.

A renderlo noto è stata la trasmissione Chi l’ha visto?, che nella striscia quotidiana andata in onda ieri ha dato spazio alle dichiarazioni dell’avvocato Barbara Iannuccelli, legale della famiglia di Domenico D’Amato: “Noi siamo certi che non si tratti di allontanamento volontario”, ha asserito, contestando così il lavoro finora compiuto dagli inquirenti. Per giungere a questa certezza, l’avvocato avrebbe controllato la movimentazione del conto corrente del 28enne scomparso da oltre due mesi. Il legale ha potuto constatare come Dome Dama non avesse mai prelevato dopo il 28 febbraio.

Viveva grazie all’indennità di disoccupazione e che gli veniva accreditata mensilmente sul proprio conto corrente. Dopo l’ultimo suo prelievo e dal giorno della sua scomparsa, il ragazzo non avrebbe più effettuato successivi prelievi, sebbene l’indennità gli sia stata accreditata anche negli ultimi due mesi. “Come fa a mangiare, a sopravvivere se pur avendo dei soldi sul conto corrente non li preleva?”, si domanda l’avvocato Iannuccelli, intenzionata forse più degli inquirenti a far luce sul giallo.

La donna ha quindi iniziato a porsi dei quesiti, domandandosi se al giovane non gli sia accaduto qualcosa che non gli permetta di usufruire dei suoi soldi. Per questo, a sua detta, cadrebbe la tesi dell’allontanamento volontario, come invece sostenuto da chi, dopo una settimana, ha deciso di archiviare il caso. Alla luce di questo nuovo dato al quale è giunto l’avvocato di famiglia, la preoccupazione dei parenti di Domenico è chiaramente aumentata. Certamente l’acquisizione di determinati dati subito dopo la scomparsa di D’Amato avrebbe permesso agli inquirenti di individuare e visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza. Questi dati avrebbero permesso di capire se la persona che ha prelevato per l’ultima volta sia proprio lo stesso titolare della carta, quale fosse lo stato di quella persona e se fosse o meno da sola.

Gli interrogativi sulla sua scomparsa si moltiplicano: dove è andato Domenico? E’ possibile che lungo la sua strada, tra Molinella e Bologna abbia incontrato Igor Vaclavik, ancora in fuga? O ci sarebbe dell’altro nella sua vita, non sufficientemente analizzato? La trasmissione di Rai 3 ha tentato di mettersi in contatto con un suo ex coinquilino, dopo le indiscrezioni trapelate dallo stesso legale e relative ad una lite che il 28enne avrebbe avuto con la persona con la quale condivideva il suo ultimo domicilio. Il giovane, intercettato telefonicamente, ha di fatto confermato la lite asserendo però che il giorno seguente Domenico D’Amato sarebbe sparito portando con sé due borsoni. Che fine ha fatto? “Nell’immediatezza, foto segnaletiche sulle auto delle forze dell’ordine, verifica bancaria e sentire questo coinquilino sarebbero stati tre elementi che avrebbero fatto relazionare i carabinieri di Molinella alla procura, non nel senso di un allontanamento volontario”, ha chiosato l’avvocato Iannuccelli.

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