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TRENTINO vs ALTO ADIGE/ “Radici Cristiane nello statuto: unico punto comune”. La proposta manda in tilt il Pd

Trentino Alto Adige, "radici cristiane" nello Statuto Regionale? La proposta del vescovo di Bolzano, gli accordi tentati con la politica e la bocciatura del Pd atesino

Le radici cristiane (LaPresse) Le radici cristiane (LaPresse)

Un affronto all’Europa che ha tradito il passato e le origini della sua Unione estromettendo le radici cristiani dai “valori” unitari; quando sta avvenendo in Trentino Alto Adige, la regione a statuto speciale italo-tirolese che potrebbe inserire le suddette radici cristiane all’interno del proprio Statuto Regionale. Così almeno è quanto chiede Ivo Muser, monsignore e vescovo di Bolzano, alla Convenzione per l’adeguamento dello statuto della Regione. Come spiega il collega de Il Giornale, Francesco Barone, la carta delle autonomie è sotto riforma e rinnovo della Consulta Tridentina e della Convenzione Bolzanina. Come si può facilmente pensare, lo scontro per due realtà comunque diverse è molto “facile” e riuscire a trovare una quadra che possa tenere insieme le varie istanze territoriali non è per nulla facile. Il vescovo però ci prova e con un buon accordo bipartisan potrebbe non essere molto lontano dal far immettere le “radici cristiane” come fondamento di una Regione, a mo’ di affronto appunto all’Europa che pare aver “obliato” tale origine. Due i motivi principali avanzati dal prelato in questa richiesta che fa parlare e discutere gli altoatesini, sfociando in una operazione con forte interesse nazionale: da un lato la Chiesa è responsabile della testimonianza ed influenza sulla cultura, la tradizione e l’identità delle stesse istituzioni tanto a Trento quanto a Bolzano, ma non solo.

«La fede è oggi essenziale nella riuscita di una convivenza pacifica tra persone: una società che riduce la dimensione religiosa esclusivamente alla dimensione privata è inevitabilmente una società senza Dio», spiega il vescovo bolzanino. Le reazioni? Non così negative, a prima vista: «se non abbiamo il coraggio di riconoscere le nostre radici non abbiamo futuro, spogliarci di questa identità forte è solo una manovra politica di bassa lega, altri saranno più furbi e sostituiranno le nostre origini con le loro», spiega il consigliere provinciale Cia. Con lui anche l’autonomista Kaswalder (presidente della Commissione Regionale per lo statuto) che commenta a Il Giornale, «beh sarebbe il minimo, io farò di tutto affinché vengano riconosciute, sono i valori della nostra comunità, i valori fondanti come la famiglia». Contrario all’idea è però, al momento, il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Dorigatti (Pd): «se mettiamo dentro le radici cristiane, significa escludere le altre sensibilità e se non c’è in Costituzione perché dovrebbe esserci in Statuto?». L’appello della Chiesa prosegue a tutti i cittadini e le istituzioni e solo nei prossimi mesi si potrà vedere l’effetto di eventuali decisioni in favore della proposta del vescovo…

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