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Cronaca

ETTY HILLESUM/ Edgarda Ferri, “la filosofa ebrea ad Auschwitz ha perdonato l’indifferenza di Dio”

Etty Hillesum, Edgarda Ferri le dedica un libro: "la filosofa ebrea che ad Auschwitz ha perdonato Dio". La figura della donna che sul perdono ha "superato" la sua stessa religione

Auschwitz, Etty Hillesum (Pixabay)Auschwitz, Etty Hillesum (Pixabay)

Ha scritto un saggio, un libro che è una “dedica” a quella donna, Etty Hillesum, che con le sue confessioni e i suoi pensieri, con la sua forza e la sua fragilità, ha insegnato al mondo intero cosa può voler dire “perdono” e “redenzione” in una condizione annullante e opprimente come l’atroce persecuzione nazista ad Auschwitz-Birkenau. Si chiama Edgarda Ferri, giornalista di lungo corso per il Corriere della Sera, e unica firma di questo nuovo libro “Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore”, dedicato alla filosofa ebrea che con i suoi diari ha educato e insegnato cosa sia “il bene” e l’amore in un contesto come il campo di concentramento (dove morì poco meno che 30enne). In una intervista a La Verità, la Ferri prova a descrivere l’ammirazione ed “emozione” nel leggere i diari di Etty: «una ragazza che voleva testimoniare la vita dentro il campo di Westerbork in Olanda prima di essere rastrellata verso la Polonia», spiega Edgarda Ferri. Ha raccontato il sopruso dei nazisti ma anche la corruzione di alcuni membri della comunità ebraica, colpendo un po’ tutti: Etty Hillesum è un “dono” ancora tutto da scoprire per l’occidente che troppo poco ancora sa di questa straordinaria donna con un senso del perdono profondamente “cristiano”, pur rimanendo ebrea. «Etty parla di un Dio indifferente e crudele, non un Dio di pace e d’amore. È lei che dice a Dio, “ti perdono”. Nel campo di concentramento si batte per difendere il pezzetto di eternità che c’è dentro ognuno di noi. E che è l’inizio della salvezza», spiega ancora una Ferri “rapita” dagli scritti di Etty.

Secondo la giornalista un Dio che sia questo “inizio di salvezza” è ritrovatile dentro un amore vero, “basta un gesto, non una sola bontà, ma un gesto di amore anche dentro al dolore”. Una filosofa da scoprire, una donna da leggere e un figura da cui imparare e tanto sul perdono: ecco uno degli infiniti passaggi commoventi della “prosa” di Etty Hillesum che ci permettiamo di aggiungere alle parole importanti dette da Ferri nell’intervista a La Verità. «La vita e la morte, il dolore e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme, e come tale lo accetto e comincio a capirlo – così, per me stessa, senza riuscire a spiegarlo agli altri».

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