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Cronaca

LETTERA A DONNARUMMA/ "Gigio", segui quello che hai nel cuore e non ti curar di noi

Luigi Donnarumma lascia il Milan per il Real Madrid. I tifosi del Milan gliene dicono di tutti i colori. Ma cosa deve fare in un caso simile, un giovane di 18 anni? LORENZO ETTORRE

"Gigio" Donnarumma (LaPresse)

Caro Gigio,
la vicenda di calciomercato che ti vede protagonista in questi giorni sta sfuggendo di mano a molti, che sull'onda di un entusiasmo spesso mortifero giudicano mozzando pezzi di realtà che proprio un dettaglio non sono. 

"Mi stanno massacrando", hai confidato amaramente ai tuoi compagni di squadra durante il ritiro in nazionale under 21. E in effetti è stato un vero e proprio linciaggio quello che ti hanno riservato i tifosi del Milan (e non solo loro) dopo che hai rifiutato il rinnovo di contratto propostoti dal club. A pesare, e ad essere usato contro di te, è stato l'ormai famoso bacio alla maglia la sera di Juventus-Milan. Il "bacio di Gigio" è diventato improvvisamente il "bacio di Giuda". 

Abbi pazienza, Gigio. Cerca di leggere un bisogno sincero di fedeltà — cioè di verità — nelle parole a volte esagerate che noi tifosi ti abbiamo vomitato addosso: non siamo cattivi, siamo affamati. Affamati di bellezza. Nel calcio, come in tutto il resto. E negli idoli che ci costruiamo, nelle nicchie dei nostri totem sportivi riversiamo tanta della nostra amara e delusa speranza quotidiana. Ogni errore è una verità impazzita, ha scritto Chesterton, centrando il punto. 

Insegno in una scuola superiore, i miei ragazzi stanno per iniziare la maturità, e hanno la tua stessa età. Permettimi di dirti quanto ho incessantemente ricordato loro durante quest'anno di studio matto e speranzosissimo: "vai avanti". Rischia sul tuo futuro come è giusto che faccia un ragazzo non ancora ventenne; dai spazio all'ipotesi di bene che hai nel cuore, quale che sia, senza ingabbiarla nei pregiudizi degli altri, nei tuoi, o in quelli di qualsivoglia procuratore; non sei un traditore, non sei un fallito: sei un uomo che vive, sei un uomo che ci prova, con i suoi limiti e con le sue attese, con i suoi schemi e con le sue idee. 

Per quello che vale, io sto con te, come sto con ogni uomo che, appunto, "ci prova", da qualunque luogo provenga e in qualunque luogo sia diretto. Non tradisce chi rinnega un'idea, chi cambia squadra, ma tradisce chi rinnega se stesso; le due cose possono coincidere, ma possono anche non coincidere affatto. E allora, vai dove vuoi, ma ricordati da dove vieni, cioè ricordati che la tua casa è il posto dove vorrai sempre tornare. 

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