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Cronaca

Terza Guerra Mondiale/ Siria, Russia minaccia: “aerei Usa potenziali bersagli”

Terza Guerra Mondiale, strano asse Corea del Nord-Siria: Pyongyang, "azione Usa su stato siriano è terrorismo ed egida dittatoriale. Lo scontro Russia-Stati Uniti e le provocazioni di Kim

Terza Guerra Mondiale, attacco agli Usa di Trump (LaPresse)Terza Guerra Mondiale, attacco agli Usa di Trump (LaPresse)

Non è paga la Russia dopo l’avvertimento lanciato stamani contro gli Usa per aver abbattuto un jet siriano vicino a Raqqa nelle scorse ore: ora arriva una minaccia ben più seria e direttamente da Mosca con un unico e diretto riferimento, la Casa Bianca. «Ogni aereo a Ovest dell’Eufrate sarà considerato un obiettivo nemico», spiega il ministro della Difesa russo, dopo aver cominciato la sospensiva dei rapporti e scambi tra le due aviazioni nemiche in questa “terza guerra mondiale” di posizione. Presa di posizione decisa quella di Putin che intende così difendere il proprio alleato Assad chiarendo come la coalizione Usa deve combattere contro l’Isis e non sfociare in altri episodi come quelli avvenuti ieri sera.

Ecco il comunicato ufficiale dal Cremlino: «qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni della coalizione internazionale, identificato a ovest dell'Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, sia terrestri sia aerei, come bersaglio aereo nelle aree in cui l'aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani». Si attendono risposte da Trump ora, ma la situazione resta sempre più delicata e con nuvole molto grigie sull’orizzonte dei rapporti Mosca-Washington.

Il fatto scatenante: la coalizione a guida Usa ha fatto sapere che un jet siriano è stato abbattuto vicino a Raqqa nelle scorse ore. Il fatto di fondo: è ancora Usa vs Russia in una terza guerra mondiale strategica che purtroppo dalla Corea fino a Damasco, passando per l’Isis, l’Iraq e il Qatar, non accenna a diminuire. Anzi. Gli Stati Uniti hanno abbattuto un aereo siriano che bombardava i combattenti della coalizione vicino Raqqa, spiegano nella nota ufficiale i responsabili della coalizione anti-Isis in Siria. «La missione della coalizione è quella di sconfiggere l’Isis in Iraq e in Siria. La Coalizione non punta a combattere con il regime siriano, la Russia o le forze pro-regime, ma non esiterà a difendere la Coalizione e i suoi partner da ogni tipo di minaccia», spiegano dalla coalizione, provocando una diretta risposta dalla Russia, primo alleato di Assad a livello mondiale.

«La distruzione di un aereo militare siriano da parte degli Stati Uniti è un passo verso una pericolosa escalation e Mosca ha avvertito Washington di non usare la forza contro le truppe del governo di Damasco», riporta l’Askanews di un comunicato letto dal viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov. Il prossimo 23 giugno dovrebbe tenersi un incontro proprio tra il viceministro russo e il suo omologo Usa Thomas Shannon proprio per cercare di ricostruire un minimo di accordo per futuri e urgenti rapporti bilaterali.

Una terza guerra mondiale vera e propria: l’ultima agenzia de regime di Corea del Nord si lancia in un cunicolo assai complesso e soprattutto non consueto per le mire ideologiche e propagandistiche di Pyongyang. La coalizione guidata dagli Usa in Siria per combattere l’Isis, secondo il regime di Kim Jong-un, «è terrore sotto l’egida dello Stato». Non solo, sempre stando all’agenzia KCNA, «A causa delle azioni terroristiche, sotto l'egida americana, il governo siriano, mentre cerca di preservare l'integrità territoriale del paese, trova una pietra d'inciampo, missili e bombe yankee uccidono innocenti in diverse parti del mondo». Attacco duro, ancora una volta contro gli Usa, ma per la prima volta coinvolgendo una dinamica esterna che non riguarda la crisi del Pacifico ma che ributta all’attenzione l’altro fronte dove la presunta “terza guerra mondiale” potrebbe scoppiare in ogni secondo. «L'azione militare americana in Siria ogni giorno che passa diventa sempre più oltraggiosa: Trump e gli Usa sono un elemento chiave del terrorismo internazionale», scrivono ancora i nordcoreani.

Un tentativo di trovare un improbabile “appoggio” internazionale essendo rimasta isolata dopo le continue e scellerate operazioni nucleari contro SudCorea e Giappone? Se così fosse più che la Siria stessa, uno degli Stati meno sicuri al mondo e soprattutto con meno forza politica (la “testa” di Assad potrebbe saltare da un momento all’altro) è forse la Russia e i buoni rapporti Assad-Putin il vero obiettivo e “occhiolino” strizzato da Kim. L’Isis intanto sta perdendo sul campo anche in Iraq, non solo in Siria, con l’ingresso nella città vecchia di Mosul da parte delle forze governative di Baghdad, sempre a guida Usa. Anche dai successi e dalla rapidità degli stessi in Medioriente dipenderà molto degli accordi futuri e degli equilibri tra Mosca e Washington: la Nord Corea spera che salti il tavolo tra i due e forse per questo accusa Trump difendendo lo stato siriano, ma rischia di essere una mossa più della disperazione che non un reale scenario inseguito con accuratezza…

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