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Cronaca

BENEDETTO XVI/ Il ‘necrologio’ per Meisner e quel falso attacco a Papa Francesco

Benedetto XVI, il lungo messaggio per la morte del Cardinal Meisner: il pensiero e la commozione di Ratzinger per l'amico scomparso, e il presunto attacco a Papa Francesco

Papa Emerito Benedetto XVI e Papa Francesco (LaPresse)Papa Emerito Benedetto XVI e Papa Francesco (LaPresse)

BENEDETTO XVII, IL MESSAGGIO PER LA MORTE DEL CARDINAL MEISNER

È tornato a parlare in pubblico il Papa emerito Benedetto XVI, o meglio, un suo messaggio è stato reso pubblico e letto dal segretario di Ratzinger e arcivescovo Prefetto della Casa Pontificia, Georg Gänsweinl, durante il funerale del cardinale di Colonia, Joachim Meisner. Un lungo “necrologio” per un amico e fedele servitore durante il Papato e gli anni alla Congregazione per la Dottrina della Fede: Ratzinger ha rivolto parole commoventi per l’amico scomparso pochi giorni fa, tornando a parlare per la prima volta dopo la postfazione apparsa sul saggio del Cardinal Sarah. «Aveva un grande amore per le Chiese del centro est dell'Europa - ha scritto Ratzinger nel messaggio letto da Gänswein nel Duomo di Colonia - che hanno tanto sofferto per la persecuzione comunista e spesso, dunque, esprimeva gratitudine per la testimonianza di fede che avevano dato durante molti decenni». A Benedetto XVI ha colpito e molto la serenità con la quale l’amico cardinale si è apprestato alla morte dopo una lunga malattia: «mi commuove - si legge ancora nel messaggio del Papa emerito - che ha imparato a lasciarsi andare nell'ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa».

Sono però alcune parole seguenti questo passaggio ad aver scatenato in questi giorni due “fazioni” interne alla Chiesa, tra i detrattori di Papa Francesco e i critici del Magistero di Ratzinger. Concordano, per una volta, su un punto: il messaggio di Benedetto XVI sarebbe una profonda stilettata a Bergoglio e alla sua conduzione della Chiesa, un attacco non casuale. La pensano così anche alcuni vaticanisti, ma in prima battuta vediamo cosa ha davvero detto il Papa emerito.

IL FALSO ATTACCO A PAPA FRANCESCO

«Sappiamo che per lui (il cardinale Meisner, ndr) il pastore appassionato e padre spirituale fu difficile, lasciare l'ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo... Ma ha imparato a lasciarsi andare nell'ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca sta per capovolgersi»: per alcuni queste parole sono un attacco diretto a Francesco e al suo rendere fragile e “sballottata” la barca di Cristo. Massimo Faggioli su Twitter si permette, «Sarebbe bello sapere chi ha scritto il messaggio di Joseph Ratzinger al funerale del cardinale Meisner», mentre per Alberto Melloni «Esiste un proto-Ratzinger, in deutero-Ratzinger e ora anche uno pseudo-Ratzinger che allude negativamente al papa….». Al netto delle differenze tra i due Magisteri di Ratzinger e Bergoglio, le dietrologie sulle parole di questo messaggio scritto da Benedetto XVI vengono messe in discussione nella loro autenticità o peggio, “in mancanza di lucidità di un Pontefice ormai troppo vecchio”.

Le parole lette nella Cattedrale di Colonia, a cui Ratzinger è molto legato personalmente, sembrano invece un lucidissimo pensiero di Ratzinger contro un periodo di crisi interno alla Chiesa e al mondo stesso, sottolineando la grande opera di uomo di fede e di dottrina che è stato Meisner. Avendo l’ex cardinale firmato i famosi “dubia” sulla lettera apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco, sono partite le varie posizioni e ipotesi riguardo il vero intento del Papa Emerito: forse però, per una volta, soffermarsi a leggere quanto scritto da Ratzinger invece che commentare “per forza” potrebbe essere una buona scelta. «È morto mentre stava pregando, guardando il Signore e parlando con Lui. Il tipo di morte che gli è stata data dimostra ancora una volta come ha vissuto: al cospetto del Signore e in conversazione con Lui. Dobbiamo affidare con certezza la sua anima alla bontà di Dio». In morte di un amico.

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