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Cronaca

Charlie Gard/ Ultime notizie: docente neurologa, “è giusto provare la cura”

Charlie Gard, ultime notizie di oggi 18 luglio 2017: aggiornamenti live, visite dei medici al GOSH e la terapia sperimentale del medico Usa Hirano. Polemiche sull'avvocato-tutore del bimbo

La mamma di Charlie Gard (LaPresse)La mamma di Charlie Gard (LaPresse)

L’attesa è ancora forte attorno a Charlie Gard, ai medici che ieri lo hanno visitato al GOSH di Londra e ovviamente attorno all’Alta Corte Inglese che nel giro di una settimana - il termine dovrebbe essere stato fissato al 25 luglio prossimo - darà una sentenza definitiva sul caso del piccolo bimbo affetto da deplezione del Dna mitocondriale. Oggi altre visite e nelle prossime ore previsto primo resoconto dei medici al giudice Francis dell’Alta Corte di Londra. Al momento non sono emersi particolari dettagli o dichiarazioni del pool di medici (che restano però estremamente scettici, almeno quelli inglesi del GOSH) ieri riuniti per un pomeriggio intero nel esaminare ed effettuare altri test sul piccolo Charlie: era presente anche il medico Usa Michio Hirano che si è detto convinto del successo per il trattamento sperimentale da un 10% fino al massimo ad un 50% di possibilità. Il caso divide ancora, con i genitori di Charlie ieri intervenuti per dirsi “attoniti” dopo aver scoperto che l’avvocato del tutore che si occupa dei “best interest” di Charlie è la presidentessa di una lobby pro-eutanasia.

CHARLIE GARD: IL CASO DIVIDE ANCORA, IL 25 LUGLIO LA SENTENZA

PARLA LA DOCENTE DI NEUROLOGIA ALL’UNIV. CATTOLICA DI ROMA

Charlie Gard e la cura sperimentale, arrivano altri pareri “positivi” sul trattamento per combattere la deplezione da Dna mitocondriale progettata dal dottor Michio Hirano: intervistata da Radio Vaticana, ha parlato la docente di Neurologia alla Università Cattolica di Roma, Serena Servidei. Non ha lesinato i rischi della cura sperimentale ma allo stesso tempo ritiene giusto tentare quest’ultima “carta”, per nulla disperata a livello scientifico: «E' una cura che è in corso su altri bambini che hanno una patologia simile a quella di Charlie e che hanno risposto in maniera discreta o comunque rilevabile. E' ovvio che queste sono patologie rarissime in cui manca una storia naturale per cui è difficile fare delle previsioni. Ma sicuramene, nel caso di Charlie, è giusto provare anzi, sarebbe stato giusto provare mesi fa, quando questo stesso professore americano si era proposto di iniziare la cura perché in tutti questi mesi in cui questo bimbo è stato non-trattato».

I GENITORI SONO OTTIMISTI

Secondo quanto ricostruisce il Daily Telegraph, i genitori di Charlie Gard restano ottimisti dopo il nuovo esame avuto ieri, durante il consulto dei 6 medici più il dottor Hirano al capezzale del piccolo affetto da deplezione mitocondriale. % ore quasi di visite con un nuovo esame al cervello del bimbo di 11 mesi: l’ultima volta, a marzo, per Hirano non c’erano danni strutturali maggiori e per questo motivo si era convinto come oggi che Charlie potesse partecipare al trattamento sperimentale senza che fosse considerato accanimento terapeutico. Gli esiti del nuovo esame al cervello verranno consegnati nelle prossime ore al giudice Francis per elaborare la sentenza definitiva che si terrò il prossimo 25 luglio: per ora massimo riserbo sugli esiti dell’esame, con i genitori che durante la visita sono stati in stanza e hanno risposto alle varie domande degli specialisti internazionali. Sono ottimisti anche se resta ancora una settimana prima di scoprire la definitiva decisione sul destino di un piccolo scricciolo di 11 mesi che continua comunque a lottare per la vita davanti al mondo intero.

LO SCETTICISMO DEI MEDICI INGLESI

Non sono per nulla positivi i commenti dei medici inglesi rispetto alla cura sperimentale che il dottor Michio Hirano ha messo a punto e spiegato ancora ieri durante la lunga visita al piccolo Charlie Gard: l’ultima speranza per i genitori ha proprio i tratti asiatici del medico però rigorosamente Usa, neurologo e luminare della Columbia University di New York. Ha infatti riaperto una breccia nella granitica fin lì Corte Inglese pronta a rimettere in discussione la sua decisione rispetto a fatti “nuovi” portati dalla cura sperimentale per la malattia mitocondriale, avvicinando anche il trasferimento di Charlie negli Usa o a Roma presso il Bambino Gesù, con il medico italiano che ieri ha certificato il protocollo con la cura sperimentale di Hirano. I medici inglesi però continuano ad essere assai scettici e considerano che la modalità migliore sia ancora “non fare soffrire il bimbo”, dandogli l’ultima “dignitosa” azione (ovvero staccargli la spina). Nessuno però ancora oggi sa quanto soffre il piccolo Charlie, neanche i medici così scettici sulla cura sperimentale, e su questo insistono i genitori implorando che nessuna speranza, anche se piccola e remota, possa essere lasciata da parte.

LA CURA SPERIMENTALE

Michio Hirano e gli altri medici del GOSH hanno visitato ieri - e forse continueranno anche oggi - il piccolo Charlie Gard per provare a capire se effettivamente la cura sperimentale potrebbe non solo attecchire ma anche riuscire a migliore davvero le condizioni drammatiche del piccolo bimbo inglese. Lo specialista americano lo ha visitato per oltre 5 ore e tra oggi e domani presenterà - come del resto per tutto il pool di specialisti ieri presenti al GOSH - relazione alla Corte inglese, cercando di convincere Francis per un trasferimento negli Usa o in Italia in modo da poter tentare l’approccio sperimentale sulle malattie mitocondriali. Come spiega l’Ansa, la visita del luminare è stata resa possibile dal fatto che l'ospedale gli ha fatto un contratto onorario, «dandogli anche accesso alle cartelle cliniche. Durante la visita accanto a Charlie c'erano come sempre i genitori, Chris e Connie, che hanno risposto alle domande di Hirano». La cura sperimentale resta però non priva di problemi, specie sul piano giuridico e sanitario, non essendo riconosciuta ancora dall’Agenzia Europea del Farmaco e soprattutto mai provata prima su esseri umano. Second l’Aifa, la possibilità di estendere un trattamento per malattia rara a una forma simile ma diversa della stessa sindrome «deve essere condizionata comunque alla fornitura di dati su una sperimentazione umana», si legge nello speciale della Stampa. Resta dunque alla Corte e al parere dei medici decidere in ultima analisi se applicare a Charles un trattamento sperimentale oppure se optare per la desistenza terapeutica come extrema ratio, vista la gravità delle condizioni di salute del piccolo.

L’AVVOCATO DEL TUTORE A CAPO DI UNA LOBBY PRO-EUTANASIA

L’avvocato che in aula rappresenta gli interessi di Charlie Gard per conto del tutore - che ricordiamo non sono i genitori avendo perso la “patria potestà” appellandosi alla Corte Inglese per il destino del piccolo bimbo - si chiama Victoria Butler-Cole e come già scrivevamo nei giorni scorsi era già stato oggetto di qualche polemica e critica da parte degli stessi avvocati dei genitori Gard. In tribunale finora ha difeso il “best interest” di Charlie Gard e sarà anche nei prossimi giorni protagonista dopo il consulto decisivo dei medici al GOSH con la sua prolusione in Aula che ancora andrà capito se sarà pro-terapia sperimentale o a favore del distacco dei macchinari che tengono in vita Charlie. Emergono però nuovi dettagli visto che - oltre ad altri casi in passato dove in varie occasioni l’avvocatessa ha appoggiato la Corte convincendo le famiglie di fronte ad accanimenti terapeutici - risulta impegnata alla direzione di una lobby pro eutanasia di nome “Compassion In Dying" (Compassione nella morte).

«Si tratta di un vero è proprio conflitto di interessi» commenta una fonte molto vicina alla famiglia Gard in queste ore; «Connie e Chris sono meravigliati nell'apprendere la notizia». In un recente procedimento simile al caso del piccolo Charlie Gard, alla Butler-Cole è stato chiesto in una intervista alla stampa locale Uk come vorrebbe essere ricordata dopo i tanti successi in aula (è stata anche avvocato della settimana secondo il Times, ndr): «per il mio coinvolgimento con la charity Compassion in Dying, incoraggiando le persone a scrivere le proprie decisioni anticipate per rifiutare i trattamenti, così che le loro famiglie poi non abbiano bisogno di rivolgersi ai tribunali». Ecco, per i genitori di Charlie Gard non esattamente il miglior modo per difendere quel “diritto alla vita” che Chris e Connie cercando ogni giorno di affermare…

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