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Cronaca

SONO IL DIAVOLO, NON HO PAURA DI UCCIDERTI/ Così ha piantato un cacciavite nel cranio di una anziana

Anziana aggredita in ospedale, morta la 74enne tarantina. Giovanni Maggio, l'aggressore, ora è accusato d'omicidio: l'uomo, con problemi psichici, aveva già aggredito la moglie

Morta l'anziana aggredita in ospedale a TarantoMorta l'anziana aggredita in ospedale a Taranto

E’ morta l’anziana aggredita con un cacciavite o un punteruolo presso l’ospedale di Taranto da Giovanni Maggio, un 42enne pregiudicato che ha scatenato la sua furia, senza apparente motivo, nei confronti di Maria Domenica Dursi, che era stata portata in ospedale a causa di problemi di salute pregressi. Il figlio che l’aveva accompagnata si era allontanato per recarsi in bagno, e pochi minuti dopo ha ritrovato la madre, stesa nella barella dove l’aveva lasciata, ferita a morte senza un’apparente spiegazione. Le telecamere di sicurezza hanno poi svelato l’arcano, mostrando un uomo con la maglietta gialla, per l’appunto Giovanni Maggio, scagliarsi con furia verso la donna. Che è stata ritrovata con una profondissima ferita alla testa causata da un oggetto affilato e molto appuntito, e che ha causato un vastissimo ematoma costato la morte cerebrale pressoché immediata. Maggio è stato arrestato anche grazie alla deposizione di alcuni testimoni, sottoposto quindi a fermo da parte della polizia.

MORTA L'ANZIANA AGGREDITA IN OSPEDALE A TARANTO

VIDEO E TESTIMONIANZE INCHIODANO GIOVANNI MAGGIO

Giovanni Maggio non era nuovo ad episodi di violenza, con l’uomo che si è presentato spesso in pronto soccorso per farsi refertare dopo aggressioni subite di cui spesso però non c’erano prove. Maggio era anche solito andare in giro con un cacciavite, che a volte brandiva a sua difesa anche contro parenti che incontrava occasionalmente. L’ex moglie aveva poi riferito di essere stata lei stessa oggetto di aggressione, sempre con un cacciavite, da parte dell’uomo nel 2008. In quell’occasione, Maggio si era scagliato contro la donna affermando di essere il diavolo in persona e di non avere nessuna paura di ucciderla. Le aggressioni avvenivano per motivi di gelosia, con la situazione psichica dell’uomo che si era pesantemente aggravata dopo che aveva vissuto un’esperienza in carcere. Ed è stato con ogni probabilità un’inspiegabile raptus a portare Giovanni Maggio ad assassinare brutalmente Maria Domenica Dursi, trovatasi solo al posto sbagliato nel momento sbagliato.

"SONO IL DIAVOLO E NON HO PAURA DI AMMAZZARTI"

Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gup di Taranto Vilma Gilli è riportata la testimonianza della moglie di Giovanni Maggio. Emerge il quadro di una donna terrorizzata, peraltro accusata di cose orrende dal marito. Ad esempio, le uscite con sua madre per fare la spesa spinsero infatti l'uomo a sospettare di lei: «A causa di ciò mio marito ha avanzato sospetti che mia suocera e lo zio Nicola mi inducessero a prostituirmi. Pur di calmarlo e non essere aggredita, ho ammesso». Maddalena Pettinati ha confermato l'abitudine alla violenza, a mani nude o con oggetti appuntiti, del marito, autore della violenta aggressione contro Domenica Dursi: girava abitualmente con un cacciavite, che portava nel gilet. E proprio con quel cacciavite ferì la moglie durante uno dei tanti litigi: «Sono il diavolo e non ho paura di ammazzarti». Nonostante le molteplici violenze subite, anche lesioni al volto, non si è mai rivolta alle autorità. «Per evitare ulteriori conseguenze, non ho ritenuto opportuno di andare in ospedale e né tanto meno denunciarlo», ha dichiarato la moglie di Maggio agli inquirenti, come riporta uno stralcio dell'ordinanza di custodia cautelare riportata da Tiscali.

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