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TERZA GUERRA MONDIALE/ Corea del Nord e Russia, rapporto Onu sui ‘costi’ delle sanzioni per l’Unione Europea

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 13 settembre 2017: sanzioni Onu alla Corea del Nord, le reazioni di Usa e Pyongyang. L'Ue valuta sanzioni aggiuntive, tutti gli scenari

Terza Guerra Mondiale, Kim Jong-un (LaPresse) Terza Guerra Mondiale, Kim Jong-un (LaPresse)

La terza guerra mondiale è anche commerciale: anzi, per ora (e per fortuna) lo è solo commerciale, come dimostrano le ultimissime sanzioni Onu contro la Corea del Nord e come del resto anche le “annose” sanzioni alla Russia per i casi Ucraina e più di recente proprio per scambi con Pyongyang. Ebbene, proprio durante l’ultima seduta dell’Onu sono stati presentati i conti fatti dalle Nazioni Unite in un rapporto sul reale costo per l’economia europea dell’intero planning di sanzioni anti-Russia. «Le sanzioni contro la Russia costano all'economia dell'Unione europea 3,2 miliardi di dollari al mese, mentre quella russa ha perso 55 miliardi negli ultimi tre anni», si legge nel rapporto pubblicato anche in Italia da Sputnik News. In particolare, il documento che ha per relatore Idriss Jazairy sottolinea come l'impatto complessivo della misura per l'economia sia pari a 155 miliardi di dollari. 

USA A CINA, “RISPETTATE LE SANZIONI”

Gli Stati Uniti hanno confermato le sanzioni Onu contro la Corea del Nord, ma il clima da terza guerra mondiale può essere compreso anche guardando la “frecciata” lanciata da Washington al maggiore partner di Pyongyang, quella stessa Cina che pure ha intimato e spinto per la risoluzione del Palazzo di Vetro contro il regime nordcoreano. «La Cina deve rispettare le sanzioni imposte dall'Onu alla Corea del Nord, e se Pechino non rispetteranno le sanzioni gli Usa agiranno», ha spiegato Steven Mnuchin che non ha dunque escluso in questo caso sanzioni ulteriori contro Pechino. A quel punto però la situazione diplomatica mondiale potrebbe risentirne e non poco, con l’Onu che dovrebbe di nuovo correre “ai ripari”. 

PYONGYANG, “SANZIONI ONU PROVOCAZIONE”

La Corea del Nord, come era prevedibile, reagisce con forza rigettando le sanzioni e la risoluzione Onu giunta dopo il suo test nucleare nel Mar del Giappone e il clima da guerra mondiale ancora più profondo: e non solo, non intende ammettere - ma a livello propagandistico è “comprensibile - la natura “soft” della pesante sanzione commerciale. «È il prodotto di una scellerata provocazione, fabbricata dagli Usa per colpire il nostro legittimo diritto all’autodifesa», attacca Pyongyang con una breve nota della KCNA, l’agenzia di regime. Con una conclusione dal sapore sempre più guerrafondaio e ideologico, la Corea del Nord ricusa con forza la risoluzione e minaccia ancora gli Stati Uniti d’America. «La mossa è "un'occasione per verificare che la strada da noi scelta è assolutamente giusta e rafforza la determinazione a percorrerla a passo più sostenuto senza minime deviazioni fino alla fine della battaglia».

UE VALUTA SANZIONI AGGIUNTIVE

Per mesi l’Unione Europea si è tenuta molto “guardinga” sugli scenari da terza guerra mondiale che coinvolgano Corea del Nord, Usa, Russia, Cina e Sud Corea: ora però sembra che dalle parti di Bruxelles si sia svoltato, o almeno così pare dopo le ultime novità che arrivano direttamente da Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante della politica estera Ue. «L’Europa attuerà le nuove sanzioni Onu, lavorerà per fare sì che i nostri partner internazionali facciano la stessa cosa e continuerà la discussione lanciata la scorsa settimana su sanzioni europee aggiuntive»: le parole da Bruxelles mostrano un “nuovo corso” dell’Ue sulla politica internazionale? Questo ancora non si sa, anche perché per ora la versione di Bruxelles è in piena linea con l’Onu dopo la risoluzione “soft” attuata contro Pyongyang. «Di fronte alla minaccia senza precedenti posta dalla Corea del Nord, solo una comunità internazionale unita può aiutare a trovare soluzioni.

L’obiettivo è arrivare ad una soluzione diplomatica», ha concluso poi Mogherini durante la seduta plenaria al Parlamento Europeo. Intanto si attendono le prime “risposte” operative del regime nordcoreano dopo la decisione di sanzionare Pyongyang con provvedimenti soprattutto atti a colpire export e import commerciale. «Rigettiamo le nuove misure, il regime degli Stati Uniti dovranno affrontare ora il più grande dolore che abbiano mai provato»: queste sono per ora le uniche parole uscite dal regime ieri dopo la notizia confermata delle sanzioni. Si rischiano nuovi missili all’orizzonte o si arriverà finalmente ad una soluzione diplomatica?

LA REAZIONE DEGLI USA

La reazione degli Stati Uniti d’America dopo le sanzioni Onu inviate contro la Corea del Nord (e contro tutti quei Paesi che proveranno a violare le stesse misure imposte dal Consiglio di Sicurezza) sono in linea con l’azione più “soft” voluta da Russia e Cina per cercare di trovare una soluzione diplomatica per evitare la terza guerra mondiale. L’ambasciatrice Nikki Haley, davanti ai colleghi nel Palazzo di Vetro, ha commentato in questo modo: «Il mondo civilizzato deve fare quello che la Corea del Nord non sta facendo, ossia fermare la sua marcia verso la costruzione di un arsenale nucleare. La scelta è loro: se continueranno su questa strada continueremo ad aumentare la pressione, se decideranno di cambiare percorso il mondo vivrà in pace con loro», sottolineando come l’esito positivo di queste sanzioni sia frutto del lavoro di ottima relazione tra Donald Trump e Xi Jinping. Scelta voluta quella di “eliminare” il nome di Putin dall’accordo, ovvero di colui che per primo aveva richiesto sanzioni più soft per evitare scontri militari?

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