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GIUSEPPINA GHERSI/ Targa a 13enne stuprata e uccisa dai partigiani: Anpi nazionale, "Vicenda ingiustificabile"

Giuseppina Ghersi, targa per 13enne stuprata e uccisa dai partigiani: è bufera. La sinistra si spacca e Anpi protesta: "Era una fascista". Le ultime notizie sul caso

Giuseppina Ghersi, 13enne stuprata e uccisa dai partigiani Giuseppina Ghersi, 13enne stuprata e uccisa dai partigiani

Aveva fatto discutere la replica dell'Anpi di Savona rispetto alla notizia dell'imminente inaugurazione di una tarda in memoria di Giuseppina Ghersi, 13enna massacrata dai partigiani. Ora però, l'Associazione nazionale tenta di correggere il tiro, come fa notare Il Secolo XIX, usando per questo parole meno dure. Con un comunicato della segreteria nazionale l'Anpi ribadisce come abbia "sempre condannato gli atti di vendetta e violenza perpetrati all’indomani della Liberazione". Ora torna a farlo anche in riferimento alla vicenda di Giuseppina Ghersi che definisce "terribile e ingiustificabile", sebbene chiarisca che tali singoli episodi, seppur gravissimi, "non intaccano i valori della Resistenza e della Guerra di Liberazione nazionale, grazie a cui l’Italia, dopo anni di guerra, violenze e dittatura, ha conquistato pace, libertà e democrazia". Nel medesimo comunicato l'Anpi si dice impegnata a "presidiare i valori e i principi della Costituzione repubblicana, interamente antifascista, nata dalla Resistenza". Il 30 settembre prossimo, intanto, il Comune di Noli scoprirà la targa dedicata alla bimba violentata ed uccisa e ciò avverrà nella piazza dedicata a due campioni e martiri dell’antifascismo, i fratelli Rosselli. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FORZA NUOVA ESULTA

Non accennano a placarsi le polemiche sollevate contro la targa in ricordo di Giuseppina Ghersi e che ha già visto schierato il mondo politico tra contrari e favorevoli all'iniziativa. Ad aver accolto con estremo entusiasmo l'annuncio dell'inaugurazione di un cippo dedicato alle ragazzina di appena 13 anni violentata e uccisa dai partigiani dopo la Seconda Guerra Mondiale, come evidenzia Liguria24.it, è stata la sezione savonese di Forza Nuova, intervenuta su Facebook. "Vittoria camerati! Verrà intitolata una targa a Giuseppina Ghersi a Noli! Il 30 settembre tutti a Noli!": così FN ha invitato tramite la propria pagina social tutti i sostenitori a recarsi all'inaugurazione della targa. Di contro, l'Anpi ha duramente contestato l'iniziativa ribadendo la pietà per la giovane uccisa ma sottolineando come fosse stata "complice del nazi-fascismo". Una presa di posizione senza dubbio discutibile e dalla quale hanno preso le distanze lo stesso consigliere Enrico Pollero, autore dell'iniziativa e il Comune. Quest'ultimo ha sottolineato come sia sua intenzione solo voler ricordare la ragazzina uccisa e non il fascismo per il quale sarebbe stata condannata ad una morte così violenta. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CAOS TRA DESTRA E SINISTRA

L'iniziativa presentata da un consigliere comunale di centrodestra a Noli, in provincia di Savona, di ricordare con una targa Giuseppina Ghersi, stuprata e uccisa dai partigiani, sembra non piacere a tanti. L'inaugurazione del cippo è fissata al prossimo 30 settembre, ma tra destra e sinistra in Liguria è già grande caos. Come riporta Corriere.it, Angelo Vaccarezza, capogruppo regionale di Forza Italia ha già fatto sapere che sarà presente all'evento partecipando "come uomo e come padre", contrariamente alla sindaca della giunta di centrodestra di Savona, Ilaria Caprioglio. Ad opporsi fortemente alla cerimonia è stata l'Anpi di Savona che si è espressa tramite il presidente Samuele Rago, che ha annunciato ampie proteste commentando: "Eravamo alla fine della guerra è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili. Era una ragazzina ma rappresentava quella parte là", ovvero il fascismo. Il quotidiano rievoca anche ciò che avvenne alla 13enne, seppur per anni sia stato sepolto nella memoria dei savonesi.

In un esposto di sei pagine che il padre di Giuseppina consegnò l'anno seguente alla sua uccisione alla Procura di Savona, è contenuta la ricostruzione drammatica delle violenze. La ragazzina fu prelevata da tre partigiani, picchiata e seviziata, forse addirittura stuprata sotto gli occhi dei genitori. Il padre scrisse come i tre uomini la presero ripetutamente a calci "giocando a pallone con lei" e riducendola in coma. La 13enne fu quindi rasata, le dipinsero la testa di rosso e la sfigurarono prima di giustiziarla con un colpo alla nuca, per poi sbarazzarsi del cadavere davanti al cimitero di Zinola. Contro di lei, l'encomio da parte di Benito Mussolini per aver vinto un concorso a tema. Quella che apre l'articolo è la foto che la immortala con il volto imbrattato di scritte, le mani legate, tra adulti armati e dall'aria compiaciuta. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA TARGA DIVENTA UN CASO

Anche una tarda per ricordare una tredicenne può diventare un caso: è questo il caso di Giuseppina Ghersi, stuprata e uccisa da alcuni partigiani di Savona poco dopo la liberazione. Un consigliere comunale di centrodestra con un padre partigiano ha voluto che venisse collocata una targa in una piazza di Noli. Per la prima volta un Comune ha deciso di dedicare un monumento alla memoria della ragazzina, ma l'Anpi è insorta annunciando proteste. Forse perché Giuseppina Ghersi aveva genitori filofascisti o perché aveva ricevuto un encomio per un tema su Mussolini? Altri sostengono che fosse una spia collaborazionista. Insomma, questa storia a Savona è un tabù e al tempo stesso una ferita che continua a sanguinare anno dopo anno, a più di oltre settant'anni di distanza. L'argomento resta scivoloso, ma il consigliere comunale Enrico Pollero, che ha radici nella Resistenza e convinzioni di centrodesra, ha deciso di rompere il silenzio. «Dopo aver letto la storia di Giuseppina Ghersi, ho pensato che bisognava fare qualcosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo. Per ricordare lei, non chi ha combattuto per la parte sbagliata, anche se a vent'anni si possono fare scelte diverse senza sapere di sbagliare e non credo che dall'altra parte ci fossero solo criminali e disgraziati. Spero serva a una vera riappacificazione», ha dichiarato Pollero, come riportato da il Secolo XIX. 

GLI ANTIFASCISTI: "SCELSE DI SCHIERARSI COL FASCISMO"

La linea del consigliere sulla vicenda della targa per Giuseppina Ghersi è condivisa dal sindaco Niccoli. «La guerra porta sempre dolore ma i bambini non hanno colpe né colore, a differenza degli adulti», il suo commento. Il monumento comunque verrà inaugurato il 30 settembre: si tratta di un marmo con un cippo in ferro e un testo in ricordo di Pinuccia, scritto da Roberto Nicolick, professore in pensione e autore di diversi libri sul tema resistenziale. «Anni sono passati ma non ti abbiamo dimenticato, sfortunata bimba oggetto di ignobile viltà», il testo volutamente non polemico che comparirà sulla targa. L'Associazione partigiani, però, è decisamente contraria: «Giuseppina Ghersi era una fascista. Protesteremo con il Comune di Noli e con la Prefettura. Al di là dell'età, lei fece la scelta di schierarsi con il fascismo. Al di là della singola persona, un'iniziativa del genere ha un valore strumentale, in un momento in cui Forza Nuova vuole rifare la Marcia su Roma», ha attaccato Samuele Rago, presidente provinciale dell'Anpi.

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