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Cronaca

NOEMI DURINI/ Uccisa perché aveva capito che l'amore rispetta ogni libertà

Il corpo di Noemi Durini (16 anni), scomparsa il 3 settembre, è stato trovato in un pozzo di Castignano del Capo (Lecce). Ad ucciderla è stato il fidanzato 17enne. MAURO LEONARDI

Noemi Durini (Foto dal web)Noemi Durini (Foto dal web)

NOEMI DURINI. E anche Noemi è morta. Il corpo della sedicenne scomparsa dieci giorni fa da Specchia è stato ritrovato. Soltanto poche ore prima la procura per i minorenni aveva indagato il fidanzato per omicidio volontario e ieri il diciassettenne ha confessato l'omicidio.

È l'ennesima goccia di sangue femminile che va ad ingrossare il fiume di quello sparso dalle donne violate, massacrate, abusate, sfigurate dai cosiddetti fidanzati, padri, mariti, amici. Dai cosiddetti uomini maschi. Ora vorrei guardare negli occhi quelli che ancora si ostinano a dire che la parola femminicidio è superflua perché "basta la parola omicidio". Vorrei guardarli in faccia e gridar loro di no. Perché un conto è essere uccisi per rabbia, per follia, e un conto è essere massacrata perché sei donna. Perché "l'uomo non deve chiedere mai" e allora o sei mia o non sei di nessuno perché io, che sono maschio, su di te donna ho diritto di vita e di morte. Bisogna usare la parola femminicidio perché quei delinquenti che non si possono chiamare padri, mariti, fidanzati o uomini, uccidono perché nel loro cuore ritengono la donna una "cosa" anche se "senziente". Un animale da piacere. E rifiutano la sua natura di persona libera, degna, bella che in sé ha il segreto della vita e della custodia. Se abbiamo dei dubbi, ricordiamoci delle parole che sono circolate a proposito dello stupro di Rimini: "è stupro solo all'inizio, poi la donna si calma e gode".

Bisogna parlare di femminicidio perché — e penso ora ai recenti fatti di Firenze che coinvolgono purtroppo anche dei carabinieri — sono sdegnato dai discorsi da bar in cui gli "uomini" — le virgolette sono d'obbligo — dicono che in fondo lei "se l'è cercata". Perché vestiva scollata, perché aveva esagerato con l'alcol o le droghe, perché si sa che a volte le donne ti rompono, ti esasperano e allora ci vuole lo schiaffone. Queste frasi da brivido spesso non solo si ascoltano, ma si dicono anche. Con qualcuno vicino che ammicca e ride in modo complice. Da uomo e prete dico che bisogna parlare di femminicidio. E tendere la mano, come uomini, alle donne in difficoltà. Aiutarle a denunciare. Perché non c'è ragione al mondo per credere di meritare uno schiaffo. Nessuna attenuante per la violenza. Nessun amore fa questo. Ricordiamolo. Gridiamolo. Lo dobbiamo a Noemi e a tutte le altre.

Noemi — lo dice il suo profilo Facebook — stava appena imparando a dire di no. A capire che amare non vuol dire possedere, non significa "è importante che tu esista per me" ma "è importante, per me, che tu esista". Sposti due paroline e cambia tutto. Sposti due paroline prima o dopo lungo la frase e fai la rivoluzione. Passi dal trattare una persona come oggetto proprio, "qualcosa" che può essere bersaglio di desideri e frustrazioni egoistiche, al desiderare che la donna sia una persona. Felice e libera.  Noemi iniziava a comprendere che chi ama non prende mai a schiaffi. E quindi se il tuo fidanzato ti prende a schiaffi non ti ama. 

Forse è stata uccisa proprio per questo. Noemi iniziava a dare ascolto a mamma e papà che fin dall'inizio quel fidanzato non lo volevano. Noemi cominciava a essere donna in senso compiuto. Tratta dalla costola dell'uomo: per il linguaggio della Bibbia significa che la donna ha pari dignità. Perché se fosse stata superiore all'uomo sarebbe nata dalla testa e se fosse stata inferiore sarebbe nata dai piedi.  Nascere dalla costola significa molto. Le costole sono le ossa che mantengono la capacità di espandersi per consentire al soggetto di respirare, ma sono anche fatte per proteggere gli organi interni. Quelli più delicati. Quelli vitali. Quelli che se ricevono un danno grave non c'è più nulla da fare. Una donna è come una costola: flessibile tanto da espandersi ed avere amore per tutti, ma anche forte per proteggere e custodire. Essere donna significa essere depositarie di quella "mitezza guerriera" che Noemi stava iniziando ad imparare. E che forse ha spaventato quel fidanzato così poco uomo. Che ha trovato solo la forza vigliacca di mettere sotto terra la forza tutta femminile che in Noemi stava appena imparando a sbocciare.

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COMMENTI
15/09/2017 - al contrario (giovanna rossi)

Mi sembra che nel passo del Vangelo citato dal signor Leonardi, si possa dedurre l'esatto contrario di quanto ha dedotto lui. Inoltre, se vogliamo proprio brandire il vangelo come una clava, cento altri passi del Vangelo direbbero comunque il contrario.

 
14/09/2017 - breve riscontro (ALBERTO DELLISANTI)

"Femminicidio" è un termine uscito dal laboratorio della cultura progressista che si è installata al vertice (cultura dominante). Ma la dominanza prima, effettiva, la ha tra gli addetti ai lavori, ad esempio i giornalisti dei big media, piuttosto che operatori e operatrici politiche così detti progressisti. A questo livello le neo parole diventano abituali (come di moda, anche se il termine non è il più esauriente). Non così tra la gran parte delle persone, nel popolo. Comunque Don Leonardi qui ci fermiamo, possiamo concludere sulla stessa lunghezza d'onda per l'horror verso quegli uomini che fanno di donne delle loro prede, delle loro vittime.

 
14/09/2017 - L'omicidio di tante donne. Troppi (ALBERTO DELLISANTI)

Don Leonardi sento fino all'ultimo grammo lo sdegno (il dispiacere, con parola che limito a me aggiungo pure rabbia) che escono dall' animo suo per l'omicidio di tante donne. Se la forza muscolare maschile si dà a fare violenza alla donna, per la donna non c'è scampo, nè per la violazione sessuale (stupro come diciamo con parola perfino onomatopeica, di una congruità eccezionale a definire quel crimine disumano) né per la volontà di toglierle la vita con tutta la barbarie dei vari metodi di esecuzione. Ma mi perdoni, ad esprimere la gravità dell'omicidio delle donne per sopraffazione sprigionata da maschi che cosificano la donna fino al punto di volerne la morte, non occorre rifarsi al neologismo "femminicidio". E' un neologismo, un termine di moda, è l'illusione verbale di conferire tanta gravità in più al delitto dell'uomo sulla donna, delitto di una viltà infinita. Fuor di intellettualismi, di innovazionismi, di progressismi resta la semplicità della frase con la quale abbiamo sempre denominato il delitto così abietto di un uomo sulla donna. "L'omicidio di tante donne". Troppi omicidi verso il gentil sesso. Troppi maschi a disonorare e infamare il sesso maschile. Nella testa degli assassini delle donne, l'uomo sarebbe il sesso forte. Alcuni fasci muscolari a parte (forti nell' uomo) il sesso "forte" è semmai quello femminile. (...Ci sarà pure un nesso con la voluta sottomissione della donna all'uomo nelle versioni radicali dell'Islam...)

RISPOSTA:

Non so se sia un termine "di moda" e mi interessa poco. È il termine con cui la gente parla di queste cose e siccome io voglio parlare con la gente uso le parole che la gente usa. ML

 
14/09/2017 - solita minestra (giovanna rossi)

Ma noi, come cristiani, abbiamo qualcosa di diverso da dire rispetto alle solite banalità che possiamo leggere ovunque,ma proprio ovunque, oppure no?

RISPOSTA:

Noi dobbiamo essere come quella persona del vangelo che dal suo tesoro trae fuori cose nuove e cose vecchie. Molti discorsi che faceva Gesù erano esattamente quelli delle persone del suo tempo: solo a partire da questi poi Egli diceva cose nuove. Ma se non ci fossero stati i primi non ci sarebbero stati i secondi. "Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?" (Lc 12, 54-56). Mi sembra evidente che il giudizio soprannaturale è possibile solo se prima viene dato rettamente quello naturale: e io, parlando di Noemi non ho fatto altro che dare un semplicissimo giudizio "naturale". Grazie dell'attenzione. ML