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Cronaca

TERZA GUERRA MONDIALE/ Peter Hayes, "Usa vs Corea del Nord? Non è detto che vincerebbero gli americani"

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 16 settembre 2017: Corea del Nord, minacce e rischi dopo il nuovo missile lanciato al Giappone. Usa, "c'è opzione militare, da Onu solo parole"

Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)

C'è una nuova data da segnare sul calendario di chi spera che alla fine la Terza Guerra Mondiale venga evitata: è il 21 settembre, giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, incontrerà a pranzo i leader della Corea del Sud, Moon Jae-in e quello del Giappone, Shinzo Abe. Portata principale del menù? Ovviamente il dossier Corea del Nord, spauracchio dell'intero Pianeta per via dell'atteggiamento provocatorio del presidente Kim Jong-un. Gli Usa hanno ribadito in più occasioni che sono pronti ad attivare anche l'opzione militare, ma cosa accadrebbe in questo caso? Peter Hayes, tra i maggiori esperti di cose nordcoreane, direttore del think- tank Nautilus di Berkeley e professore onorario al Center for International Security Studies di Sidney, ha chiarito a La Repubblica che non è affatto scontato che gli americani avrebbero la meglio:"Diciamo che un attacco preventivo sarebbe un viatico ad un conflitto in cui ambedue le Coree verrebbero largamente distrutte. Si potrebbe a quel punto immaginare facilmente un coinvolgimento di Giappone e Australia, a maggior ragione della Cina, e non si può escludere un'opzione nucleare. Data l'immensità di un tale conflitto e la possibilità di una partecipazione della Cina, non è affatto detto che gli Usa vincerebbero una tale guerra". (agg. di Dario D'Angelo)

USA, "POSSIBILE OPZIONE MILITARE"

E fu così che il 15 settembre 2017 potrebbe rappresentare la miccia per accendere la terza guerra mondiale: due momenti, uno conseguenza dell’altra che rischiano di mettere in ginocchio il Pacifico - e non solo. Prima il missile lanciato dalla Corea del Nord che ha sorvolato per l’ennesima volta il Giappone prima di affondarsi nel Mar nipponico; poi la conseguente e dura reazione degli Stati Uniti d’America, «C’è una opzione militare su Pyongyang». Mentre finora Trump aveva detto che l’opzione militare era sola una delle ipotesi sul tavolo ma mai fino in fondo spiegata, ora le ultime parole del generale McMaster, consigliere alla sicurezza nazione della Casa Bianca, rappresentano un punto, forse, di non ritorno. Il lancio del missile nordcoreano a due giorni dalle azioni appena ricevute dimostrano che Pyongyang di accordi e diplomazia non intende sentire e dunque prima Giappone, poi Sud Corea e ora Stati Uniti decidono di attuare la linea dura minacciando lo scoppio di un conflitto. Russia e Cina, l’ala del “dialogo”, ancora tace forse per imbarazzo di fronte all’ennesima minaccia “gratuita” del regime di Pyongyang. «Il problema della Corea del Nord non è un 'problema fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord ma fra il mondo e la Corea del Nord'. Le Nazioni Unite non sono qui solo per parlare ma anche per fare fatti. Si deve aprire una nuova fase», aggiunge l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley in vista dell’ennesimo incontro del Consiglio di Sicurezza per capire cosa concludere per i missili e le minacce di Kim Jong-un. L’impressione, speriamo di sbagliarci, che il giorno di ieri possa aver dato una spallata decisa verso lo scontro: o almeno, una pietra tombale alle ipotesi di dialogo pronosticate per mesi e mai purtroppo (finora) realizzate.

TERZA GUERRA MONDIALE? LA REAZIONE DEL GIAPPONE

Il Giappone reagisce subito, a parole, dopo il lancio del missile nordcoreano ancora una volta sorvolante lo stato nipponico che ormai si prepara allo scontro nucleare nei prossimi mesi: il timore di una terza guerra mondiale è forte, e Shinzo Abe prova a rilanciare un’ultima volta l’intervento della comunità internazionale per porre fine alle minacce di Kim Jong-un. «La comunità internazionale deve essere unita per fermare le minacce della Corea del Nord e farle intendere che se continua su questa strada non avrà un futuro brillante», sono le primissime parole del premier giapponese dopo il missile di Pyongyang, il terzo in due settimane. Giusto ieri le parole durissime della Corea del Nord avevano di fatto “preparato” il missile poi effettivamente lanciato sopra l’isola di Hokkaido: «Le quattro isole dell'arcipelago (giapponese) dovrebbero essere affondate da (una nostra) bomba atomica. Il Giappone non deve più esistere accanto a noi».

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