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Stanislav Petrov/ Morto l'uomo che salvò il mondo dalla guerra nucleare

Stanislav Petrov, morto l'uomo che salvò il mondo dalla guerra nucleare. L'ex ufficiale sovietico ignorò i segnali sbagliati del sistema di difesa e scongiurò l'Olocausto

Stanislav Petrov Stanislav Petrov

Stanislav Petrov, l'uomo che salvò il mondo dalla guerra nucleare, è morto nel più assoluto anonimato. Se ne è andato così come è vissuto: senza riconoscimenti o quasi, in un appartamento misero in Russia. Nessuno ne sapeva nulla: la notizia è emersa solo ora perché qualcuno lo ha cercato in vista dell'anniversario del 26 settembre 1983. All'epoca il tenente colonnello decise di ignorare i segnali che arrivavano dai radar intercettori e quindi non fece partire le bombe atomiche dirette verso America ed Europa. Non era vero che gli Stat Uniti avevano lanciato decine di missili termonucleari contro l'Unione Sovietica: i segnali erano sbagliati, quindi non seguì la procedura. Stanislav Petrov salvò dunque il pianeta da un olocausto nucleare. Quando si scoprì che quei segnali erano frutto di un errore del sistema, non ci furono premi per lui. Anziché ricevette un richiamo per non aver seguito gli ordini. Inoltre, questa vicenda è rimasta segreta fino al crollo dell'Unione Sovietica. In Russia comunque si è continuato a parlare poco di lui. Un premio lo ha ricevuto dall'Italia: come riportato dal Corriere della Sera, un gruppo di volontari, l'R14 di Milano, gli diede un contributo economico che gli è stato utile negli ultimi mesi di vita.

L'EX UFFICIALE: "NON HO FATTO NIENTE DI SPECIALE"

Stanislav Petrov era schivo, modesto, di poche parole. E si schermiva quando gli si faceva notare che aveva salvato il mondo: «Che ho fatto? Niente di speciale, solamente il mio lavoro. Ero l'uomo giusto al posto giusto al momento giusto», riporta il Corriere della Sera. In effetti quasi casualmente fece il turno di guardia ai calcolatori quella notte, visto che sostituì uno dei militari professionisti. Un altro al suo posto si sarebbe limitato ad applicare la procedura, dopo aver informato i superiori. Lui invece agì diversamente, con grande professionalità. L'analista non credeva che gli Stati Uniti potessero attaccare sul serio: era convinto che fosse «un'avaria del sistema». Quindi non disse ai superiori che era in corso un vero attacco e salvò il pianeta. In seguito si scoprì che il sistema era stato ingannato dai riflessi di luce sulle nuvole. Se lui aveva ragione, qualcun altro aveva sbagliato, quindi tutto venne insabbiato e Stanislav Petrov non venne premiato. Il 19 maggio è morto, anche stavolta la verità è emersa dopo. 

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