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Cronaca

Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord, Nikki Haley (Usa): “Pyongyang distrutta se non smette”

Terza Guerra Mondiale: Trump mostra un volto a Kim Jong-un dopo il missile che ha sorvolato l'isola giapponese di Hokkaido. La partita dell'Italia nella crisi della Corea del Nord.

Donald Trump (Foto: Lapresse)Donald Trump (Foto: Lapresse)

Nikki Haley, ambasciatrice di Trump alle Nazioni Unite, lancia l’ennesimo monito durissimo contro la Corea del Nord dopo il nuovo missile scagliato contro il Giappone - alleato Usa - nell’ultima intervista alla Cnn: «la Corea del nord sarà distrutta se continua con il suo comportamento incosciente, abbiamo praticamente esaurito tutte le cose che possiamo fare al Consiglio di sicurezza a questo punto», spiega amaramente l’ambasciatrice Onu, confermando la linea del capo Pentagono James Mattis. «Stiamo tentando tutte le possibilità che abbiamo ma c'e' una intera serie di opzioni militari sul tavolo», conclude Haley davanti al pubblico americano nell’intervista della domenica.(agg. di Niccolò Magnani)

BERLUSCONI, “RUSSIA FA PARTE DELL’OCCIDENTE”

La terza guerra mondiale è un rischio forte e la Russia non può non essere parte dell’Occidente: il messaggio è forte e arriva da Silvio Berlusconi, diretto a Donald Trump (e anche al governo italiano). Un nuovo ruolo dell’Unione Europea che non può essere solo subalterno agli Usa, è il richiamo del leader azzurro alla convention lanciata dal Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani: «Noi dall'Europa vogliamo molto, molto di più, deve diventare un faro di pace e di democrazia per tutto il mondo. Dobbiamo far marciare l'Europa, per sedersi al tavolo delle altre potenze mondiali, a partità di capacità». Su questo punto, il rapporto con la Russia non può essere cancellato, spiega ancora Berlusconi (notoriamente amico di Vladimir Putin), «Non lasciamo che la Russia guardi solo a Oriente, ricordiamoci che è parte dell'Occidente, io stesso mi sono formato sui classici russi». Da ultimo la grave emergenza in Corea del Nord rappresenta la vera minaccia globale per tutti, secondo Berlusconi: «"Speriamo non ci sia un salto nella follia e che non ci possa essere ancora una volta l'uso di uno strumento atomico. Questo è un rischio che ci preoccupa grandemente. Sarebbe la fine della nostra civiltà». (agg. di Niccolò Magnani)

I TRE “ALLEATI” DI KIM JONG-UN

Come già anticipato la scorsa settimana dopo il rapporto presentato dall’Onu, la guerra mondiale nucleare che la Corea del Nord rischia seriamente di far scoppiare vede progressi di Pyongyang nel campo nucleare e atomico in maniera molto accelerata in questi ultimi mesi. Ora arriva la conferma anche degli 007 britannici: «è impossibile che Pyongyang abbia fatto simili progressi in campo nucleare e missilistico senza aiuti e il primo indiziato è l’Iran». Teheran infatti sarebbe il principale e possibile “alleato” per la Corea del Nord in questi mesi di provocazioni, test missilistici e piano nucleare: è chiaro che finora rimane una mera ipotesi, seppur con fonti di intelligence. Se fosse però confermata è chiaro che getterebbe una luca inquietante sullo scenario delicato mondiale, con l’accordo Iran-Onu-Usa sul nichelare che rischia ovviamente di saltare completamente (con conseguenze gravissime). Secondo gli 007 di Sua Maestà, i  possibili altri due “partner alleati” della Corea del Nord potrebbero essere una fitta rete dal Pakistan, coadiuvata dallo scienziato Abdul Qadeer Khan, o in ultima analisi anche dalla Russia. Onu e Usa vogliono risposte chiare e il prossimo futuro passerà anche da chi e come ha aiutato il regime sul fronte nucleare. (agg. di Niccolò Magnani)

TRUMP, “DIFENDEREMO LA NOSTRA GENTE”

Con una Terza Guerra Mondiale sul punto di scoppiare, le parole vanno pesate, calibrate, scelte con cura. Donald Trump in questo senso non pare il personaggio più rassicurante del Pianeta, ma in qualità di presidente Usa ha il diritto di rispondere a tono alle continue minacce provenienti dalla Corea del Nord. Ancora di più se da Pyongyang da un po' di tempo a questa parte il leader Kim Jong-un ha stabilito che le parole non bastano, meglio passare ai missili. Ne sa qualcosa l'isola giapponese di Hokkaido, che per la seconda volta in pochi giorni si è vista sorvolare da un vettore nord-coreano e non ha potuto far altro che sperare che come la prima volta il missile fosse destinato a precipitare nel Pacifico. Quel che è certo è che nel frattempo l'America non sta a guardare. Trump, come riporta Rai News, nelle ultime ore ha visitato la Joint Base Andrews, la base dell'Aeronautica a stelle e strisce nei pressi di Washington che ospita fra gli altri anche gli aeroplani ufficiali del presidente, e da commander-in-chief ha mostrato il volto sicuro del capo delle forze armate più temibili del mondo:"Dopo aver esaminato le nostre capacità e il nostro impegno qui oggi, sono più fiducioso che mai sul fatto che le nostre opzioni per affrontare questa minaccia siano abbondanti ed efficaci. Difenderemo la nostra gente, le nostre nazioni e la nostra civiltà da tutti coloro che minacciano il nostro stile di vita. Ciò include anche la Corea del Nord che ha ancora una volta mostrato il suo totale disprezzo per i suoi vicini e l'intera comunità del mondo".

LA PARTITA DELL'ITALIA

Nella prova di forza della Corea del Nord e nella pazienza ostentata dagli USA (fino a quando?) che potrebbe presto sfociare in una Terza Guerra Mondiale, quale ruolo gioca l'Italia? Quello del nostro Paese è uno sforzo soprattutto diplomatico. Lo si evince dalle recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che rispetto ai test missilistici autorizzati da Pyongyang spiega che sono una "minaccia seria e il presidente Trump ha dichiarato che tra le opzioni in campo c'è anche quella militare. Saremo all'assemblea generale delle Nazioni Unite con il presidente Gentiloni e credo che anche nel mese di novembre, quando avremo la presidenza italiana del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dobbiamo dire con chiarezza che è possibile inasprire ulteriormente le sanzioni". Secondo il titolare della Farnesina "il filo del ragionamento diplomatico se possibile va ripreso, ma questa è una sfida che minaccia il mondo intero e il mondo non può chiudere gli occhi e rimanere inerte".

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