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Cronaca

BABY GANG A NAPOLI/ Pomigliano, 15enne e 14enne massacrati: Guida, “aggressività adolescenziale senza freni”

Baby gang a Napoli: attacco a Pomigliano d'Arco, 15enne e 14enne massacrati di botte con catene e derubati in tarda serata da 10 altri minorenni. Tra i fermi anche un 13enne

Attacco baby gang per strada a Napoli (LaPresse)Attacco baby gang per strada a Napoli (LaPresse)

A Napoli è emergenza baby gang dopo l'ennesima aggressione. Due ragazzini sono stati picchiati con delle catene nella tarda serata di ieri. Nel corso del forum organizzato da Il Mattino l'assessore comunale alla legalità e ai giovani Alessandra Clemente ha annunciato: «Abbiamo 200 vigili urbani in strada, per turno, ma immaginiamo una dotazione ulteriore, di mille nuovi agenti nel 2018». Per il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, Napoli necessita di un'attenzione speciale. «Occorre una analisi del fenomeno. Rischiamo di rispondere con soluzioni vecchie a problemi nuovi», perché «si sta modificando il pericolo urbano. E poi, occorre essere duri con il crimine, dal tavolino abusivo al giro senza casco in motorino». Il direttore dell'istituto penale per minorenni di Nisida, Gianluca Guida, è arrabbiato: «L'aggressività adolescenziale non ha più freno. Troppo limitativo riferirsi solo a modelli criminali, in stile Gomorra». (agg. di Silvana Palazzo)

È CACCIA AGLI ALTRI MEMBRI DELLA BANDA

Le baby gang a Napoli continuano ad essere tristemente protagoniste sia nel vecchio che nel nuovo anno con inauditi episodi di violenza. Due le vittime, anche loro minorenni, rispettivamente di 15 e 14 anni, i quali avrebbero riportato contusioni al volto ed all'addome. Dopo essere state medicate in ospedale, entrambe sono poi state dimesse, come riporta Corriere.it. A quel punto i due giovanissimi studenti si sono rivolti alle forze dell'ordine che sono riuscite a identificare due dei dieci aggressori, un 15enne ed un ragazzino di appena 13 anni, quest'ultimo non imputabile proprio a causa della sua giovane età. Intanto proseguono le indagini per individuare i restanti componenti della banda che, armati di catena, hanno prima rapinato le due vittime e poi picchiati selvaggiamente dopo essere stati accerchiati. Al momento del fermo, proprio il 15enne incensurato sarebbe stato trovato ancora in possesso di una catena con la quale aveva picchiato i due studenti. L'orrore a Napoli non accenna a diminuire. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

15ENNE E 14ENNE PICCHIATI E DERUBATI

Erano in 10 contro due: tutti minorenni e ancora una volta a Napoli, a pochi giorni dall’orrendo caso di Arturo accoltellato in pieno centro la sera prima di Natale. Le baby gang colpiscono ancora e questa volta ad essere aggrediti sono un 15enne e un 14enne: circondati, minacciati, picchiati con delle catene e infine derubati di smartphone e soldi da ben 10 coetanei tutti minorenni dai 13 ai 16 anni. È avvenuto nella tarda serata di ieri quando i due studenti stavano facendo ritorno a casa nella villa comunale di Pomigliano d’Arco; i carabinieri sono stati avvisati quasi subito dell’aggressione e hanno cominciato le indagini con le prime informazioni raccolte. Sono stati colpiti più volti al volto e all’addome anche se per fortuna non ci sono segni di accoltellamenti come nel caso drammatico di Arturo: trasportati in ospedale a Nola, sono stati medicati e questa mattina rilasciati dopo il grande spavento.

I PRIMI FERMI

Sono in corso le indagini per dare un nome agli altri componenti della baby gang entrata in azione nel Napoletano: da quanto raccolto sul Mattino i carabinieri di Castello di Cisterna sono intervenuti per arrestare un 15enne incensurato di Pomigliano e fermando anche un 13enne non imputabile però per la sua età, questa volta a Somma Vesuviana. Pare infatti che il primo minorenne avesse ancora con sé la catena con cui aveva minacciato qualche ora prima gli studenti campani: resta ora da ricercare, appurare ed eventualmente arrestare anche gli altri componenti della baby gang. Il 15enne arrestato è stato mandato subito al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei in attesa di capire se poterlo utilizzare come “fonte” per gli altri ragazzini teppisti e soprattutto per quanto dovrà decidere la Procura sul delicato caso di Pomigliano.

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