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Cronaca

BESTIE DI SATANA/ Paolo Leoni in cella, la madre: “gli altri fuori, lui mai un permesso: è ingiusto”

Bestie di Satana, lo sfogo della madre di Paolo Leoni: "mio figlio è ancora in carcere, gli altri invece lavorano e si laureano. Perchè lui mai un permesso? È ingiusto"

Paolo Leoni, Bestie di Satana (LaPresse)Paolo Leoni, Bestie di Satana (LaPresse)

Uno sfogo lungo concesso dalla madre di Paolo Leoni a Il Giorno: il figlio è il famoso “Ozzy” Leoni, accusato e condannato come leader ideologico del gruppo Le Bestie di Satana, l’assurda e angosciante “gang” che in Lombardia fece strage di giovani negli Anni Novanta nella provincia di Varese, responsabili anche di induzione al suicidio e vari omicidi di matrice satanista, Ebbene, la madre di Paolo si lamenta perché non solo considera il figlio innocente ma anche perché per altre “Bestie” ci sono state in questi anni permessi, uscite dal carcere, anche nuove vite ricominciate. Ma per il figlio no: Pietro “Wedra” Guerrieri è stato l’unico a segnalare da subito il pentimento per quanto fatto, piangendo al processo e anche unico a risarcire le famiglie delle vittime Fabio Tollis e Chiara Marino. Lui è libero dal 2012 e si è rifatto una vita dopo i 7 anni di carcere (la condanna era di 12); Mario Maccione, detto Ferocity, è uscito invece lo scorso ottobre 2017 (era considerato il Medium delle Bestie sataniche) e ora scrive romanzi e compone cd. E poi c’è anche Nicola Sapone - «l’idraulico di Dairago condannato come il braccio esecutivo, sconta un doppio ergastolo per l’omicidio di Chiara e Fabio e per quello di Mariangela Pezzotta. Ha sempre negato la sua partecipazione alle efferatezze delle Bestie per definirsi invece vittima di “Isidon”, Andrea Volpe», spiega il Giorno - di lui dice il padre Paolo ha sempre riconosciuto il grado di pentimento, spiegando che ora ha provato ad uscirne iscrivendosi all’università, «tra poco si laurea», spiega il padre.

LO SFOGO DELLA MADRE DI PAOLO LEONI

Poi c’è appunto Paolo Leoni che i colleghi del Giorno ricordano assieme alla madre Carla: «Mio figlio va avanti con la musica, la sua passione per il rap. Lavora, costruisce serramenti. Sono sicura della sua innocenza. Quelli che hanno ucciso o hanno partecipato sono fuori o lo saranno fra poco, mio figlio è dentro. Sono serena. Spero che venga fuori la verità, spero di vederlo libero prima di chiudere gli occhi. Non era una satanista, aveva la camera nera, ma non è mai stato un satanista, come non lo è mai stato mio marito». Va ricordato infatti che anche il padre di Paolo Leoni, uccise l’amante in un altro delitto a sfondo satanico, come accertato dai giudici: secondo mamma Carla però quel figlio è 14 anni che è detenuto ma in maniera ingiusta e con ingiusto trattamento rispetto agli altri. «Capisco il dolore dei genitori che hanno perso un figlio. Ma anch’io non ho più il mio, dopo che mia figlia è mancata più di ventun anni fa. Paolo ha perso tutta la sua giovinezza, gli anni più belli. E’ entrato in carcere a 27 anni e a febbraio ne compirà 41», lamenta ancora la donna in una lunga confessione. «Non dico uscire, ma un’ora di permesso, giusto il tempo di una pizza», ha confidato Paolo alla madre che chiede il perché di 14 anni senza una sola ora di concessa libertà. «Ho 71 anni e sono stanca, il viaggio da Corsico a Sanremo e ritorno ogni quindici giorni mi pesa. Vado avanti per Paolo. Perché ogni quindici giorni lo posso stringere fra le braccia. Anche se mi costa quando devo salutarlo e andare via».

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