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Cronaca

PENSIONI D'ORO, M5S “SOLO QUELLE DA 4500 EURO”/ Ultime notizie, tagli per decreto ma i conti non tornano

Pensioni d’oro: il governo le taglia per decreto. Il ministro del lavoro, Luigi Di Maio “Ci prendiamo più di un miliardo di euro”. Il taglio sarà pressoché immediato

Pensioni d’oro: il governo le taglia per decreto - LaPressePensioni d’oro: il governo le taglia per decreto - LaPresse

Il governo è pronto a tagliare le pensioni d’oro e per farlo in tempi brevi punta sul decreto. Lo ha annunciato il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, il quale ha espresso l’intenzione di recuperare un miliardo di euro dal taglio che sarà propedeutico al finanziamento dell’aumento delle pensioni minime a 780 euro. Da mesi ormai il capo politico del M5s parla apertamente di sforbiciate alle pensioni ritenute troppo alte. Ma la soglia non è stata abbassata alle pensioni di 3.500 euro. «l taglio delle pensioni d’oro partirà dai 4.500 euro netti in su». Ma si tratta di una platea da cui non potrebbe recuperare un miliardo di euro di gettito. Quindi le opzioni sono due per Repubblica: si amplia la platea, abbassando la soglia di pensione da taglia, ma questa ipotesi ora viene esclusa; in alternativa si taglia molto di più sulla platea esistente con un’aliquota molto più alta rispetto al 3-20% di cui si è parlato finora, ma il meccanismo di calcolo ipotizzato non lo prevede. I dubbi dunque permangono, ma verranno presto chiariti dal governo. (agg. di Silvana Palazzo)

M5S “TAGLIO SOLO PER QUELLE DA 4500 EURO”

Entrerà direttamente nella manovra di bilancio di lunedì, il taglio delle cosiddette pensioni d’oro agli ex parlamentari. Il governo gialloverde, ed in particolare l’ala grillina dell’esecutivo, ha portato avanti ormai da mesi questa battaglia, ed è vicina al grande traguardo. C’è però da fare una precisazione a riguardo. Negli scorsi giorni il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha spiegato che dalla sforbiciata delle pensioni, il governo punterà ad incassare almeno un miliardo di euro. Facendo due calcoli sembrava complicato arrivare a questa cifra con il solo taglio delle pensioni superiori ai 4.500 euro, quindi si è ipotizzato che venissero coinvolti anche gli assegni uguali o superiori ai 3.500 euro. Il Movimento 5 Stelle, come riportato dal quotidiano Il Giornale, ha voluto precisare che la notizia non è reale e che verranno quindi toccate solamente le erogazioni più elevate: nelle prossime ore scopriremo tutti i dettagli. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MOSSA A SORPRESA DI DI MAIO

La mossa a sorpresa di Luigi Di Maio sulle pensioni d’oro, è stata esternata dallo stesso in occasione di un incontro a Rivarolo Canavese, nel torinese, con alcuni imprenditori locali. Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, parlando alla platea, ha ammesso: «Nel decreto di lunedì ci sono anche altri temi importanti, per esempio abbiamo chiuso i lavori sui tagli delle pensioni d’oro e ci andiamo a prendere un miliardo di euro da qui pensionati che non hanno versato neanche un decimo di quello che stanno prendendo, anticipiamo la norma direttamente nel decreto senza neanche aspettare il percorso». Una decisione che con grande probabilità creerà non poche tensioni all’interno del governo quanto fuori, visto che i parlamenti che verranno toccati dalla sforbiciata aveva già promesso una dura battaglia legale nelle scorse settimane. Domani sarà quindi il giorno X, un giorno caldissimo per il governo e il suo futuro. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CAOS IN ARRIVO?

Un intervento previsto “parallelo” alla Manovra sta per scendere sull’agone politico italiano, con tutta l’instabilità e i possibili dissidi interni tra M5s e Lega: secondo le simulazione di Progetica riportate da Repubblica, si perderà fino al 20% dell’attuale trattamento. Ma il vero caos potrebbe essere generato dall’ennesimo scontro con Boeri: dopo la “rivolta” contro la Quota 100, fu lo stesso Presidente Inps a illustrare tutta la “poca incisività” del taglio sulle Pensioni d’Oro previste dal Governo gialloverde. «Il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d'oro sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30mila persone», sottolineava giovedì scorso Boeri, non prima di precisare come si raggiungerebbe tale riduzione della spesa pensionistica «solo se il taglio sulle pensioni superiori a 90mila euro annui facesse riferimento all'intero reddito pensionistico e non alle singole pensioni». Oggi però, forse proprio da quel “monito” giunto da Boeri, Di Maio rilancia e prepara un decreto “choc” che costringerà Salvini a prendere una decisione: rompere su questo punto e arrivare allo scontro o accettare una proposta che al popolo della Lega non piace per nulla. 

PENSIONI D’ORO: DI MAIO LE TAGLIA PER DECRETO?

Il governo punta a recuperare un miliardo di euro dal taglio delle pensioni d’oro. La sforbiciata verrà trasferita nel decreto legge fiscale che domani giungerà in consiglio dei ministri, e l’obiettivo è quello di abbassare la soglia di pensioni tagliabili, passando dai noti 4.500 euro, ai 3.500. Verranno quindi toccati anche gli assegni più ridotti, come riporta Repubblica, e il decreto renderà il taglio operativo in tempi praticamente pari a zero. Un taglio, che ha ricordato più volte il ministro del lavoro, Luigi Di Maio, permetterà di sovvenzionare i famosi 780 euro del reddito di cittadinanza: in poche parole, lo stato toglierà ai ricchi per dare ai poveri.

“CI PRENDIAMO PIU’ DI UN MILIARDO DI EURO”

La decisione di sforbiciate più drastiche rispetto al previsto l’aveva di fatto annunciata lo stesso leader dei grillini, pochi giorni fa: «Abbiamo chiuso il lavoro sulle pensioni d'oro – le sue parole - e ci andiamo a prendere oltre 1 miliardo di euro da pensionati d'oro che in questi anni non hanno versato neanche un decimo di quello che stanno prendendo». Quindi ha aggiunto un dettaglio che permette di applicare la riforma in maniera immediata: «Anticipiamo la norma direttamente nel decreto di lunedì, senza neanche aspettare il percorso». Resta da capire come reagirà la Lega, che ha sempre storto il naso di fronte al taglio delle pensioni d’oro, e che aveva proposto (proposta bocciata), un contributo di solidarietà una tantum sugli assegni più alti.

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