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Cronaca

Bea Naso, è morta la bimba di pietra/ Emma Marrone: “buon viaggio piccola, grazie per l’amore che trasmetti”

È morta Bea Naso, la piccola "bimba di pietra" dalla nascita affetta di una malattia rarissima: raggiunge e riabbraccia mamma Stefania Fiorentino mancata lo scorso agosto

Bea, la Bea, la "bimba di pietra"

Emma Marrone, la “zia Emma” per la piccola Bea, ha impiegato qualche ora prima di riuscire a trovare le “parole giuste” da dire alla famiglia Naso dopo il dramma della morte di quella piccola anima volata in Cielo nella totale innocenza di una vita passata in un corpo reso rigido dalla malattia ma dal cuore infinitamente tenero. Con un messaggio su Instagram, la cantante scrive «fai buon viaggio mia piccola Bea. Zia Emma non ti scorderà mai!». La cantante era diventata amica della famiglia Naso, in particolare di mamma Stefania e aveva sostenuto fin dalle origini quel “Mondo di Bea” su Facebook che raccoglieva aiuti e sostegno per pagare le cure a questa malattia assurda che aveva colpita la piccola Beatrice. In molte occasioni “zia Emma” era andata a trovarli e dopo la morte della mamma le aveva dedicato un concerto, «Mia cara Stefy, questa notizia mi ha spezzato il cuore. Non ho parole, ho solo un grande senso di vuoto. Grazie per tutto ciò che mi hai sempre trasmesso, il tuo affetto sincero, la tua forza, il tuo infinito coraggio e la voglia di vivere! Mi mancherai da morire amica mia. Un grande abbraccio ad Ale e alla mia piccola Bea». Oggi, nel messaggio di saluto per la morte di Bea, scrive ancora «Grazie per tutto l’amore che mi hai trasmesso». 

LA BENEDIZIONE E L’ABBRACCIO DI PAPA FRANCESCO

Era un giorno di settembre del 2013 e la piccola Bea Naso fu accolta con un lungo abbraccio, una benedizione e un giro in Papa Mobile da Papa Francesco in Piazza San Pietro. L’incontro con la famiglia Naso fu accolto benissimo da mamma Stefania e papà Alessandro che davanti alle fatiche estreme per trovare fondi e sostegno per le cure di Bea videro un uomo che in maniera completamente “disinteressata” pregava per loro e li abbracciava come forse nessuno mai aveva fatto. Fu un momento molto intenso, raccontava mamma Stefania, «un abbraccio, la commozione del Pontefice e una benedizione. Pochi e intensi minuti». Se n’è andata sia Stefania che ora anche Bea e dal Paradiso osservano questo nostro difficile mondo che da oggi ha un “piccolo” cuore in meno: quell’incontro col Papa fu però speciale e la famiglia di Bea ancora se lo ricorda. Addirittura, come raccontavano le cronache di Vatican Insider di allora, «Dopo avere fatto un appello a tutti i 4800 colleghi del comune di Firenze affinché facessero una donazione di 10 euro a testa si è messo in moto ed è riuscito tramite l'intercessione di Benedetto XVI a far ottenere a Beatrice ed alla sua famiglia una udienza privata da papa Francesco. L'incontro, durato qualche secondo, ha suscitato nella piccola grande emozione: il pontefice l'ha prima baciata e poi benedetta». 

È MORTA LA “BIMBA DI PIETRA”

Alla fine una piccola stella in cielo da ieri sera è più “lucente”: è morta Beatrice Naso, la “bimba di pietra” - anche se la famiglia non ha mai gradito particolarmente questa “formula” mediatica per definire la propria bimba - divenuta famosa negli ultimi anni per una malattia assurda e misteriosa che le aveva paralizzato ogni singolo arto e struttura ossea a soli due mesi dalla nascita. Non ce l’ha fatta, dopo aver lottato per 8 lunghi anni e dopo aver vissuto il dramma della morte di mamma Stefania che si era dedicata a lei anima e corpo fino alla prematura scomparsa nello scorso agosto (per un grave tumore che l’ha colpita). Non ce l’ha fatta “Bea” - così era chiamata anche dalla fondazione e associazione nata a suo sostegno e per tutte le malattie “simili” alla sua - con il piccolo cuore che ha smesso di battere ieri nel giorno di San Valentino. Articolazioni completamente rigide e struttura di crescita compromessa proprio da quella “malattia” maledetta, fin dai primi mesi combattuta con coraggio e senza abbattersi: ha insegnato molto Bea in primi ai suoi genitori Alessandro Naso e Stefania Fiorentino e dopo a tutti coloro che si sono imbattuti in quella forza della natura “bloccata” da una rigida anomalia genetica che ancora oggi è quasi senza spiegazione. La piccola Bea, 8 anni, era stata portata d'urgenza all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino per un arresto cardio-respiratorio ieri, ma per lei non c'è stato nulla da fare: si era aggravata già nelle ultime due settimane ma tutti speravano di poter passare la crisi. Non ce l’ha fatta e riabbraccerà ora mamma Stefania in Paradiso, ne siamo certi.

DA EMMA A ERMAL META, ADDIO AL “MONDO DI BEA”

«Beatrice questa sera è volata via. In questo giorno, dedicato agli innamorati, ha deciso di correre ad abbracciare la sua mamma. Saperle insieme sarà la nostra forza. Il mondo di Bea resterà in assoluto il miglior posto che io abbia mai potuto visitare, per sempre. Zia Sara». Così c’è scritto da qualche ora sulla pagina social “Il mondo di Bea”, un’idea della stessa piccola “bimba di pietra” e di mamma Stefania: «una pagina sui social nata per parlare di Beatrice e della sua rarissima malattia che è diventata anche uno strumento per aiutare tanti bambini colpiti da malattie rare». Questo era il “mondo di Bea”, punto di riferimento reale per le malattie rare e per tutti quelli che volevano seguire le vicende drammatiche e allo stesso momento di forte speranza che la famiglia Naso sapeva “donare” al mondo del web, senza insulti e senza banalizzazizoni da “talk show del dolore”. Emma Marrone aveva conosciuto la piccola Bea, che desiderava tanto incontrarla, proprio tramite quella pagina, e come lei tantissimi altri fino a Ermal Meta che nella serata conclusiva del Festival di Sanremo scattò una foto proprio con la sua piccola fan. «Da oggi la piccola Bea è una stella. È stato bello conoscerti. Emanavi più vita di molti altri che della vita non si accorgono», scriveva ieri sera il cantante, distrutto anche lui dalla scomparsa troppo prematura di quella bimba speciale nel suo celebrare la vita pur in una condizione che tutti vorrebbero evitare e “non considerare”.

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